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Cause del melanoma

Non sono note con certezza le cause che inducono la comparsa di un melanoma, ma sono stati individuati alcuni fattori di rischio che predispongono allo sviluppo della malattia, quali ad esempio:

  • avere la carnagione chiara, e in particolare:
    - carnagione chiara con lentiggini che si scotta facilmente, che non si abbronza o si abbronza poco;
    - occhi azzurri o verdi o comunque chiari;
    - capelli rossi o biondi;
  • avere più di 100 nei (in questo caso il rischio di ammalarsi è più basso);
  • avere riportato gravi scottature da raggi solari soprattutto prima dei 15 anni;
  • esposizione intensa e intermittente (per brevi periodi di tempo) al sole, soprattutto nei primi vent’anni di vita;
  • esposizione frequente alle lampade abbronzanti prima dei 30 anni;
  • avere già avuto un melanoma;
  • avere due o più familiari di primo grado affetti da questa malattia (nelle famiglie ad alto rischio di melanoma va attuata un’accurata educazione alla prevenzione primaria e secondaria.

A proposito dell’esposizione alla luce solare, è bene chiarire alcuni concetti. I raggi ultravioletti (UV) sono le radiazioni invisibili che fanno parte dell’energia emessa dal sole. I raggi UV possono danneggiare la cute e causare alcuni tumori della pelle, tra cui il melanoma. I raggi UV che colpiscono la superficie terrestre si distinguono in UV-A e UV-B. I raggi UV-B hanno maggiori probabilità di provocare eritemi e ustioni solari rispetto ai raggi UV-A, ma questi possono penetrare negli strati cutanei più profondi. Gli scienziati hanno ritenuto per molto tempo che i raggi UV-B fossero la causa del melanoma, ma oggi sono propensi a credere che anche i raggi UV-A possano danneggiare la cute fino a sviluppare il cancro, e che comunque contribuiscano all’invecchiamento precoce della pelle. Per tale motivo, i dermatologi raccomandano di esporsi al sole facendo uso di creme solari che riflettono, assorbono e/o dissipano entrambi i tipi di radiazioni quando ci si espone al sole.

Quando si parla di esposizione ‘eccessiva’ alla luce solare, si deve considerare che questo concetto è variabile, perché la quantità di raggi UV che può essere assorbita senza rischi dipende dai ‘colori’ dell’individuo (con riferimento a capelli, occhi e carnagione) e dalla capacità di abbronzarsi, che a loro volta dipendono dalla popolazione di appartenenza. Pelle chiara, occhi chiari e scarsa capacità di abbronzarsi sono caratteristiche più frequenti nelle popolazioni nord-europee; pelle scura, occhi scuri ed elevata capacità di abbronzarsi sono più frequenti nelle popolazioni mediterranee. È stato osservato che in Europa il melanoma è molto più frequente nei paesi nordici che in quelli del Mediterraneo. In Italia i casi di melanoma sono più numerosi al nord che al sud. Gli studi eseguiti sugli emigrati dimostrano che l’incidenza della malattia è alta ovunque siano emigrate popolazioni di origine nord-europea, mentre è bassa nei paesi in cui sono emigrate popolazioni mediterranee.

Molto discusso è il ruolo del cosiddetto nevo displastico come precursore del melanoma. Il nevo displastico è di solito diverso dai nei normali per dimensioni (più grande), margini (irregolari), colore (disomogeneo), e aspetto (piatto con una parte rialzata rispetto alla superficie corporea). In mancanza di elementi certi è ragionevole consigliare un controllo periodico a chi ha più di 100 nei, indipendentemente dalle loro caratteristiche cliniche.

Si può quindi affermare, in termini generali, che il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo è proporzionale alla sensibilità individuale alla luce solare.

In Italia una campagna educativa dovrebbe riguardare in modo particolare:

- i bambini, che non debbono essere esposti al sole se non nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio,
- i soggetti con i capelli rossi, gli occhi chiari, la pelle chiara che si scotta sempre e non si abbronza mai, per i quali l’esposizione solare, anche non eccessivamente prolungata, rappresenta un pericolo un po’ più che potenziale. Nell’esposizione al sole queste persone dovrebbero seguire le stesse norme valide per i bambini;
- i soggetti adulti con caratteristiche mediterranee, che devono sapere che l’abbronzatura va acquisita progressivamente e che è ragionevole stare all’ombra nelle ore centrali della giornata;
- i giovani al di sotto dei 30 anni, che devono evitare le lampade abbronzanti.
Queste indicazioni sono volutamente generali, ma se si ritiene di essere a rischio di sviluppare un melanoma, solo un dermatologo esperto nel trattamento di questa malattia è in grado di valutare i nei ed elaborare, se necessario, un programma personalizzato di esposizione alla luce solare.

Informazioni aggiuntive

Letto 10469 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Febbraio 2016

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