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La chemioterapia per il mieloma

La chemioterapia consiste nell’impiego di particolari farmaci detti citotossici o antiblastici che impediscono la divisione delle cellule tumorali, provocandone la morte. Il trattamento prevede spesso una combinazione di due o più chemioterapici con altri farmaci, quali steroidi e farmaci a bersaglio molecolare. La terapia viene somministrata per alcuni giorni, poi segue un periodo di riposo di qualche settimana. Il periodo del trattamento e il successivo periodo di riposo costituiscono un ciclo di terapia. Di solito si effettuano 4-6 cicli per completare la terapia.

La chemioterapia si somministra di solito ambulatorialmente, ma talvolta può essere necessario restare qualche giorno in ospedale.

Durante l’intero ciclo di terapia si effettuano controlli periodici del sangue per verificare gli effetti dei farmaci. La dose dei farmaci può essere aggiustata in funzione dei risultati delle analisi del sangue o di eventuali effetti collaterali.

I chemioterapici utilizzati per il trattamento del mieloma includono: doxorubicina, bendamustina (Levact®), melphalan. Alcuni chemioterapici utilizzati per il trattamento del mieloma sono somministrati sotto forma di iniezione in una vena (per endovena), altri in compresse o capsule (per bocca).

Effetti collaterali

Le reazioni alla chemioterapia variano da soggetto a soggetto, e se anche dovessero essere spiacevoli, di solito possono essere facilmente controllate con appositi farmaci. Alcuni pazienti sono in grado di condurre una vita abbastanza normale durante il trattamento, ma la maggior parte avverte un profondo senso di spossatezza e deve prendersela con molta più calma.

Gli effetti collaterali più comuni sono i seguenti:

ridotta resistenza alle infezioni: è dovuta al fatto che i chemioterapici provocano la morte delle cellule tumorali, ma al tempo stesso riducono temporaneamente il numero dei globuli bianchi. Il numero dei globuli bianchi può essere già di per sé più basso della norma a causa del mieloma. Più basso è il numero dei globuli bianchi, maggiore è la suscettibilità a sviluppare infezioni.

anemia: è dovuta al calo dei globuli rossi e si manifesta con profonda stanchezza e talvolta anche mancanza di respiro;

tendenza a sviluppare lividi o piccole emorragie: è la conseguenza di un calo delle piastrine;

nausea e vomito;

ulcere del cavo orale;

caduta dei capelli;

stanchezza: il senso di stanchezza e spossatezza che il paziente avverte durante e dopo la chemioterapia è spesso definito con il termine fatigue;

tendenza alla formazione di trombi: il mieloma può accrescere il rischio di sviluppare trombi (trombosi), che può essere ulteriormente accresciuto dalle terapie. La trombosi può causare sintomi tra cui dolore, rossore e gonfiore a una gamba, mancanza di respiro e dolore al petto. Si tratta di un effetto collaterale potenzialmente molto grave, quindi è importante informare il medico al più presto possibile se si avverte uno qualunque dei suddetti sintomi. Il rischio di trombosi può essere ridotto dalla somministrazione di farmaci antitrombotici.

Per quanto fastidiosi, gli effetti collaterali di solito scompaiono gradualmente alla conclusione del trattamento.

Per approfondire:

Maggiori informazioni sulla chemioterapia sono disponibili su La chemioterapia.

Maggiori informazioni sul singolo prodotto antitumorale (come si somministra, quali sono gli effetti collaterali più e meno frequenti) sono disponibili sulle Schede sui farmaci antitumorali.

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Letto 13885 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Aprile 2018

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