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Trattamento VAD

- Introduzione
- Che cos'è il VAD
- Come si somministra
- Quanto dura il ciclo di trattamento e come è articolato
- Potenziali effetti collaterali
- Ulteriori informazioni



INTRODUZIONE

Il presente Profilo Farmacologico riporta informazioni sull’ uso della chemioterapia VAD, una combinazione di agenti chemioterapici usata per il trattamento del mieloma (particolare forma tumorale a carico dei globuli bianchi). Descrive sinteticamente i farmaci, il modo in cui essi si somministrano e alcuni effetti collaterali cui possono dare adito. Vi consigliamo di leggere il Profilo Farmacologico insieme ai libretto dal titolo La chemioterapia, pubblicato da AIMaC nell’ambito della Collana del Girasole, che contiene notizie più dettagliate e fornisce anche alcuni consigli sul modo in cui affrontare il trattamento.

L’oncologo vi terrà sotto rigorosa sorveglianza per tutto il periodo che sarete in trattamento con la chemioterapia, in modo che possa controllarne gli effetti. Il nostro Profilo Farmacologico dovrebbe esservi di aiuto per porre all’oncologo, o al personale del reparto in cui siete sottoposti al trattamento, tutte le domande cui desiderate avere una risposta relativamente al trattamento e agli effetti collaterali; essi sono, infatti, gli unici che possono aiutarvi e darvi i consigli giusti per il vostro caso.

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CHE COS’È IL VAD

Il VAD prende il nome dalle iniziali degli agenti chemioterapici che lo compongono: vincristina, doxorubicina (Adriblastina®) e dexametasone, un glucocorticoide.

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Come si somministra

La somministrazione avviene in regime di day hospital o con un breve ricovero ospedaliero. Prima di iniziare il trattamento, dovrete sottoporvi ad un esame del sangue (lo stesso giorno o due giorni prima) e a una visita medica. Se i valori ematici risultano normali, la farmacia procederà alla preparazione del farmaco chemioterapico. Questa procedura dura circa due ore.

Il trattamento VAD si somministra per infusione in vena (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula (un tubicino sottile che viene introdotto nella vena del braccio o della mano). A volte può essere somministrato anche attraverso il catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola, oppure attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall'inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio.

L’oncologo o il personale infermieristico potrà fornirvi maggiori informazioni a riguardo.
Prima di iniziare il trattamento, vi sarà somministrato un farmaco antiemetico allo scopo di prevenire la nausea e il vomito. Di norma gli antiemetici si somministrano per iniezione attraverso la cannula, ma alcuni di questi preparati sono disponibili anche in compresse.

Si procede poi alla somministrazione congiunta di vincristina (un liquido chiaro) e doxorubicina (un liquido rosso) attraverso una sistema di infusione portatile, più comunemente definito con il nome i “pompa portatile”.

La pompa serve a immettere nel sangue una quantità controllata di farmaci per un certo periodo di tempo. E’ di piccole dimensioni e può essere inserita nella cintura senza interferite con le vostre normali attività quotidiane. Quando la pompa è stata collegata al catetere centrale potete fare ritorno a casa. Prima di lasciare l’ospedale, vi saranno fornite tute le istruzioni relative alla pompa. L’infermiere/a vi spiegherà come gestirla e cosa fare in caso di malfunzionamento. Dopo quattro giorni di trattamento, tornerete in ospedale per la rimozione della pompa.

Se il trattamento viene effettuato per infusione tramite una cannula, dovrete restare in ospedale fino al termine della terapia.
L’oncologo vi prescriverà un preparato antiemetico, che dovrete prendere seguendo rigorosamente le sue indicazioni, anche se non accuserete alcun senso di nausea, in quanto alcuni farmaci sono più efficaci a prevenirla piuttosto che a ridurla una volta che si sia manifestata.
Vi potranno essere fornite anche compresse di dexametasone. Anche in questo caso, dovrete prenderle seguendo scrupolosamente la prescrizione medica.

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QUANTO DURA IL CICLO DI TRATTAMENTO E COME È ARTICOLATO

Il vostro oncologo definirà questo trattamento chemioterapico col termine di regime (il regime VAD). Questo sta a indicare l’intero trattamento o le modalità e i tempi di somministrazione.

All’inizio del trattamento vi sarà somministrata vincristina e doxorubicina senza interruzione per quattro giorni, tramite una pompa o per infusione. Dovrete anche assumere delle compresse di dexametasone per quattro giorni. Il quinto giorno tornerete in ospedale per scollegare la pompa. Se siete stati sottoposti a trattamento per infusione, la cannula sarà rimossa al termine del trattamento. Vi sarà prescritto un altro ciclo di quattro giorni di dexametasone da assumere a partire dal nono giorno di trattamento (dal nono al dodicesimo giorno) e nuovamente a partire dal diciassettesimo giorno (dal diciassettesimo al ventesimo. Seguirà un periodo di riposo senza trattamento di otto giorni che competa il ciclo di terapia (ogni ciclo dura quattro settimane. Dopo il periodo di riposo inizierete il ciclo successivo secondo identiche modalità.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni avverse (o “effetti collaterali”) alla chemioterapia variano da individuo a individuo: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nel Profilo Farmacologico colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con la chemioterapia VAD.

Il Profilo Farmacologico prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti in modo che siate preparati qualora dovessero verificarsi. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente accuserete. Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nel Profilo Farmacologico, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. La chemioterapia VAD può causare anemia, aumentando il rischio di infezioni. con conseguente stanchezza; tendenza a sviluppare ecchimosi, ossia lividi, o emorragie e accresciuto rischio di sviluppare infezioni. Quest’effetto può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco e il conteggio delle cellule ematiche raggiunge usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza prima del successivo ciclo chemioterapico.

Un forte calo delle cellule ematiche è un grave effetto collaterale.
Contattate immediatamente il vostro medico o l’ospedale se:

  • la temperatura supera i 38° C
  • sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo,
  • all’improvviso non si sentite bene anche se la temperatura è normale.

Sarete sottoposti a esami del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo prima del successivo ciclo di trattamento.
Talvolta può risultare necessario rimandare il ciclo di trattamento in presenza di un numero ancora troppo basso di cellule ematiche.

Nausea e vomito.Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e vomito. Se la nausea dovesse manifestarsi comunque nonostante l’assunzione di tali preparati, ciò può verificarsi nel giro di poche ore dopo il trattamento e durare anche per qualche giorno. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace. Alcuni farmaci antiemetici possono indurre stipsi. Consultate il medico al riguardo.

Stanchezza. Molti pazienti accusano un profondo senso di stanchezza durante il trattamento, in particolare verso al fine del ciclo. Si tratta di un effetto collaterale molto comune. E’ molto importante cercare di riposare il più possibile.

Caduta dei capelli. La caduta inizia 3, 4 settimane dopo il primo ciclo di trattamento. A volte i capelli si diradano, anche se generalmente cadono del tutto. Talvolta, si assiste anche al diradamento e alla caduta delle ciglia, sopracciglia e di altri peli che ricoprono il corpo. Si tratta in ogni caso di un effetto temporaneo: i capelli ricresceranno una volta che il trattamento sarà concluso. AIMaC ha dedicato a questo argomento un libretto a parte, nel quale potrete trovare consigli utili su come prevenire, rallentare e camuffare la caduta dei capelli.

Irritazione del cavo orale e temporanea alterazione del gusto. La bocca diventa secca o irritata, o compaiono piccole ulcere. Per ridurre il fastidio si devono assumere molti liquidi e pulire i denti regolarmente e delicatamente con uno spazzolino a setole morbide. In caso di problemi, rivolgetevi al medico il quale vi prescriverà collutori e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale.
Potrete inoltre subire alterazioni del gusto. La situazione tornerà alla normalità una volta completato il trattamento.

Irritazione della mucosa gastrica. Il dexametasone può irritare la mucosa gastrica. Informate l'oncologo se accusate indigestione, dolori gastrici o fastidio in sede addominale. Egli potrà prescrivervi farmaci per alleviare questi sintomi. Le compresse di dexametasone vanno assunte durante i pasti o con un bicchiere di latte.

Stipsi e crampi addominali. Se manifestate questo effetto, assumete molti liquidi e aumentate la quantità di fibre presenti nella vostra dieta. In caso di necessità, il medico vi prescriverà farmaci per stimolare l’attività intestinale (lassativi).

Aumento dell'appetito. Potreste avvertire un maggior senso di fame durante il trattamento con il dexametasone. L’effetto scompare al termine del trattamento.

Diarrea. Può essere controllata facilmente con i farmaci, ma informate l’oncologo se è severa o persistente. In caso di diarrea, dovete bere molto (2-3 litri di liquidi al giorno) per reintegrare i liquidi perduti.

Intorpidimento o formicolio a mani e piedi. Questo effetto è determinato dall’azione della vincristina sui nervi, e per questo prende il nome di neuropatia periferica. Nel caso avvertiate una sensazione di intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi, informate l’oncologo. La situazione migliora gradualmente nel giro di qualche mese dopo la conclusione del trattamento.

Temporanea alterazione della glicemia. Il dexametasone può causare talvolta un aumento dei livelli della glicemia. Nel corso del trattamento sarete sottoposti a controlli periodici della glicemia attraverso opportune analisi del sangue. Sarete sottoposti anche a analisi delle urine per verificare il livello del glucosio. Informate l'oncologo se avete molta sete o se la minzione è più frequente del solito.

Ritenzione di liquidi dovuta ad un alterato equilibrio idrosalino. Potreste notare gonfiore localizzato alle caviglie e alle dita. Informate il medico in presenza di questi sintomi. Si tratta di solito di un problema legato solo al trattamento a lungo termine.

Modificazioni della cute. In alcuni casi si potrebbe riscontrare un cambiamento del colorito della cute, che tende a scurirsi. L’effetto si esaurisce dopo pochi mesi dalla del trattamento. Durante il trattamento e per molti mesi successivo, sarete più sensibili all’esposizione solare. Ci si può esporre al sole adottando una crema con elevato fattore di protezione e coprendosi con gli indumenti.
Talvolta, sulle aree sottoposte a chemioterapia o radioterapia si possono sviluppare eruzioni cutanee o arrossamenti. Informate il medico in presenza di questi segni.

Modificazioni delle unghie. Le unghie possono scurirsi e possono comparire striature bianche. Questi sintomi scompaiono a pochi mesi dalla fine del trattamento.

Modificazioni dell'umore o di alcuni comportamenti. Potreste accorgervi che avete sbalzi d'umore, difficoltà a prendere sonno e forse che siete ansiosi o irritabili. Informate l'oncologo di eventuali modificazioni umorali o comportamentali che destano la vostra preoccupazione.

Modificazione dell’attività cardiaca. S i tratta di un effetto molto raro in caso di somministrazione di dosi normali di doxorubicina. La probabilità aumenta in caso di dosi elevate. Prima di iniziare il trattamento sarete sottoposti ad esami per valutare la funzionalità cardiaca.

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Ulteriori informazioni

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, consultate l’oncologo prima di assumere altri farmaci e informatelo se ne state già assumendo alcuni.

Fuoriuscita di liquido dal sito di puntura. Se durante la somministrazione la vincristina o la doxorubicina fuoriescono dal sito di puntura, possono danneggiare il tessuto circostante. Se avvertite dolore o bruciore nell'area intorno al sito di puntura o intorno alla vena, o se notate una fuoriuscita di liquido, informate immediatamente l'oncologo o un infermiere/a.

Alterazione del colore delle urine. L a doxorubicina è di colore rosso e può quindi alterare il colore delle urine (colore rosato) l’effetto dura 24 ore dopo il trattamento e rientra nella norma.

Fertilità. Il farmaco può avere effetti sulla capacità di concepimento. È importante che affrontiate i problemi legati alla fertilità con l’oncologo prima che il trattamento abbia inizio. Prima di iniziare la terapia, potrete considerare la possibilità di depositare il vostro sperma nell'apposita banca per poterlo usare successivamente.

Contraccezione. Non è consigliabile iniziare una gravidanza o concepire un bambino durante il trattamento, in quanto il farmaco potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. E’ opportuno assumere ei contraccettivi per tutta la durata del trattamento e nei mesi successivi. Anche in questo caso, discutetene apertamente con l’oncologo.

Amenorrea. La chemioterapia influisce sull'attività delle ovaie, con conseguente alterazione del ciclo mestruale. Le mestruazioni diventeranno irregolari fino a scomparire. Nelle pazienti più giovani, quest'effetto è temporaneo, mentre nelle pazienti prossime alla menopausa potrebbe essere irreversibile. Di conseguenza accuseranno i sintomi tipici dell'età premenopausale, con vampate di calore, eccessi di sudore e secchezza vaginale.


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Ultima revisione: agosto 2005
Titolo originale: VAD chemotherapy

AIMaC è grata al CRO di Aviano e in particolare al Dott. Paolo Baldo per la revisione critica del testo.

Letto 7672 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Dicembre 2014
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