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Che cosa fare prima o in corso di terapia

Devo operarmi. Che cosa devo fare?

È importante affrontare l’intervento chirurgico in uno stato di nutrizione ottimale, perché la malnutrizione si associa a un aumentato rischio di complicanze postoperatorie e di prolungamento della degenza ospedaliera. Per questo prima dell’intervento il paziente viene sottoposto a screening nutrizionale e/o a valutazione dello stato di nutrizione al fine di prepararlo all’intervento con diete personalizzate e integratori specifici. Attualmente esistono anche protocolli di preparazione all’intervento chirurgico che vedono nella valutazione nutrizionale, nella dieta personalizzata e nell’integrazione con supplementi  nutrizionali orali specifici (la cosiddetta immunonutrizione preoperatoria) dei punti chiave per ridurre le complicanze post-operatorie. Inoltre, un altro di questi è il cosiddetto protocollo ERAS messo a punto per garantire il recupero ottimale dopo l’intervento e il rapido ritorno alle attività quotidiane. Il protocollo ERAS prevede la collaborazione attiva del paziente e, possibilmente, dei suoi familiari, e si basa su alcune misure da adottare prima e dopo l'intervento.

Sono stato operato. Che cosa devo fare?

Dopo un intervento chirurgico, in particolare se questo ha interessato l’apparato gastrointestinale, è possibile che la normale alimentazione risulti compromessa. In questa fase, è fondamentale rivolgersi, di concerto con il chirurgo e con l’oncologo, al team nutrizionista clinico-dietista per la valutazione dello stato di nutrizione e la prescrizione del piano nutrizionale più adeguato ai bisogni del paziente.

È indispensabile assumere o non assumere alcuni alimenti durante le terapie antitumorali?

Nessun alimento è indicato o controindicato (purché non consumato in quantità eccessive) durante le terapie antitumorali. Tuttavia, limitare, ma non abolire, gli zuccheri semplici, come lo zucchero da cucina, perché possono contribuire a far aumentare la glicemia nel corso delle terapie con farmaci cortisonici; consumare un’adeguata quantità di proteine (pesce, uova, carne, legumi, latte e derivati); dare la preferenza ad alimenti ricchi in acidi grassi ‘omega-3’ (pesce, in particolare il pesce azzurro), sostanze che sono molto benefiche per l’organismo. Questi consigli non valgono solo per il malato di cancro, ma per tutti.

Che cosa fare se la bocca brucia?

Se il cavo orale è infiammato e la bocca brucia, è importante segnalare il problema al medico curante, che potrà prescrivere soluzioni lenitive o antisettiche, oltre a dare indicazioni in merito a un prodotto adatto per fare gli sciacqui, che possono essere altamente lenitivi, ma molti prodotti in commercio potrebbero essere troppo forti per il singolo caso.

È utile bere molti liquidi nutrienti (preferibilmente succhi di frutta fresca, ma se danno bruciore, sostituirli con sciroppo di ribes nero o di rosa canina, succo di mela o nettare di pesca/pera, ananas, che sono meno acidi). Cibi e bevande freddi possono dare sollievo, cubetti di ananas ghiacciato, così come aggiungere ghiaccio tritato alle bevande e mangiare gelato o gelatine morbide al latte o alla frutta. Anche l’utilizzo della cannuccia può dare sollievo evitando il contatto diretto con la bocca infiammata.

I cibi molto salati e speziati sono da evitare perché potrebbero dare bruciore, così come i cibi ruvidi (crostini/toast o verdure crude) perché potrebbero graffiare la mucosa già infiammata.

È consigliabile ammorbidire i cibi con salse e sughi non piccanti e non salati, così come mangiare pezzi di polpa di ananas fresco per pulire e rinfrescare la bocca.

Per l’igiene del cavo orale, è bene usare uno spazzolino da denti morbido e spazzolare denti e gengive con delicatezza.

Che cosa fare se la bocca è secca?

A seguito delle terapie, si può avere spesso la sensazione di bocca secca. In questi casi è bene mantenere la bocca umida bevendo spesso, anche solo piccoli sorsi alla volta. Le bevande gassate possono risultare più rinfrescanti, e anche succhiare cubetti di ghiaccio o ghiaccioli (da preparare facilmente in casa versando del succo di frutta nei cubetti per il ghiaccio o in appositi stampini con bastoncino in vendita nella maggior parte dei negozi di casalinghi) può dare sollievo. È consigliabile mantenere i cibi morbidi e umidi con quantità abbondanti di salse e sughi non piccanti ed evitare di mangiare dolci e cioccolato in quanto si attaccano al palato. Una caramella dura o una gomma da masticare possono stimolare la salivazione.

Che cosa fare se la lingua è bianca?

Se la lingua è ’bianca’, i cibi potrebbero assumere un sapore poco gradevole, diminuendo quindi ulteriormente la già scarsa voglia di mangiare. È possibile ‘pulire’ la lingua strofinandola con un batuffolo di cotone imbevuto di soluzione preparata con un cucchiaino di bicarbonato di sodio e 50 cl di acqua tiepida. Il bicarbonato di sodio è in vendita in farmacia e in alcuni supermercati.

Che cosa fare se non riesco a ingoiare?

È consigliabile consumare cibi morbidi, eventualmente aggiungendo durante la preparazione salse e sughi; tagliare la carne e le verdure a pezzetti e servirsene per preparare ottimi sformati o stufati; eliminare la crosta dal pane in modo che sia più facile masticarlo. Frullare tutti i cibi cotti.

Le diete morbide a base di cibi cremosi e gelati possono risultare monotone nel tempo, ma con un po’ di fantasia e buona volontà possono diventare appetitose e nutrienti.

Che cosa fare se ho nausea e vomito dopo la chemioterapia?

Oggi la disponibilità dei farmaci antiemetici consente di controllare e ridurre notevolmente gli effetti invalidanti della nausea e del vomito conseguenti alla chemioterapia. L’intensità di questi effetti indesiderati varia a seconda del tipo di terapia somministrata. L’oncologo fornirà indicazioni utili al riguardo.

Se la nausea e il vomito non insorgono subito dopo la chemioterapia, ma a distanza di qualche giorno, è consigliabile mangiare poco e spesso, in modo da prevenire la nausea indotta dal sovraccarico di cibo, evitando cibi di gusto e odore forti.

Durante la terapia è bene evitare di mangiare il piatto preferito, perché la comparsa di nausea e vomito come effetto collaterale della terapia, per un meccanismo psicologico, potrebbe determinare la cosiddetta ‘avversione indotta per il cibo’, vale a dire il rifiuto di quel piatto perché associato a un ricordo negativo.

Che cosa fare se mi sento subito pieno?

Se il senso di sazietà compare subito dopo aver cominciato a mangiare, consumare pasti piccoli e frequenti, preferendo anche cibi molto calorici senza, però, eccedere con i grassi, poiché questi potrebbero addirittura peggiorare la sensazione di pienezza.

Che cosa fare se l’intestino è pigro?

La stitichezza si può combattere accrescendo il consumo di fibre, ad esempio aggiungendo la crusca a cereali e minestre, facendo colazione con cereali integrali o muesli, preferendo prodotti integrali (pane, farina, riso e pasta) e mangiando frutta e verdura fresche con la buccia. È sempre bene bere molto, preferendo le bevande calde; anche lo sciroppo di fichi e il succo di prugne possono fare bene. Se si assumono i supplementi nutrizionali orali, scegliere quelli con formulazione arricchita in fibre. Un’attività fisica più o meno intensa, in funzione della fase di malattia e delle condizioni fisiche del paziente aiuta a tenere l’intestino in ordine.

In assenza di occlusioni intestinali, è possibile utilizzare prodotti dietetici specifici, a base di fibre, acquistabili in farmacia, e supposte di glicerina o microclismi.

Se il problema persiste, il medico curante potrà prescrivere un lassativo.

Che cosa fare se ho diarrea?

Se durante le terapie compare diarrea, è opportuno ridurre il consumo di frutta e verdura, diminuendo in tal modo l’apporto di fibre. Se non si vuole rinunciare alla frutta, preferire quella cotta o in scatola e tenere presente che le banane e la polpa grattugiata di mela hanno proprietà astringenti. È importante bere molto per reintegrare i liquidi persi, preferendo il succo di agrumi, evitando alcool e caffè e limitando il consumo di latte e di bevande a base di latte, o eventualmente preferire le tipologie a ridotto contenuto di lattosio.

È consigliabile che i pasti siano piccoli e frequenti, a base di cibi leggeri (latticini stagionati, pesce, pollo, uova ben cotte, pane bianco, pasta o riso), evitando i cibi molto saporiti o grassi e mangiando molto lentamente.

Un rimedio efficace sono i probiotici, che possono essere assunti su prescrizione medica. Se la diarrea persiste, consultare il medico, che potrà prescrivere farmaci adatti, oppure chiedere consiglio al farmacista.

Che cosa fare se la pancia è gonfia?

Per ridurre la flatulenza è bene mangiare e bere lentamente, facendo bocconi piccoli e masticando bene. Da evitare sono i cibi che producono aria, per esempio fagioli, cavoli, carciofi, uva, sottaceti e bevande gassate. Un ottimo rimedio naturale consiste nel bere due cucchiaini di sciroppo di menta sciolto in una tazzina di acqua calda. Se si vuole, aggiungere un cucchiaino di zucchero.

Altrettanto efficace può essere l’assunzione dei confetti di carbone che si vendono in farmacia, ma sempre dopo aver consultato il medico, perché possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci. Anche un’attività fisica leggera, in particolare camminare, può dare sollievo. Se il dolore diventa severo o persistente, rivolgersi al medico curante.

Che cosa fare se niente ha più il suo sapore?

Può accadere che, durante le terapie, si abbia l’impressione che il gusto sia cambiato. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno temporaneo, che può far sì che certi alimenti non siano più graditi, oppure che tutti i cibi abbiano lo stesso sapore oppure ancora che acquisiscano un sapore metallico dopo la chemioterapia. Alcuni malati di cancro sostengono di non riuscire più a distinguere i sapori. Per rendere i cibi più gradevoli è possibile adottare alcuni piccoli accorgimenti, ad esempio preferire i cibi che piacciono ed eliminare quelli non graditi, attendendo qualche settimana, prima di riprovare a mangiarli; insaporire i piatti facendo uso di spezie ed erbe aromatiche; marinare la carne nel vino, aceto o succo di limone, con ginepro o altri aromi, oppure condirla con salse forti (quella agrodolce o al curry) oppure con un pizzico di peperoncino; le carni fredde risultano più gradevoli se accompagnate con sottaceti o con la salsa chutney (salsa indiana a base di frutta e spezie). Mangiare prima del pasto una fettina di limone o un sottaceto acidifica la bocca ed esalta i sapori.

Perché alcuni cibi mi fanno sentire un sapore metallico in bocca?

In presenza di tumore, le alterazioni del gusto e dell’odorato sono frequenti, e possono essere dovute a varie cause, tra cui la chemioterapia (es. cisplatino), che determina un’alterazione o una perdita delle papille gustative; la carenza di alcuni oligoelementi (es. zinco), molto importanti per la normale percezione del gusto; la ridotta salivazione; le alterazioni dei meccanismi cerebrali che elaborano le sensazioni gustative ricevute dalla lingua. Un classico esempio è la perdita di gusto per la carne, verso la quale il paziente può sviluppare una tale intolleranza da provare disgusto anche al solo odore mentre si cucina. Il cattivo sapore può essere mascherato aggiungendo, ad esempio, ai piatti salsa di soia, succo di limone, ecc. Gomme da masticare o gocce di limone possono favorire la salivazione prima di mettersi a tavola. Se l’odore della carne disgusta, la si può marinare in aceto o limone prima di cucinarla. Se tutti i cibi hanno un sapore amaro, evitare il consumo di carne rossa, caffè, tè, pomodori e succhi acidi, e preferire cibi di gusto meno forte e con buon apporto di proteine (pollame, pesce, latte, latticini e uova).

Ho subito una colostomia/un’ileostomia/una laringectomia. Che cosa devo fare?

I pazienti portatori di colostomia, ileostomia o laringectomia devono seguire un’alimentazione particolare rigorosamente personalizzata. Chi necessita di questo tipo di consiglio, deve rivolgersi al medico curante o al nutrizionista clinico, preferibilmente afferenti alle strutture/servizi di nutrizione clinica disponibili.

Ho avuto un tumore della mammella. È vero che devo stare attenta al peso?

Sì. L’aumento di peso si verifica frequentemente nelle donne sottoposte a trattamento per tumore della mammella ed è legato a cambiamenti del metabolismo, variazioni dell’alimentazione, riduzione del consumo energetico e dell’attività fisica, o alla terapia ormonale prescritta. La difficoltà a recuperare il peso forma rappresenta spesso un problema che ha un’influenza negativa sull'immagine corporea, sulla qualità di vita e sullo stato di salute.

Accanto all’aumento di peso può verificarsi spesso un cambiamento della composizione corporea con riduzione della massa muscolare e aumento del grasso corporeo, condizione che può rappresentare un fattore prognostico sfavorevole. Pertanto, per prevenire e trattare efficacemente l’aumento di peso e la perdita di massa muscolare è indispensabile rivolgersi a un nutrizionista clinico o a un dietista che possa indicare i più appropriati interventi sullo stile di vita (alimentazione sana e corretta, attività fisica adeguata).

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