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La chirurgia per il cancro della cervice uterina

Il tipo di intervento dipende dalle dimensioni del tumore e dal fatto che le cellule tumorali si siano diffuse o meno oltre la cervice uterina.

 

Conizzazione

Se le cellule tumorali non si sono diffuse oltre la superficie della cervice uterina oppure se la diffusione è minima, è possibile questo tipo di intervento in cui il chirurgo rimuove soltanto un ‘cono’ di tessuto dalla cervice uterina. È questa la procedura di conizzazione.

 

Isterectomia

Spesso il trattamento del carcinoma della cervice uterina richiede un intervento di isterectomia. Il tipo di intervento dipende dallo stadio della malattia:

  • isterectomia totale: asportazione dell’utero e della cervice uterina, talvolta anche delle tube e delle ovaie. È indicata solo per i tumori in stadio iniziale;
  • isterectomia radicale: asportazione dell’utero, della cervice uterina, del parametrio, delle tube, dei linfonodi pelvici e della parte superiore della vagina, talvolta anche delle ovaie. È l'intervento più utilizzato per il trattamento del carcinoma della cervice uterina. Talvolta può essere necessario asportare anche i linfonodi addominali.

L’isterectomia può essere eseguita praticando un’incisione nell’addome (isterectomia addominale), ma in centri di riferimento è possibile la procedura laparascopica, in cui il chirurgo pratica quattro piccole incisioni di 10 mm circa sull’addome e attraverso queste inserisce nella cavità addominale degli appositi strumenti dotati di telecamera, che gli consentono di eseguire l’intervento, rimuovendo poi l’utero, la cervice uterina e le ovaie attraverso la vagina.

Se possibile, nelle pazienti giovani si tende a non asportare le ovaie per preservare la fertilità e quindi la possibilità di diventare madre dopo la malattia. Nel caso in cui l’asportazione delle ovaie sia inevitabile, il chirurgo vi spiegherà quali sono le conseguenze dell’intervento e vi parlerà delle procedure disponibili per preservare la fertilità. Se lo desiderate, potete chiedere di essere inviate presso un centro specializzato nel trattamento di queste problematiche, dove avrete tutte le informazioni e l’assistenza possibile per prendere una decisione consapevole.

 

Trachelectomia radicale

Prevede l’asportazione della cervice uterina, del tessuto circostante e della parte superiore della vagina, ma non dell’utero, in modo da consentire alla paziente di diventare madre dopo la malattia. È indicato soltanto per le donne con carcinoma della cervice uterina in stadio iniziale.

Di solito il chirurgo asporta anche i linfonodi pelvici. La parte inferiore dell’utero viene serrata con alcuni punti di sutura in modo da garantirne la chiusura in gravidanza. Dopo questo tipo di intervento vi è un alto rischio di aborto spontaneo e inoltre è necessario considerare che il parto dovrà avvenire con taglio cesareo.

 

Dopo l’intervento

Dopo l’intervento sarete incoraggiate ad alzarvi e a camminare quanto prima possibile. Questa è una fase importante della convalescenza, e anche se sarete costrette a stare a letto, l’infermiere/a vi spronerà a eseguire esercizi regolari con le gambe e esercizi di respirazione profonda.

Quando sarete riportate in reparto, sarete sottoposte a infusione per endovena (somministrazione goccia a goccia) di liquidi e sali minerali fino a che non sarete in grado di mangiare e bere. I tubi di drenaggio eventualmente applicati alla ferita per evitare l’accumulo di liquidi in eccesso saranno rimossi nell’arco di qualche giorno dall’intervento. In questo modo le ferite rimargineranno con buon esito cicatriziale.

Dopo l’intervento vi saranno somministrati regolarmente degli analgesici, che sono molto efficaci per il controllo del dolore, ma se questo persiste, informate il personale in modo che venga fornita una copertura antidolorifica adeguata.

Molte donne sono in grado di fare ritorno a casa circa 3-4 giorni dopo l’intervento, una volta che i punti o le graffe siano stati rimossi. Anche se non avrete più le mestruazioni o non potrete più avere bambini, potrete riprendere l’attività sessuale dopo 4-6 settimane, tempo necessario per dare modo alle ferite di cicatrizzare perfettamente. Molte donne hanno bisogno di più tempo prima che siano in grado di riprendere l’attività sessuale. Questa è una parte fondamentale della convalescenza, per cui non abbiate timore di parlarne con il vostro medico.

Dopo un intervento di isterectomia, è bene evitare un’attività fisica impegnativa o sforzi fisici eccessivi - per esempio sollevare pesi - per circa tre mesi. Nelle settimane immediatamente successive all’intervento alcune donne provano fastidio a guidare, per cui può essere opportuno aspettare qualche tempo prima di sedersi di nuovo al volante.

Alcune donne hanno bisogno di più tempo per superare i postumi dell’intervento chirurgico. Se avete dei problemi, potrebbe essere utile parlarne con qualcuno che non sia direttamente coinvolto nella vostra malattia.
Prima che siate dimesse, vi sarà dato un appuntamento presso il centro per pazienti esterni per una visita di controllo.

Questo sarà il momento per discutere con il vostro medico eventuali problemi che si dovessero presentare dopo il trattamento chirurgico. Sappiate, comunque, che qualora accusaste sintomi o ci fosse qualcosa che vi preoccupi prima della data stabilita per la visita di controllo, potrete sempre telefonare al medico che vi ha seguito in ospedale o all’infermiere/a del reparto presso cui siete state curate.

Informazioni aggiuntive

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Letto 38752 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Aprile 2016

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