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Follow-up per il cancro dell'ovaio

Concluso il trattamento, dovrete sottoporvi a controlli periodici che comprenderanno visite mediche, analisi del sangue e alcuni esami strumentali (solitamente TC/RMN). È questo ciò che i medici definiscono convenzionalmente follow-up. All'inizio i controlli avranno una frequenza più ravvicinata (tre-sei mesi), per poi diradarsi nel tempo (una volta all'anno). Inoltre, se accusate effetti collaterali dopo il trattamento, nei primi mesi sarebbe consigliabile presentarsi periodicamente dal medico di famiglia.

Le visite di controllo rappresentano il momento giusto per condividere con l'oncologo le vostre ansie o paure e per porgli qualunque domanda. Tuttavia, se nei periodi di intervallo tra un controllo e l'altro aveste dei problemi o avvertiste nuovi sintomi, dovreste contattare l'oncologo al più presto possibile. Molte pazienti riferiscono di sentirsi molto agitate, almeno all'inizio, nei periodi che precedono i controlli. Non spaventatevi: ciò è assolutamente naturale. In tale situazione potrebbe essere utile avere aiuto dai familiari, dalle amiche oppure da una delle organizzazioni che si occupano di tumori dell'ovaio.

Determinazione del livello di CA125

Tra le analisi di controllo potrebbe essere richiesta anche la determinazione del livello della proteina CA125. Se il suo valore era elevato all'epoca della diagnosi, può essere utile per sapere se la malattia sta ritornando, ossia se si sta sviluppando una recidiva

Spesso il livello di CA125 comincia ad aumentare prima che compaiano eventuali sintomi. Nell'ambito di uno studio clinico è stato verificato se possa giovare iniziare il trattamento quando il livello di CA125 è elevato senza che vi siano evidenze di malattia, ma i risultati sono stati deludenti. L'oncologo potrebbe, quindi, indicare un ulteriore trattamento soltanto in presenza di sintomi, o se un'analisi del sangue e un esame strumentale dimostri la recidiva.

Se la malattia si ripresenta

Se la malattia si ripresenta, la chemoterapia è spesso il trattamento più indicato per tenere la situazione sotto controllo, talvolta anche per molti anni. In tali casi si possono usare diversi farmaci. I chemioterapici che sono stati somministrati all’inizio possono essere ancora efficaci se vi è stata una risposta soddisfacente al primo trattamento, oppure si può tentare con altri farmaci.
Talvolta, può essere possibile intervenire chirurgicamente per rimuovere il tumore.

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Letto 9791 volte Ultima modifica il Lunedì, 01 Dicembre 2014

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