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Tumori e dieta: la nutrizione per il malato oncologico

Le società scientifiche di oncologia medica (AIOM) e di nutrizione clinica (SINPE) unitamente alla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.) hanno sottoscritto la Carta dei Diritti del Paziente Oncologico all’Appropriato e Tempestivo Supporto Nutrizionale al fine di sensibilizzare anche il paziente sull’importanza del controllo dello stato nutrizionale. È, infatti, di fondamentale importanza che il paziente sia inserito, sin dal momento della diagnosi, in un percorso di controlli (visite ed esami) finalizzati a prevenire e correggere tempestivamente il prevedibile deterioramento dello stato di nutrizione legato alla malattia e alle terapie. Ogni malato ha diritto a ricevere una valutazione specialistica completa e tempestiva del proprio stato nutrizionale, che fornisca indicazioni sull’eventuale presenza del rischio di malnutrizione e su come adeguare, se necessario, la propria alimentazione. Qualora si manifesti una perdita di peso, o comunque uno stato di malnutrizione, ha diritto alla prescrizione di un supporto nutrizionale appropriato - anche con l’aiuto di integratori orali o, in casi più gravi, attraverso la nutrizione artificiale (per via endovenosa o attraverso sondino sonde o stomie) -da parte di personale specializzato (medico nutrizionista, dietista), che, in collaborazione con l’oncologo, gli fornirà indicazioni personalizzate anche in base al tipo di malattia e alle cure in atto o previste.

Inoltre, AIOM e SINPE mettono in guardia sulla diffusa e pericolosa disinformazione ad opera di internet, libri, programmi televisivi e radiofonici circa l’efficacia di ipotetiche diete ipocaloriche e ipoproteiche anti-cancro, non supportate da alcuna evidenza scientifica e potenzialmente dannose per il paziente in quanto in grado di causare o aggravare lo stato di malnutrizione.

Attenzione al peso

Cercare di mantenere il peso entro i limiti della norma per la propria altezza (il medico curante calcolerà il suo indice di massa corporea). Chi ha avuto un tumore del seno può tendere a un aumento del peso corporeo anche a poca distanza dall’inizio della terapia adiuvante o negli anni successivi. Ciò si accompagna spesso ad aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, facendo aumentare il rischio di malattie cardiovascolari (angina pectoris, infarto cardiaco, ictus cerebrale), di nuovi tumori e anche di recidiva dopo la terapia.

Se si è in sovrappeso, sarà opportuno ridurre l’apporto calorico (ad esempio riducendo il consumo di grassi dolci, bevande zuccherate e alcoliche) e aumentare l’attività fisica, evitando il “fai da te” e rivolgendosi a personale sanitario qualificato con specifiche competenze. In questo modo l’organismo sarà costretto a bruciare l’energia eccedente accumulata sotto forma di grasso.

Letto 87589 volte Ultima modifica il Giovedì, 28 Febbraio 2019
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