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La revisione del danno permanente

Per accertare e valutare il danno permanente derivante dalla malattia professionale, l’INAIL convoca il lavoratore a visita medico-legale.
In generale, quando viene riconosciuto un danno all’integrità psico-fisica (danno biologico) pari o superiore al 16% e fino al 100%, il lavoratore ha diritto a una rendita, sotto forma di importo mensile, composta di due voci, una per il danno biologico (calcolata in base a sesso, età e percentuale del danno) e l’altra per il danno patrimoniale causato dallamalattia (calcolata in base alla retribuzione percepita).

Per il mesotelioma, il danno biologico normalmente riconosciuto oscilla tra l’80% e il 100%, in funzione delle condizioni cliniche. Se il titolare della rendita INAIL ha il coniuge e/o i figli a carico , ha diritto a un’integrazione della rendita nella misura del 5% per ciascun familiare a carico. In caso di aggravamento delle condizioni di salute, il lavoratore affetto da malattia professionale può richiedere alla sede INAIL di appartenenza la revisione del grado di inabilità per ottenere l’adeguamento della rendita già concessa. Normalmente tale richiesta deve essere presentata entro 15 anni dalla denuncia della malattia professionale, ma in caso di neoplasia può essere presentata anche oltre i limiti temporali previsti con scadenze quinquennali dalla precedente richiesta. Si noti che per le malattie neoplastiche la domanda vale esclusivamente ai fini della liquidazione della rendita e non ai fini dell’indennizzo in capitale che viene riconosciuto per danni permanenti pari o superiori al 6% e fino al 15%.

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