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Tumore alla tiroide

Che cos'è

Come si cura

Trattamento in base al tipo istologico


 

Che cos'è

Il cancro della tiroide è un tumore che origina nei tessuti della tiroide. La tiroide è una ghiandola che si trova alla base del collo; si compone di due lobi laterali, destro e sinistro, uniti da una zona più sottile chiamata istmo. Produce ormoni contenenti iodio che sono importanti per la normale funzionalità dell’organismo.

Il cancro della tiroide è più frequente nel sesso femminile. Le cause di questa malattia non sono note, ma si conoscono almeno due fattori di rischio: le radiazioni ionizzanti, in particolare per la forma papillare, e la familiarità. La maggior parte dei pazienti ha un’ età compresa tra 25 e 65 anni. I soggetti che sono stati esposti a dosi elevate di radiazioni o che, per motivi medici, sono stati sottoposti a radioterapia della testa e del collo hanno un rischio più elevato di sviluppare la malattia. Il cancro della tiroide è la forma più comune di tumore del sistema endocrino; in senso assoluto, è relativamente raro, rappresentando il 3,8% di tutti i casi.

In presenza di un nodulo, ossia di una massa di consistenza dura, o di un ringonfiamento nella parte centrale o in altra parte, del collo, è indispensabile recarsi dal medico di famiglia.

Durante la visita, il medico palpa la tiroide e il collo per accertare la presenza di eventuali noduli. Quindi prescrive analisi del sangue e alcuni esami strumentali, ad esempio un’ecografia, che consentano di visualizzare la tiroide e di verificare se il nodulo tiroideo produce troppi ormoni. Se lo ritiene opportuno, può prescrivere anche un agoaspirato, che consiste nel prelevare un piccolo campione di cellule tiroidee inserendo, attraverso la pelle, in corrispondenza della tiroide, un ago sottile, attraverso il quale si aspira il materiale da analizzare.

La scintigrafia tiroidea è un esame che fornisce informazioni sulle caratteristiche funzionali della tiroide, ossia sulla sua capacità di captare e concentrare lo iodio.

Sulla base delle caratteristiche delle cellule tumorali che lo costituiscono, si distinguono cinque tipi di carcinoma della tiroide: papillare (la forma più comune), follicolare, poco differenziato, midollare e anaplastico. Quest’ultimo è il tipo che cresce più rapidamente.


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Come si cura

Tutti i pazienti portatori di carcinoma della tiroide possono essere sottoposti a trattamento. Esistono quattro opzioni terapeutiche:

  • chirurgia, che consiste nell’asportazione del tumore o nell’adozione di soluzioni che allevino i sintomi;
  • terapia ablativa con iodio radioattivo;
  • radioterapia, che utilizza dosi elevate di raggi X per distruggere le cellule tumorali;
  • chemioterapia, che consiste nella somministrazione di farmaci che distruggono le cellule tumorali.

La chirurgia è il trattamento più comune per questa forma di neoplasia. Il chirurgo può decidere di asportare il tumore attuando uno dei seguenti tipi di intervento:

- lobectomia: consiste nell’asportazione del lobo in cui è localizzato il tumore; nella stessa sede si potrà eseguire una biopsia linfonodale, per vedere se nei linfonodi sono presenti cellule tumorali;

- tiroidectomia subtotale (o quasi-totale): consiste nell’asportazione di tutta la ghiandola tiroidea tranne una piccola porzione;

- tiroidectomia totale: è l’intervento di asportazione dell’intera tiroide;

- dissezione linfonodale: consiste nell’asportazione dei linfonodi del collo che sono stati invasi, o sono a rischio di esserlo, dalle cellule tumorali.

La radioterapia consiste nell’applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Per il trattamento del cancro della tiroide, le radiazioni sono di solito erogate da una macchina esterna all’organismo (radioterapia esterna). In alternativa si può far bere al paziente un liquido contenente iodio radioattivo. La tiroide assorbe lo iodio, che quindi si raccoglie nel tessuto tiroideo residuo, uccidendo eventuali cellule tumorali.

Per saperne di più: vedi La Radioterapia

La chemioterapia è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse anche a distanza. Si usa raramente per il trattamento dei tumori della tiroide.

Per saperne di più: vedi La Chemioterapia

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Trattamento in base al tipo istologico

La scelta della terapia dipende dal tipo istologico, come anche dall’età e dalle condizioni generali del paziente.

Il trattamento standard potrà essere preso in considerazione per la sua dimostrata efficacia, confermata da esperienze precedenti, oppure l’oncologo potrà proporvi di partecipare ad uno studio clinico. La terapia standard non funziona necessariamente per tutti i pazienti e a volte comporta più effetti collaterali di quanto si pensi. Per tale motivo si conducono studi clinici allo scopo di individuare modi più efficaci di trattamento dei pazienti oncologici, basandosi sulle informazioni più aggiornate al momento disponibili. Presso vari centri americani sono attualmente in corso studi clinici che riguardano quasi tutti gli stadi del cancro della tiroide.

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AIMaC è grata al Prof. E. Puxeddu (coordinatore del Gruppo Oncologico Multidisciplinare per la Tiroide - Centro di Riferimento Oncologico Regionale dell'Umbria; professore associato di endocrinologia - Università di Perugia) per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: dicembre 2016
Titolo originale: Thyroid Cancer Treatment (PDQ®)

Letto 8123 volte Ultima modifica il Venerdì, 16 Dicembre 2016
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