Il trattamento del linfedema ha lo scopo di ridurre il volume dell’arto (o regione) interessato e migliorarne la funzionalità, alleviare i sintomi, prevenire l’ulteriore accumulo di linfa e l’insorgenza di infezioni, migliorare la qualità della vita della persona malata.

In seguito al trattamento, il gonfiore dovrebbe ridursi e i sintomi dovrebbero migliorare, ma in taluni casi potrebbero trascorrere settimane o mesi prima di notare un vero e proprio miglioramento. Una volta posta la diagnosi, il fisiatra e il fisioterapista illustreranno gli interventi che costituiscono il trattamento multimodale del linfedema: prendersi cura della cute, praticare il linfodrenaggio manuale e il bendaggio multistrato, eseguire gli esercizi consigliati, utilizzare i tutori elasto-compressivi. Alcuni trattamenti devono essere svolti giornalmente per dare migliori risultati. A poco a poco la cura del linfedema diverrà parte della vita quotidiana e, quindi, routine.

Il trattamento del linfedema è basato su quattro interventi fondamentali associati nella cosiddetta terapia decongestiva combinata e adattati alla regione interessata (arti, collo, genitali, tronco):

  • cura della cute per prevenire lesioni e infezioni;
  • linfodrenaggio manuale per favorire il deflusso della linfa;
  • terapia compressiva consistente nell’applicazione di bendaggi multistrato compressivi e poi di tutori elasto-compressivi;
  • esercizio terapeutico che prevede esercizi muscolari specifici per migliorare il drenaggio della linfa e la mobilità delle articolazioni, oltre che per potenziare la forza muscolare, come pure esercizi respiratori.

Vengono definite due fasi successive del trattamento:

  • fase di attacco (le prime 4 settimane circa), costituita da sedute di linfodrenaggio manuale (in media da 3 a 5 sedute a settimana), associato al bendaggio multistrato se il linfedema è di grado moderato o severo, a esercizi con bendaggio multistrato e alla cura della cute;
  • fase di mantenimento solitamente più lunga, dove è prevalente la cura della cute, l’uso di tutori elasto-compressivi a trama piatta e solitamente di classe II, gli esercizi con elasto-compressione e, ove necessario, il linfodrenaggio manuale e il bendaggio multistrato circa una volta a settimana.

Ai suddetti interventi possono essere associate altre metodiche (terapia fisica inclusi pressoterapia sequenziale a basse pressioni, ultrasuoni e onde d’urto, laserterapia a bassa intensità, Kinesio® Taping, ecc.) che, tuttavia, non hanno dimostrato da sole di essere efficaci quanto la terapia decongestiva combinata, che rimane quindi attualmente il migliore trattamento del linfedema.

È altresì fondamentale svolgere regolarmente, tutti i giorni, un’attività fisica con esercizi per gli arti senza pesi e resistenze ed esercizi di respirazione profonda che si sono dimostrati efficaci sia nel trattamento che nella prevenzione, soprattutto se effettuati con tutori elasto-compressivi. Ugualmente importante è il controllo del peso corporeo.

I risultati migliori si ottengono se i trattamenti sono iniziati precocemente, sono eseguiti con costanza e regolarità e proseguiti nel tempo.

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