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Tumore all'ano

Che cos’è

La diagnosi

Lo stadio della malattia

Come si cura

Trattamento in base allo stadio


 

Che cos’è

Il cancro dell'ano è una malattia rara caratterizzata dalla presenza di cellule tumorali nell'ano. Nell'uomo è più spesso localizzato nella porzione esterna dell'ano, nella donna interessa più frequentemente la porzione interna del retto (canale anale). Se l'ano appare spesso arrossato, gonfio e dolente, il rischio di sviluppare un tumore è più probabile rispetto a chi non presenta questi sintomi. I tumori che si formano nella regione cutanea ricoperta di peli appena fuori dell'ano sono tumori cutanei, non anali.

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La diagnosi

È indispensabile recarsi immediatamente dal medico di famiglia in presenza di uno o più dei seguenti sintomi:

  • sanguinamento dal retto (anche se di lieve entità),
  • dolore o sensazione di pesantezza nella regione perianale,
  • prurito o perdite dall'ano,
  • nodulo in prossimità dell'ano.

Durante la visita, il medico esamina la regione anale esterna e procede all'esplorazione rettale: dopo aver indossato un guanto sottile monouso, introduce delicatamente un dito lubrificato nel retto e palpa la zona per individuare la presenza di eventuali noduli. Se questa manovra causa dolore eccessivo, il medico può valutare l'opportunità di proseguire in anestesia generale. Nella stessa sede il medico può anche prescrivere l'esecuzione di una biopsia.

Le probabilità di guarigione (prognosi) e la scelta del trattamento dipendono dalla localizzazione e dallo stadio del tumore (se è circoscritto all'ano o se si è diffuso ad altri organi), nonché dalle condizioni generali di salute.

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Lo stadio della malattia

Una volta confermata la presenza del tumore, è necessario eseguire ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell'organismo (stadiazione). La stadiazione è importante per la scelta del trattamento più indicato. Il cancro dell'ano si classifica nei seguenti stadi:

- stadio 0 (carcinoma in situ): la malattia è in fase iniziale e le cellule tumorali sono presenti solo sulla superficie del tessuto anale;

- stadio I: il tumore ha invaso il tessuto anale in profondità e misura meno di 2 cm di diametro, ma non si è diffuso allo sfintere;

- stadio II: il tumore ha invaso il tessuto anale in profondità e misura più di 2 cm di diametro, ma non si è diffuso agli organi adiacenti né ai linfonodi;

- stadio IIIA: il tumore ha invaso i linfonodi intorno al retto oppure ha invaso organi vicini quali la vagina, l'uretra o la vescica;

- stadio IIIB: il tumore ha invaso linfonodi più a distanza (pelvici o inguinali) oppure si è diffuso sia agli organi adiacenti che ai linfonodi intorno al retto;

- stadio IV: il tumore si è diffuso a distanza invadendo altri organi;

- recidivante: il tumore si ripresenta dopo il trattamento. La recidiva può svilupparsi nella stessa sede del tumore primitivo oppure in un altro organo.

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Come si cura

Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili per il trattamento del cancro dell'ano sono:

  • chirurgia;
  • radioterapia;
  • chemioterapia.

La chirurgia è la modalità più comune per il trattamento dei tumori anali. Il chirurgo può decidere di asportare il tumore attuando uno dei seguenti tipi d'intervento:

- resezione locale: consiste nell'asportazione del solo tumore. È possibile quando il tumore è di piccole dimensioni. Spesso lo sfintere, il muscolo disposto intorno all'ano che, contraendosi, consente a questo di aprirsi e chiudersi, può essere conservato, il che significa il mantenimento della funzione di defecazione;

- resezione addomino-perineale: consiste nella rimozione dell'ano e del tratto terminale del retto attraverso un'incisione praticata nell'addome e nel perineo, la regione che nell'uomo sta tra ano e scroto, la sacca che contiene i testicoli, e nella donna tra ano e vulva, la parte esterna della vagina. Il chirurgo procede quindi a colostomia, ossia pratica nella parete addominale un'apertura, detta stoma, per consentire l'evacuazione delle feci in un apposito sacchetto. La colostomia era abbastanza comune in passato, mentre oggi vi si fa ricorso molto più raramente, giacché la radioterapia con o senza chemioterapia rappresenta un trattamento altrettanto efficace, senza essere mutilante. Tuttavia, se la colostomia è inevitabile, il sacchetto in cui si raccoglieranno le feci viene fatto aderire alla cute per mezzo di una colla speciale e si getta dopo l'uso. Il sacchetto è invisibile sotto i vestiti e la maggior parte dei pazienti stomizzati è in grado di accudirsi da sé. Il chirurgo può decidere di procedere anche a dissezione linfonodale, ossia all'asportazione dei linfonodi, oppure può rinviarla a un secondo momento.

La radioterapia (detta anche terapia radiante) utilizza radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna all'organismo (radioterapia esterna) oppure la sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere immessa direttamente nella lesione, sigillata all'interno di un tubicino di plastica (radioterapia interna o intracavitaria).

La chemioterapia è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell'organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse a distanza. Alcuni chemioterapici sono in grado di rendere le cellule tumorali più sensibili alle radiazioni.

La radioterapia e la chemioterapia possono essere combinate per ridurre le dimensioni del tumore e per evitare la resezione addomino-perineale e la colostomia. Se la chirurgia può essere limitata, lo sfintere anale è spesso preservato.

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Trattamento in base allo stadio

La scelta della terapia dipende dalla sede e dallo stadio del tumore, dall'età e dalle condizioni generali del paziente.

Lo specialista può proporre il trattamento standard per la sua dimostrata efficacia, confermata da esperienze precedenti, oppure la partecipazione a uno studio clinico. La terapia standard non funziona necessariamente per tutti i pazienti e a volte comporta più effetti collaterali di quanto si pensi. Per tale motivo si conducono studi clinici allo scopo di individuare modi più efficaci di trattamento, basandosi sulle informazioni più aggiornate al momento disponibili.

Stadio 0

Il trattamento è probabilmente la resezione locale, con la quale è possibile rimuovere tutto il tumore, che in questo stadio è piccolo e superficiale.

Stadio I

Le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

- resezione locale;

- radioterapia con o senza chemioterapia. Alcuni pazienti possono essere sottoposti anche a radioterapia interna;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, resezione addomino-perineale con colostomia;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, chemioterapia più radioterapia;

- radioterapia seguita da radioterapia intracavitaria in caso di residuo di malattia dopo il completamento della radioterapia esterna.

Stadio II

Le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

- resezione locale;

- radioterapia più chemioterapia. Alcuni pazienti possono essere sottoposti anche a radioterapia interna;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, resezione addomino-perineale con colostomia;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, chemioterapia più radioterapia.

Stadio IIIA

Le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

- radioterapia più chemioterapia;

- radioterapia interna;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, resezione addomino-perineale con colostomia;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, chemioterapia più radioterapia.

Stadio IIIB

Le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

- radioterapia più chemioterapia seguita;

- se le cellule tumorali sono ancora presenti nonostante il trattamento, resezione locale o addomino-perineale (in funzione dell'entità del residuo tumorale dopo il trattamento chemio-radioterapico) con o senza dissezione linfonodale.

Stadio IV

Le opzioni terapeutiche sono le seguenti:

- chirurgia palliativa, ossia mirante ad alleviare i sintomi causati dal tumore;

- radioterapia palliativa;

- chemioterapia e radioterapia palliative.

Cancro anale recidivante

Le opzioni terapeutiche disponibili dipendono dal tipo di trattamento cui il paziente è già stato sottoposto:

- dopo chirurgia, radioterapia anche in combinazione con la chemioterapia;

- dopo combinazione di chemioterapia e radioterapia, chirurgia;

- chemioterapia supplementare e radioterapia.

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Questa scheda sintetica è stata estratta dal profilo DST tradotto dal PDQ del National Cancer Institute.

AIMaC è grata ad AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) Giovani e in particolare al Dott. Massimo Di Maio (Unità Sperimentazioni Cliniche, Istituto Nazionale Tumori – Fondazione ‘G. Pascale’, Napoli) per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: febbraio 2013
Titolo originale: Anal Cancer Treatment (PDQ®)

Letto 75705 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Febbraio 2015
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