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Terapia compressiva

Insieme al linfodrenaggio, la terapia compressiva mediante applicazione di un tutore elasto-compressivo o di un bendaggio multistrato è fondamentale per il controllo del linfedema. Va sempre prescritta dal medico. Le principali controindicazioni sono le arteriopatie, le infezioni cutanee e il dolore neuropatico.

Il tutore elasto-compressivo esercita una compressione graduata sull’arto o sulla regione interessato/a per facilitare il drenaggio della linfa e impedirne l’ulteriore raccolta; inoltre, potenzia l’attività della pompa muscolare.

Per essere efficace, il tutore elasto-compressivo deve essere della giusta misura e della giusta classe di compressione, tenendo conto delle caratteristiche del linfedema e dello stile di vita. È il fisiatra a decidere il tipo e il modello più idoneo, mentre l’infermiere o il fisioterapista spiega come indossarlo e sfilarlo. È disponibile in commercio in vari tipi (preconfezionati o su misura), tessuti (a trama circolare o piatta), classe di compressione (utilizzate dalla I alla III) e modelli (bracciali al polso, al metacarpo, guanti; monocollant, collant, gambaletti, fasce toraciche). Il costo varia in funzione del tipo e del modello ed è attualmente a carico del paziente che può ottenere la riduzione dell’IVA in caso di patologia cronica. Si segnala che il Nomenclatore Tariffario è stato aggiornato inserendo anche gli ‘indumenti elastici’ per cui il tutore elasto-compressivo sarà disponibile su prescrizione della ASL non appena approvato il nuovo Nomenclatore.

Il tutore elasto-compressivo, se ben tollerato, deve essere indossato tutti i giorni e per l’intera giornata, durante le attività quotidiane, a casa e al lavoro, durante l’attività fisica e sportiva (camminare, esercizi in palestra) e i viaggi, soprattutto se lunghi. È bene rimuoverlo la notte, fatta eccezione per il tutore testa-collo spesso a uso notturno.

Il bendaggio multistrato è costituito dalla sovrapposizione di 3 o 4 strati di bende di materiali differenti, ma sempre poco estensibili, applicati a partire dall’estremità delle dita della mano fino all’ascella oppure delle dita del piede fino all’inguine. È un po’ voluminoso, ma non interferisce con lo svolgimento delle attività quotidiane e la deambulazione. Viene applicato dopo il drenaggio manuale ed è più efficace se associato a esercizi fisici con l’ausilio di un terapista o anche semplicemente muovendosi, perché la contrazione muscolare contribuisca al drenaggio della linfa. Se ben tollerato, deve rimanere in sede per almeno 6-8 ore. Può essere applicato anche al torace (comprese le mammelle) e ai genitali.

Dopo un periodo di addestramento il bendaggio multistrato può essere confezionato anche da soli (autobendaggio) e utilizzato per mantenere i risultati dei trattamenti (ad esempio una volta a settimana) o quando si avverte un aumento del linfedema. Prima di applicarlo è bene effettuare l’automassaggio. Sono disponibili in commercio anche dispositivi per l’autobendaggio facilitato (per ambedue gli arti), che però non sono ancora inseriti nel Nomenclatore Tariffario e, pertanto, sono a carico del paziente.

Consigli pratici

Per indossare il tutore

  • Indossare il tutore appena svegli, quando l’arto o la regione interessata sono meno gonfi;
  • rigirare il tutore sul rovescio (il bracciale fino al polso, la calza fino al calcagno), infilarlo e farlo avanzare sull’arto poco alla volta, tirandolo delicatamente e in modo uniforme per evitare che si formino grinze o pieghe. Non rigirare mai l’orlo perché ciò bloccherebbe la circolazione sanguigna;
  • indossare un guanto di gomma per infilare il tutore con meno sforzo e non rovinarlo;
  • applicare sull’arto un po’ di talco non profumato (non creme perché inumidiscono la pelle e rendono più difficile lo scorrimento del tutore) oppure fare uso di un sottotutore setificato acquistabile con il tutore e da sfilare una volta applicato il tutore;
  • lavare il tutore preferibilmente tutti i giorni per evitare l’insorgenza di irritazioni cutanee o dermatiti (per questo è bene acquistarne due); se indossato a giorni alterni e lavato con le dovute accortezze, il tutore dura circa 4–6 mesi;
  • non indossare il tutore in presenza di infezioni o lesioni cutanee (dermatiti, eczemi, ulcere);
  • sostituire il tutore quando il tessuto non assicura più la necessaria compressione.

Informazioni aggiuntive

  • Scarica il libretto in pdf:

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Letto 10252 volte Ultima modifica il Giovedì, 24 Settembre 2020

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