aimac logo

Tamoxifene (Kessar®, Ledertam®, Nolvadex®, Nomafen®, Tamoxene®, Virtamox ®)

Introduzione

Che cos'è il tamoxifene

Qual è il principio di azione

Che aspetto ha

Come si somministra

Quando si prescrive

Potenziali effetti collaterali

Quanto dura il trattamento

Ulteriori informazioni

Indicazioni importanti sulle compresse di tamoxifene

Letture consigliate


 

Introduzione

I Profili Farmacologici sono schede che danno informazioni sintetiche sui farmaci antitumorali, sul modo in cui essi si somministrano e sugli effetti collaterali cui possono dare adito. È consigliabile leggere questa scheda insieme ai libretti Il cancro della mammella (La Collana del Girasole), che fornisce informazioni più dettagliate e anche alcuni consigli, inserendo così il farmaco nel contesto della patologia per la quale è più frequentemente usato.

Lo scopo di queste informazioni è di prepararvi al colloquio con l'oncologo in modo da rivolgergli tutte le domande cui desiderate avere una risposta relativamente al trattamento e agli effetti collaterali: l'oncologo è, infatti, l'unico che possa aiutarvi e darvi i consigli giusti per il vostro caso. Egli vi terrà sotto rigorosa sorveglianza per l'intera durata del trattamento in modo che possa controllarne gli effetti.

Torna in alto


 

Che cos'è il tamoxifene

Il tamoxifene è un tipo di terapia ormonale. Le terapie ormonali agiscono interferendo con la produzione o con l'azione di particolari ormoni. Gli ormoni sono sostanze che l'organismo produce naturalmente, che fungono da 'messaggeri' chimici e contribuiscono a controllare l'attività delle cellule e dei vari organi.

Il tamoxifene è un farmaco che appartiene alla classe degli antiestrogeni non steroidei, sostanze in grado di contrastare gli effetti dell'ormone estrogeno. Sviluppato oltre trent'anni fa, è oggi molto usato per il trattamento del carcinoma della mammella, femminile e maschile sia dopo l'intervento chirurgico di prima istanza, sia dopo l'eventuale recidiva. È usato, inoltre, per il trattamento di numerose altre patologie.

Torna in alto


 

Qual è il principio di azione

Il principio di azione del tamoxifene è piuttosto complesso e non ancora ben chiaro, ma la sua funzione principale rimane quella di antiestrogeno.

Molte forme di carcinoma mammario hanno bisogno della presenza di specifici ormoni sessuali, come l'estrogeno, per crescere. Si dice per questo che sono ormono-dipendenti. Sulla superficie delle cellule tumorali sono presenti delle proteine, che si chiamano recettori, che sono sensibili alla presenza degli ormoni sessuali. In circostanze normali, quando gli ormoni sessuali sono a contatto con i recettori, attivano le cellule neoplastiche, che quindi si dividono, e il tumore cresce. Il tamoxifene, simulando l'azione dell'estrogeno, s'inserisce nei recettori, ma non è in grado di attivare le cellule neoplastiche, che quindi non si dividono. Finché il tamoxifene rimane al suo posto, gli estrogeni non hanno la possibilità di raggiungere le cellule neoplastiche, che di conseguenza crescono più lentamente o non crescono più.

I tumori con recettori per l'estrogeno sulla superficie delle cellule che li costituiscono si definiscono 'positivi ai recettori per l'estrogeno', spesso abbreviato in ER-positivi. Questi tumori rispondono bene al trattamento con tamoxifene.

Il tamoxifene è in grado di ridurre notevolmente la possibilità che i tumori positivi ai recettori per l'estrogeno si ripresentino dopo l'intervento chirurgico; può anche essere usato per ridurre le dimensioni del tumore prima dell'intervento chirurgico per facilitarne l'asportazione.

Torna in alto


 

Che aspetto ha

Il tamoxifene si presenta sotto forma di compresse rivestite da 10 mg e 20 mg. È in vendita con diversi nomi commerciali, che sono spesso stampigliati sulle compresse.


Torna in alto


 

 

Come si somministra

Il tamoxifene si somministra per bocca. La dose è usualmente di una compressa al dì da 20 mg, da assumersi preferibilmente sempre alla stessa ora. Giacché il tamoxifene può causare senso di nausea e lasciare un sapore metallico in bocca, alcune pazienti preferiscono prenderlo quando mangiano.

Torna in alto


 

Quando si prescrive

L'oncologo terrà conto di diversi fattori prima di decidere se il tamoxifene rappresenti il trattamento più indicato per il vostro caso.

È possibile eseguire un test per accertare lo stato dei recettori per l'estrogeno (ER) e stabilire se il tumore è ER-positivo. I tumori ER-positivi rispondono molto bene al tamoxifene, ma alcuni studi hanno dimostrato che il farmaco può essere altrettanto efficace anche nei tumori ER-negativi.

Il tamoxifene si somministra dopo il trattamento chirurgico in pazienti in età pre e post-menopausale per ridurre il rischio di recidiva. Il tamoxifene si somministra solitamente dopo la conclusione della chemioterapia.
Il tamoxifene si somministra spesso prima dell'intervento allo scopo di ridurre le dimensioni del tumore in modo che sia possibile limitare l'asportazione al solo nodulo anziché estenderla a tutta la mammella (mastectomia).

Il tamoxifene si usa a volte per tenere sotto controllo, spesso per lunghi periodi, la malattia e anche per ridurre le dimensioni di un tumore che si è ripresentato dopo il trattamento o che non può essere asportato perché troppo esteso al momento della prima diagnosi.

Torna in alto


 

Potenziali effetti collaterali

Le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo. Non necessariamente gli effetti collaterali menzionati compariranno in tutti i pazienti che ricevono il tamoxifene. Va, inoltre, tenuto presente che gli effetti collaterali possono variare se il trattamento è effettuato, anziché con un solo preparato, con una combinazione di farmaci.

Si descrivono di seguito gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti, mentre sono stati tralasciati gli effetti collaterali molto rari. L'obiettivo è di prepararvi ad affrontarli nel caso in cui si manifestino. È necessario comunicare all'oncologo che vi ha in cura qualunque effetto collaterale che ritenete possa essere connesso con la terapia.

Gli effetti collaterali sono più comuni nelle pazienti in pre-menopausa, che possono sviluppare dei disturbi tipici della menopausa in seguito alla diminuzione del livello di estrogeno. Gli effetti collaterali più diffusi, oltre al senso di nausea, sono le vampate di calore e sudore, in particolare durante la notte.

Effetti collaterali comuni

Vampate di calore. Quest'effetto tende a scomparire gradualmente col tempo, ma alcune pazienti continuano ad accusarlo per l'intera durata del trattamento con il tamoxifene. Può giovare ridurre il consumo di tè, caffè, tabacco e alcool. Anche la somministrazione di progesterone e alcuni farmaci antidepressivi può essere efficace, e anche le terapie complementari possono dare risultati positivi, ma è bene consultare sempre prima il medico curante. Se le vampate sono molto fastidiose, non esitate a informare l'oncologo che vi segue.
In alcuni casi le terapie complementari hanno dato risultati positivi, e il vostro medico di base potrebbe consigliarvi su come accedere a questi trattamenti.
A volte le vampate di calore continuano a presentarsi per molto tempo dopo aver sospeso l'assunzione del tamoxifene.

Nausea e indigestione. Sono abbastanza frequenti all'inizio del trattamento, ma tendono a scomparire dopo le prime settimane. La nausea scompare spesso spontaneamente, ma se persiste può essere trattata con efficacia con i farmaci detti antiemetici. Può giovare assumere le compresse a stomaco pieno o con il latte.

Aumento dell'appetito. È l'effetto collaterale più comune. Un regime dietetico adeguato può servire per limitarne le conseguenze, ma è sempre bene consultare l'oncologo prima di modificare l'alimentazione.
Modificazioni del ciclo mestruale. Le donne che non sono ancora in età menopausale potrebbero notare che il ciclo mestruale si modifica, le mestruazioni diventano irregolari, scarse o talvolta addirittura cessano. Altre riferiscono un incremento della secrezione vaginale e prurito vulvare.

Effetti collaterali meno frequenti

Depressione, stanchezza e vertigini. Alcune pazienti si sentono depresse durante il trattamento con tamoxifene, ma ciò può dipendere da altre cause.

Cefalea. Alcune pazienti sofferenti di emicrania hanno descritto un cambiamento nel comportamento dei mal di testa. Può giovare bere molto, e in ogni caso è bene informare l'oncologo, il quale potrà prescrivere dei farmaci per lenire il dolore.

Trombosi. Se compaiono dolore, sensazione di calore, gonfiore o sensibilità localizzati a un arto, oppure dolore toracico, informate immediatamente l'oncologo che vi ha in cura perché potrebbero essere i segni di una trombosi. A volte, durante il trattamento, l'oncologo può prescrivere basse dosi di aspirina per prevenire questi disturbi. Non assumere farmaci contenenti aspirina a meno che non siano stati prescritti dall'oncologo.

Disturbi della vista. In caso di alterazione della visione informate l'oncologo.
Modificazioni della voce. Sono state riferite da alcune pazienti, e chi è cantante di professione potrebbe richiedere una consulenza specifica.

Effetti collaterali a lungo termine del tamoxifene

Alcuni studi sul tamoxifene hanno dimostrato che le pazienti che assumono tamoxifene in dosi elevate per un lungo periodo hanno un rischio leggermente accresciuto di sviluppare un carcinoma dell'endometrio, la mucosa che riveste l'utero. Tuttavia, questo rischio deve essere valutato rispetto ai benefici derivanti dal trattamento, che per la maggior parte delle pazienti sono di gran lunga superiori ai rischi. Se diagnosticato in stadio iniziale, il carcinoma dell'endometrio può essere curato con successo. I primi segni sono sanguinamento vaginale anormale, che, tuttavia, è causato spesso anche da patologie non cancerose, come i polipi. Se notate perdite vaginali anomale, informate l'oncologo.

In alcuni centri di oncologia, le pazienti sono sottoposte a controlli ginecologici regolari allo scopo di individuare tempestivamente segni di carcinoma endometriale.

Torna in alto


 

Quanto dura il trattamento

Normalmente il trattamento con il tamoxifene è prescritto per cinque anni, anche se alcuni oncologi lo prescrivono per due anni e altri a tempo indeterminato. Attualmente si ritiene che cinque anni siano la durata ideale per pazienti in pre-menopausa, mentre per le pazienti in post-menopausa la durata è variabile. Sono in corso degli studi miranti a verificare per quanto tempo dovrebbe estendersi il trattamento con il tamoxifene dopo l'intervento per carcinoma mammario.

 

Torna in alto


 

Ulteriori informazioni

Gravidanza. Il tamoxifene è controindicato in gravidanza. Anche se può avere degli effetti sul ciclo mestruale, il tamoxifene non ha un effetto anticoncezionale, e per questo si consiglia di fare uso di un metodo contraccettivo affidabile, non ormonale, durante la terapia e almeno per alcuni mesi dopo la conclusione del trattamento.

Allattamento. Non è consigliato allattare al seno durante la terapia con il tamoxifene.

Terapia anticoagulante. Il tamoxifene può amplificare l'effetto del warfarin (Coumadin®), un farmaco somministrato per fluidificare il sangue nei soggetti con tendenza alla formazione di trombi. Se siete in trattamento con warfarin, informate immediatamente l'oncologo.

Torna in alto


 

Indicazioni importanti sulle compresse di tamoxifene

  • Tenere le compresse in un posto sicuro e fuori dalla portata dei bambini.
  • In caso di vomito subito dopo aver assunto la compressa, informare l'oncologo per sapere se è bene assumerne un'altra.
  • Non preoccuparsi se si dimentica di assumere la compressa, perché i livelli di farmaco nel sangue non variano in modo rilevante. In ogni caso cercare di rispettare quanto più possibile la prescrizione, e informare l'oncologo se si saltano più di due compresse consecutive.

Torna in alto


 

Letture consigliate

- La Collana del Girasole: Il cancro della mammella, I trattamenti non convenzionali nel malato oncologico, La nutrizione nel malato oncologico

AIMaC è grata alla Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - Negrar (VR) e in particolare ai Dott. Matteo Clavarezza, Gianluigi Lunardi, Marco Venturini e a Francesca Coati; all’Istituto Regina Elena di Roma e in particolare alle Dott. Antonia Marina La Malfa e Antonietta Coratti per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: settembre 2010
Titolo originale: Tamoxifen (Novaldex D®, Soltamox®)

Letto 124949 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Dicembre 2014
Vota questo articolo
(35 Voti)

ATTENZIONE!

Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica.

Pur garantendo l'esattezza e il rigore scientifico delle informazioni, AIMaC declina ogni responsabilità con riferimento alle indicazioni fornite sui trattamenti, ricordando a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante.


© AIMAC 2015. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione e la trasmissione in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, comprese fotocopie, registrazioni o altro tipo di sistema di memorizzazione o consultazione dei dati sono assolutamente vietate senza previo consenso scritto di AIMaC.

 

Aiutaci ad aiutare!

 

AIMAC tree

I servizi messi a disposizione da AIMaC per i malati di cancro sono completamente gratuiti, ma molto onerosi per l'Associazione. Se ogni visitatore del sito facesse anche solo una piccola donazione, la nostra raccolta fondi terminerebbe in pochi giorni permettendoci di continuare a sostenere i malati e i loro familiari lungo il percorso della malattia. 

Dona ora!