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Telelavoro

Il telelavoro (letteralmente lavoro a distanza) è semplicemente una modalità di prestare il lavoro in un luogo diverso dai locali messi a disposizione del datore di lavoro, restando, tuttavia, funzionalmente e strutturalmente collegati all'attività aziendale tramite strumenti informatici e telematici. In virtù di ciò offre una grande flessibilità, sia nell’organizzazione sia nelle modalità di svolgimento [1].

Se il lavoratore malato di cancro desidera continuare a lavorare durante le terapie, ma senza recarsi in ufficio, può chiedere di lavorare da casa. Se il datore di lavoro accoglie la richiesta, ciò deve essere formalizzato in un accordo scritto nel quale devono essere riportati le attività da espletare e le modalità di svolgimento, le mansioni, gli strumenti di telelavoro, i rientri periodici in ufficio e le riunioni cui presenziare, l’eventuale termine della modalità di telelavoro e la relativa reversibilità con il rientro in ufficio su richiesta del datore di lavoro o del dipendente.

Se il datore di lavoro propone il telelavoro, ma il lavoratore è contrario, ha la facoltà di rifiutare l'offerta e ciò non costituirà, di per sé, motivo di risoluzione del rapporto di lavoro, né di modifica delle condizioni del rapporto di  impiego preesistente.

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha segnalato l'opportunità di concedere il telelavoro ai malati oncologici che lavorano nel pubblico impiego [2].

[1] Accordo quadro europeo sul telelavoro stipulato a Bruxelles il 16/7/2002 tra CES UNICE/UEAPME e CEEP; accordo sul telelavoro nelle pubbliche amministrazioni siglato il 23/3/2000: Accordo quadro nazionale sul telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n.191; accordo sul telelavoro nel settore privato siglato il 9/6/2004: Accordo interconfederale per il recepimento dell'accordo-quadro europeo sul telelavoroconcluso il 16 luglio2002 tra Unice/Ueapme,Ceepe e Ces.

[2] Circolare n. 1 del 30/4/2009, scaturita anche dalle segnalazioni di AIMaC e F.A.V.O.

 

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Letto 4266 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Ottobre 2013

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