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Ifosfamide (Holoxan®)

- Introduzione

- Che cos'è l'ifosfamide

- Che aspetto ha

- Come si somministra

- Potenziali effetti collaterali

- Effetti collaterali meno frequenti

- Ulteriori informazioni

- Letture consigliate


 

Che cos’è l’ifosfamide

L’ifosfamide è un agente chemioterapico appartenente alla classe dei farmaci cosiddetti alchilanti, sostanze che esercitano un’azione tossica a livello cellulare (per questo sono definite citotossiche), provocando in tal modo la morte delle cellule neoplastiche. Si usa per il trattamento di molte neoplasie, quali il carcinoma bronchiale, ovarico, mammario e pancreatico, i tumori testicolari, i sarcomi delle parti molli, l’ipernefroma e i linfomi maligni. Può essere utilizzato ad alte dosi per il trattamento preparatorio al trapianto di cellule staminali emopoietiche (le cellule progenitrici che generano le cellule del sangue). Si può somministrare da solo o in associazione con altri chemioterapici.


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Che aspetto ha

Una volta disciolta la polvere in acqua sterile, l’ifosfamide si presenta come liquido chiaro.

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Come si somministra

L’ifosfamide si somministra:

  • per infusione in vena (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula; attraverso il catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola; attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall'inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio;
  • per iniezione in vena attraverso una cannula, un tubicino sottile che viene introdotto in una vena del braccio o della mano.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni alla chemioterapia variano da individuo a individuo. Non necessariamente gli effetti collaterali menzionati compariranno in tutti i pazienti che ricevono l’idrossiurea. Va, inoltre, tenuto presente che gli effetti collaterali possono variare se il trattamento è effettuato con una combinazione di chemioterapici anziché con un solo farmaco.
Tutti i chemioterapici producono sensazione di fatica (astenia) e diminuzione dell’appetito. Anche queste possono insorgere in forma lieve o severa. L’astenia può essere legata all’anemia. Discutetene sempre con l’oncologo.

Si descrivono di seguito gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti, dell’idrossiurea, mentre sono stati tralasciati quelli molto rari. L’obiettivo è di prepararvi ad affrontarli nel caso in cui si manifestino. È necessario comunicare all’oncologo che vi ha in cura qualunque effetto collaterale che ritenete possa essere connesso con la terapia.

Effetti collaterali comuni

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. L’ifosfamide può causare anemia, con conseguente stanchezza; tendenza a sviluppare ecchimosi, ossia lividi, o emorragie e accresciuto rischio di sviluppare infezioni. Questo effetto può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco e il conteggio delle cellule ematiche raggiunge usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni.
Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose d’ifosfamide che ricevete e degli eventuali altri farmaci con i quali la chemioterapia viene attuata. L’oncologo saprà indicarvi quante probabilità ci sono che il conteggio delle cellule ematiche diminuisca in seguito alla chemioterapia. Sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo. Qualora si verifichi una netta diminuzione del conteggio delle cellule ematiche, è consigliabile sospendere la somministrazione del farmaco per permettere il recupero della funzionalità del midollo osseo.

Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, o se all’improvviso non si sentite bene anche se la temperatura è normale, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.

Nausea e vomito. Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito. Se la nausea dovesse manifestarsi comunque nonostante l’assunzione di tali preparati, ciò può manifestarsi alcune ore dopo il trattamento e persistere anche per alcune settimane. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.

Per approfondire

Maggiori informazioni sui problemi nutrizionali sono disponibili su La nutrizione nel malato oncologico e su Neoplasia e perdita di peso - Che cosa fare?  

Caduta dei capelli. Di solito i capelli cominciano a cadere a distanza di 3-4 settimane dalla prima somministrazione d’ifosfamide, ma potrebbe succedere anche prima. I capelli possono solo diradarsi o cadere del tutto. Potreste notare che anche le ciglia, sopracciglia e gli altri peli che ricoprono il corpo si diradano e poi cadono. Si tratta comunque di un fenomeno temporaneo: i capelli cominceranno a ricrescere non appena il trattamento sarà concluso. AIMaC ha pubblicato un libretto dal titolo La caduta dei capelli, che dà consigli pratici su come prevenire, rallentare o nascondere la caduta dei capelli.

Cistite. L’ifosfamide può irritare la vescica, causando sensazione di bruciore e frequente bisogno di urinare, può comparire ematuria (presenza di tracce di sangue nelle urine) transitoria. Al fine di prevenire l’insorgenza di questo disturbo, è necessario bere molto (almeno 2 litri) nelle 24 ore immediatamente successive alla somministrazione della chemioterapia.

Alterazione delle unghie. Le unghie possono scurirsi o solcarsi, ma riprenderanno il loro aspetto normale qualche mese dopo la conclusione del trattamento.

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Effetti collaterali meno frequenti

Temporanea riduzione della funzione epatica. L’ifosfamide può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. Difficilmente ciò vi darà dei problemi, ma sarete tenuti sotto rigorosa sorveglianza dall’oncologo, anche sottoponendovi periodicamente a prelievi di sangue per controllare la funzione epatica.

Modificazioni della cute. La terapia può causare un’eruzione cutanea, simile all’acne, che può dare prurito. Sono consigliati saponi neutri, ed eventualmente creme antistaminiche.

Confusione, letargia, sonnolenza e perdita dell'equilibrio. È un effetto molto raro, che può insorgere solo nelle persone che ricevono alte dosi d’ifosfamide. Chi guida o lavora su macchinari presti attenzione.

Reazioni allergiche. L’ifosfamide, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, e in questo caso richiedono un trattamento appropriato.

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Ulteriori informazioni

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. In particolare l’ifosfamide può potenziare l’effetto dei farmaci che abbassano la glicemia (ipoglicemizzanti). Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.

Fuoriuscita di liquido dal sito di puntura. Se i farmaci fuoriescono dal sito di puntura, possono danneggiare il tessuto circostante. Per tale motivo, se durante la somministrazione o nelle ore successive avvertite dolore o bruciore nell’area intorno al sito di puntura o intorno alla vena o se notate una fuoriuscita di liquido, informate immediatamente l’oncologo o un infermiere/a.

Modificazione del colore delle urine. Alcuni farmaci possono rendere scure le urine. Questo fenomeno è abbastanza normale e può persistere per le 24 ore successive al trattamento.

Fertilità. La chemioterapia potrebbe provocare amenorrea, ossia l’interruzione del flusso mestruale. Di conseguenza si potrebbero manifestare i sintomi tipici dell'età pre-menopausale, con vampate di calore, eccessi di sudore e secchezza vaginale. È generalmente un fenomeno che cessa al termine della terapia. Poiché i farmaci chemioterapici provocano mutazioni cellulari, è assolutamente sconsigliabile una gravidanza prima di cinque anni dal termine della chemioterapia. Nei giovani maschi può insorgere sterilità, che in una piccola percentuale di persone sarà permanente. Va quindi valutata l’opportunità della preservazione dello sperma presso la banca del seme prima dell’inizio della chemioterapia.

Esposizione al sole. Attraverso la circolazione i farmaci chemioterapici si diffondono su tutti i tessuti, inclusa la pelle. Il contatto prolungato con le radiazioni solari può causare arrossamenti, anche severi, e scottature. Per tale motivo, durante la chemioterapia è sconsigliata l’esposizione diretta e prolungata al sole, ovvero è raccomandato l’impiego di creme solari ad alta protezione.

Allattamento.
Non è consigliato allattare al seno durante la terapia con l’ifosfamide.

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AIMaC è grata alla Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - Negrar (VR) e in particolare ai Dott. Gianluigi Lunardi, Roberto Magarotto, Marco Venturini e a Francesca Coati; all’Istituto Regina Elena di Roma e in particolare alle Dott. Antonia Marina La Malfa e Antonietta Coratti per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: ottobre 2016
Titolo originale: Ifosfamide

Letto 26793 volte Ultima modifica il Lunedì, 23 Gennaio 2017
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