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Ridurre il rischio di sviluppare un linfedema

I pazienti sottoposti a intervento chirurgico di rimozione dei linfonodi ascellari o inguinali e/o a radioterapia e anche quelli sottoposti a chirurgia più radioterapia su un distretto linfonodale hanno un rischio più alto di sviluppare un linfedema.

Si ritiene che alcuni fattori possano favorire la comparsa del linfedema nei soggetti a rischio. Ad esempio, in presenza di un’infezione cutanea, l’organismo reagisce producendo una maggiore quantità di linfa nel tentativo di contribuire a debellare l’infezione. Se il sistema linfatico dell’area interessata non funziona come dovrebbe, l’infezione lo compromette ulteriormente, attivando, in questo modo, i meccanismi che portano al linfedema.
Seguendo le avvertenze e i consigli riportati di seguito è possibile ridurre il rischio di linfedema o ritardarne lo sviluppo.

Avere cura della cute

Avere cura della cute dell’area interessata è di estrema importanza; mantenerla pulita e ben idratata riduce, infatti, il rischio di infiammazione o di infezione. Se la pelle è idratata ed elastica, è meno soggetta a screpolarsi e, quindi, a infiammarsi o infettarsi. Anche la lesione più piccola rappresenta una potenziale via d’accesso per batteri o funghi. Altrettanto importante è proteggere il braccio o la gamba a rischio.

Consigli pratici

  • Indossare guanti di gomma per fare le faccende domestiche o il giardinaggio, per il ‘fai-da-te’ o per accudire gli animali.
  • Indossare abbigliamento/calzature idonee per evitare tagli/graffi, punture di insetto, ecc.

Riconoscere i primi segni di infezione

Riconoscere i primi segni di infezione a un braccio o una gamba a rischio di linfedema è importante per avviare il trattamento con antibiotici prima che sia troppo tardi per il sistema linfatico. Se notate uno qualunque dei seguenti segni di infezione:

  • Indossare guanti di gomma per fare le faccende domestiche o il giardinaggio, per il ‘fai-da-te’ o per accudire gli animali.
  • Indossare abbigliamento/calzature idonee per evitare tagli/graffi, punture di insetto, ecc.
  • rossore o calore;
  • gonfiore;
  • dolore o fastidio; 
  • strie rosse che si diffondono dall’area interessata verso l’alto o verso il basso

rivolgetevi subito al medico di base.

Esercizio fisico

Esercizi leggeri di stretching contribuiscono a ripristinare la funzionalità del braccio o della gamba dopo la chirurgia o la radioterapia e a ridurre il rischio di linfedema soprattutto nelle donne affette da cancro della mammella che hanno subito l’asportazione dei linfonodi ascellari.

Questa terapia riabilitativa di solito rappresenta una parte importante del recupero dopo l’intervento. Gli esercizi, indicati di solito da un fisioterapista, devono essere eseguiti senza sforzo, con gradualità, con costanza e regolarità per tutto il periodo consigliato e anche oltre, perché preservano l’elasticità delle articolazioni e dei muscoli. Trascorso tale periodo, si può riprendere la consueta attività fisica oppure iniziarne una nuova. Alcuni sport, come il body building o quelli che presuppongono un contatto fisico con l’avversario,  devono essere praticati con cautela perché possono accrescere il rischio di lesioni cutanee all’arto interessato.
Prima di intraprendere qualunque attività fisica è sempre bene chiedere consiglio al fisioterapista o al medico curante.

Mantenere il giusto peso

Essere in sovrappeso può aumentare il rischio di sviluppare un linfedema. Per tale motivo è bene mantenere il giusto peso, chiedendo anche consiglio al medico di base o a un dietista.

Informazioni aggiuntive

Letto 4650 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Settembre 2013

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