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Tipi di trattamento per il linfoma di Hodgkin

Oggi le moderne terapie consentono in molti casi di ottenere la guarigione anche se la malattia si è diffusa ad altri organi, o quanto meno di mantenerla in remissione per molti anni.

I principali tipi di trattamento del linfoma di Hodgkin sono la chemioterapia e la radioterapia, che possono essere usate da sole o in combinazione in funzione dello stadio della malattia: negli stadi iniziali, la terapia più indicata prevede la combinazione di chemioterapia e radioterapia; negli stadi avanzati, la chemioterapia è più indicata, mentre il ruolo della radioterapia è ancora poco chiaro. Se la malattia non risponde in maniera soddisfacente alla chemioterapia oppure se ritorna dopo il trattamento, è consigliabile una chemioterapia ad alte dosi seguita da trapianto di cellule staminali autologhe.

Il trattamento del linfoma di Hodgkin può a volte dare effetti collaterali a lungo termine piuttosto seri: alcuni chemioterapici possono causare infertilità permanente (v. Il trattamento avrà effetti sulla fertilità?), mentre il trattamento combinato radiochemioterapico può accrescere leggermente il rischio di sviluppare un nuovo tumore in futuro e causare danni a livello cardiovascolare e polmonare. Tuttavia, grazie alle nuove terapie e ai più moderni approcci al trattamento della malattia, tali rischi sembrano essersi ridotti sensibilmente.

Pianificazione del trattamento

Nella maggior parte degli ospedali, un’équipe composta da vari specialisti - tra cui un oncologo, un ematologo, un radioterapista, un radiologo, un medico specialista in medicina nucleare e un anatomo-patologo, ed eventualmente anche un infermiere specializzato nel trattamento dei pazienti oncologici, un nutrizionista, un dietista, un fisioterapista e uno psicologo – si prende cura di elaborare il piano di trattamento tenendo conto di vari fattori quali i risultati degli esami diagnostici; lo stadio della malattia; il tipo e il sottotipo specifici del linfoma; la sede, le dimensioni e il numero dei linfonodi invasi; l’eventuale presenza di sintomi (febbre, sudorazione notturna o perdita di peso); l’età e le condizioni generali del paziente (inclusa la presenza di eventuali altre malattie).

L’oncologo vi spiegherà in dettaglio che cosa prevede il trattamento e le ragioni per cui ritiene che il piano terapeutico che propone sia il più indicato per il vostro caso. Potrebbe essere utile discutere dei pro e contro del trattamento con l’oncologo o con il medico di famiglia.

Il consenso informato

Prima di procedere a qualunque procedura e trattamento il medico ha il dovere di spiegarvi dettagliatamente lo scopo, le modalità e le conseguenze che questo potrebbe avere; quindi, vi chiederà di firmare un apposito modulo di consenso, con il quale autorizzate il personale sanitario ad attuare tutte le procedure necessarie. Nessun trattamento può essere attuato senza il vostro consenso, e prima di firmare l’apposito modulo dovrete avere ricevuto tutte le informazioni necessarie su:

  • tipo e durata del trattamento consigliato;
  • vantaggi e svantaggi;
  • eventuali alternative terapeutiche possibili;
  • rischi o effetti collaterali significativi.

Se le informazioni ricevute non sono chiare, non abbiate timore di chiedere che vi siano ripetute. È un vostro diritto chiedere chiarimenti perché è importante che abbiate la consapevolezza di come il trattamento sarà effettuato e di quali conseguenze avrà. Se pensate di non essere in grado di decidere subito, potete sempre chiedere che vi sia lasciato altro tempo per riflettere.

Potete anche decidere di rifiutare il trattamento. In questo caso il medico vi spiegherà quali conseguenze potrebbe avere tale decisione. L’importante è informare il medico o l’infermiere che vi hanno in carico, che ne prenderanno nota nella documentazione clinica. Non dovete fornire alcuna spiegazione per la decisione di rifiutare il trattamento, ma è utile condividere con i medici le vostre preoccupazioni in modo che possano offrirvi i consigli più opportuni.

Può essere utile preparare una lista di domande da porre ai medici e farsi accompagnare da un familiare.

Informazioni aggiuntive

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Letto 12361 volte Ultima modifica il Giovedì, 25 Luglio 2013

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