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La chemioterapia per il cancro della prostata

Consiste nell’impiego di particolari farmaci capaci di distruggere o tenere sotto controllo le cellule tumorali e per questo motivo detti antineoplastici. La chemioterapia viene somministrata per ridurre le dimensioni del tumore, mantenere la situazione sotto controllo, alleviare i sintomi e i dolori causati dalle metastasi alle ossa e preservare una discreta qualità di vita. Tra i farmaci più usati: docetaxel (Taxotere®) e cabazitaxel (Jevtana®).

Il docetaxel è attualmente il farmaco di riferimento per il tumore della prostata in stadio avanzato quando la malattia non risponde più all’ormonoterapia. Si somministra per via endovenosa con cicli da effettuare ogni tre settimane presso una struttura ospedaliera.

Recentemente ha anche dimostrato di essere efficace nel prolungare la sopravvivenza in pazienti che presentano malattia metastatica già alla presentazione del problema oncologico; in questo caso la chemioterapia viene associata per 6 cicli alla terapia ormonale classica. L’applicabilità di tale trattamento viene decisa dal medico oncologo sulla base delle caratteristiche della malattia e del paziente.

Il cabazitaxel è un nuovo chemioterapico che ha dimostrato una buona efficacia antitumorale anche nei pazienti già trattati con ormonoterapia e chemioterapia, e rappresenta pertanto una valida opzione terapeutica nei pazienti affetti da neoplasia avanzata che abbiano una progressione ai precedenti trattamenti.

 

Possibili effetti collaterali

I farmaci chemioterapici possono modificare temporaneamente alcuni valori degli esami del sangue che vanno quindi controllati con una certa frequenza e comunque sempre prima di iniziare il ciclo di trattamento. Se necessario, vi saranno somministrati antibiotici per prevenire possibili infezioni; in caso di anemia vi saranno prescritte emotrasfusioni o un farmaco, l’eritropoietina.

I più comuni effetti collaterali includono stanchezza, caduta dei capelli, diarrea, formicolii alle estremità di mani e piedi, senso di nausea e vomito. Questi ultimi sono controllabili oggi con farmaci efficaci detti antiemetici.

In genere, gli effetti collaterali indotti dalla chemioterapia si risolvono alla conclusione della terapia. 

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Letto 41449 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Aprile 2018

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