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Introduzione: le edizioni del libretto

Le necessità di cura e assistenza del malato di cancro non si esauriscono con i trattamenti terapeutici di vitale importanza. La condizione di fragilità determinata dalla malattia comporta particolari esigenze di tipo sociale ed economico ed è per questo che l’ordinamento prevede tutele giuridiche e benefici economici che consentono al malato e alla sua famiglia di continuare a vivere dignitosamente, nonostante la malattia e le terapie. Affinché le leggi non rimangano inattuate, è necessario che siano innanzitutto i malati a sapere quali sono i diritti loro riconosciuti e garantiti a livello nazionale e locale, sia come particolare categoria di malati sia, genericamente, come persone riconosciute invalide e portatrici di handicap.

La prima edizione di questo libretto, pubblicata nel 2003, riunisce, per la prima volta in Italia, in un unico testo, le norme a tutela dei malati di cancro e dei loro familiari. Le edizioni successive sono quasi tutte collegate anche ad importanti risultati raggiunti da AIMaC nella sua azione di tutela dei diritti dei malati oncologici:

- la seconda edizione (2005) segue il recepimento nella riforma del mercato del lavoro (Legge Biagi) della norma che riconosce al malato lavoratore il diritto di passare dal tempo pieno al tempo parziale durante le cure e di tornare al normale orario di lavoro dopo le terapie;

- la terza edizione (2006) segue l’inserimento nella legge n. 80/2006 (riordino della pubblica amministrazione) della norma che riduce a quindici giorni il tempo per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap causati dalla malattia oncologica, con conseguente sensibile riduzione dei tempi di accesso ai benefici previsti dalla legge;

- la quarta e quinta edizione (2007-2008) nascono dalla collaborazione con l’INPS;

- la sesta edizione (2009) tiene conto dei progressi compiuti dalle istituzioni per superare le gravi disparità territoriali per il riconoscimento della disabilità oncologica segnalate da AIMaC e F.A.V.O. (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e soprattutto della riforma della procedura di accertamento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità (art. 20, D.L. 78 del 1° luglio 2009 convertito in legge n. 102 del 3 agosto 2009);

- la settima edizione (2010) descrive dettagliatamente la nuova procedura telematica prevista dall’INPS per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap;

- la nona edizione (2012) segue alla sottoscrizione di un accordo di cooperazione strategica tra AIMaC e F.A.V.O. con l’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha istituito un tavolo di lavoro con le parti sociali (CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL) con la finalità di diffondere una maggiore conoscenza dei diritti dei malati oncologici per la tutela del posto di lavoro, i cui risultati sono pubblicati in una brochure.

In questa edizione è stata ampliata la parte riguardante gli strumenti di tutela del posto di lavoro. Infine, vogliamo ricordare che i diritti e le tutele menzionati nel libretto sono sanciti da norme di rango legislativo pienamente vigenti e che le strutture sanitarie pubbliche hanno l’obbligo di fornire un’adeguata assistenza nel rispetto dei diritti dei malati, anche tramite gli organismi di volontariato, come stabilito dal D. lgs. 502/921 [1].



 

[1] D. lgs. 502/1992, titolo IV "Partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini: art. 14 Diritti dei cittadini: [...] co. 5) Il direttore sanitario e il dirigente sanitario del servizio, a richiesta degli assistiti, adottano le misure necessarie per rimuovere i disservizi che incidono sulla qualità dell'assistenza. Al fine di garantire la tutela del cittadino avverso gli atti o comportamenti con i quali si nega o si limita la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, sono ammesse osservazioni, opposizioni, denunce o reclami in via amministrativa, redatti in carta semplice, da presentarsi entro quindici giorni dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza dell'atto o comportamento contro cui intende osservare od opporsi, da parte dell'interessato, dei suoi parenti o affini, degli organismi di volontariato o di tutela dei diritti accreditati presso la regione competente, al direttore generale dell'unità sanitaria. La presentazione delle anzidette osservazioni ed opposizioni non impedisce né preclude la proposizione di impugnative in via giurisdizionale. [...]"

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Letto 4496 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Novembre 2014

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