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L’immunoterapia per il melanoma

L’immunoterapia (detta anche terapia biologica o bioterapia) serve a potenziare l’azione del sistema immunitario contro la malattia attraverso la somministrazione di farmaci detti anticorpi monoclonali.

Al giorno d’oggi, una delle principali innovazioni nel trattamento del melanoma viene dalla disponibilità di ipilimumab (Yervoy®), un anticorpo diretto contro la proteina CTLA-4 presente sulla superficie delle cellule del sistema immunitario. Questo farmaco agisce legandosi a una sostanza presente sulle cellule del sistema immunitario, che in condizioni normali ha un’azione ‘frenante’ sulla risposta immunitaria. In pratica, il nostro sistema immunitario può essere paragonato a una macchina in cui l’acceleratore è formato da alcune sostanze che insieme ad altre stimolano la risposta immunitaria, il freno da sostanze che limitano la velocità e potenza del sistema immunitario, e lo sterzo ‘guida’ la risposta immunitaria in modo da dirigerla sicuramente contro le cellule tumorali. Uno dei freni alla velocità di risposta del sistema immunitario è rappresentato dalla proteina CTLA-4. Normalmente quest’azione è necessaria per evitare che una reazione eccessiva del sistema immunitario finisca con il danneggiare l’organismo. Il melanoma è in grado di utilizzare questo ‘freno’ per non essere aggredito dal sistema immunitario. La terapia con ipilimumab consente di rimuovere il freno e quindi di permettere al sistema immunitario di correre ad alta velocità. L’ipilimumab si è dimostrato molto efficace nella terapia del melanoma con metastasi al punto da portare alla cronicizzazione della malattia, vale a dire che il paziente continua a stare bene per molti anni convivendo con le sue metastasi. L’ipilimumab si somministra per endovena, in regime di day hospital, per 4 cicli con un intervallo di tre settimane tra un ciclo e l’altro.

Più recentemente sono stati introdotti nella pratica clinica i farmaci inibitori di PD1 (nivolumab e pembrolizumab), che si sono dimostrati più efficaci dell’ipilimumab, con attività significativa anche nei pazienti insensibili a quest’ultimo farmaco e che, nel 2016, hanno ottenuto la rimborsabilità dell’AIFA nel trattamento del melanoma avanzato (stadio IV o III non trattabile chirurgicamente). Il PD1 è un recettore (il suo ligando è principalmente il PD-L1) che è presente direttamente sulle cellule tumorali e rappresenta un altro potente freno alla risposta del sistema immunitario.,

Recenti studi hanno, infin,e dimostrato attività ed efficacia della combinazione di anti-CTLA-4 e anti-PD-1. A fronte di una maggiore efficacia clinica della combinazione rispetto all’impiego di nivolumab e di ipilimumab come agenti singoli, è stata però riscontrata una maggiore incidenza di eventi avversi anche di grado più elevato.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali più frequenti causati dall’immunoterapia sono arrossamento e prurito, colite, diarrea, aumento delle transaminasi, alterato o ridotto funzionamento delle ghiandole endocrine (soprattutto la tiroide e l’ipofisi).

Questi effetti collaterali si curano con il cortisone. È importante, in caso di effetti collaterali, contattare immediatamente il dermatologo di riferimento per iniziare subito la terapia con cortisone.

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Letto 42670 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Marzo 2017

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