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Non so cosa dire: l'importanza di ascoltare e parlare

L'importanza di ascoltare e parlare

Il decalogo del “buon ascoltatore” 

Le paure del malato

Come essere d’aiuto?

 


 

L'importanza di ascoltare e parlare

Non so cosa dire” è un’affermazione che spesso è frequente sentire tra i malati di cancro e i loro familiari. Ed è un’espressione da comprendere, accogliere e condividere.

Quando un nostro familiare o un amico si ammalano di tumore, il dolore, l’angoscia e lo smarrimento ci sopraffanno. La malattia di una persona cara, infatti, non suscita solamente preoccupazioni riguardo al suo e al nostro futuro, ma sollecita anche meccanismi d’identificazione, attivando le nostre paure di ammalarci e morire.

Allora è importante potersi fermare, prendere del tempo, ascoltare noi stessi e quello che stiamo sentendo, arrivando anche a riconoscere eventuali emozioni di rabbia, paura, sconforto e stanchezza. Essere sinceri con sé stessi ci consente di essere autentici anche col nostro interlocutore, aprendoci ad un ascolto attivo nei suoi confronti. Ascoltare, non solo sentire, provare a metterci nei panni dell’altro, lasciarlo parlare e permettergli di dire quanto desidera comunicare in quel momento, saper tollerare i silenzi, evitare di esprimere giudizi o di dare interpretazioni e consigli non richiesti.

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Vi sono spesso ostacoli alla libera comunicazione tra il malato e i familiari, ed è dunque importante applicare alcune semplici regole per facilitare il dialogo.

1. Creare l’atmosfera
2. Capire se il malato ha voglia di parlare
3. Ascoltare il malato mostrando di ascoltare
4. Incoraggiare il malato ad aprirsi
5. Prestare attenzione al silenzio e alla comunicazione non verbale
6. Non avere timore di esprimere i propri sentimenti
7. Accertarsi di non aver frainteso
8. Non cambiare argomento
9. Non cominciate mai col dare consigli
10. Essere pronti alla battuta

L’obiettivo di un atteggiamento di ascolto sensibile è comprendere nel modo più completo possibile ciò che l’altra persona sente. Non potrete mai raggiungere una comprensione totale, ma quanto più riuscirete a capire l’altro nella sua complessità, tanto migliore sarà la comunicazione tra di voi. Tanto più cercherete di comprendere i suoi sentimenti, maggiore sarà l’aiuto che gli darete.

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Le paure del malato

Può essere di grande aiuto per voi tentare di comprendere ciò che il vostro parente o amico sta provando e rendervi conto delle paure che sta vivendo. Naturalmente sono molti, moltissimi, i diversi aspetti di una malattia che possono indurre paura. E quando la diagnosi è un tumore, le paure possono aumentare ed essere ingigantite. Sono tante le paure che possono arrovellare la mente di un paziente oncologico, e quelle che segnaliamo sono solo degli esempi.

  • La minaccia per la salute
  • Incertezza
  • Mancanza di familiarità
  • Sintomi fisici
  • Segni visibili del trattamento o della malattia
  • Isolamento sociale
  • La minaccia della morte

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Come essere d’aiuto?

Una delle sensazioni più comuni di amici e parenti, che desiderano sostenere un malato di cancro, è non sapere da che parte cominciare, nonostante le migliori intenzioni.
Qui di seguito abbiamo elencato alcuni suggerimenti utili per essere d’aiuto in concreto.

1. Fare la propria offerta
Scoprite se il vostro aiuto è richiesto oppure no, e in caso affermativo, dichiarate come volete e potete essere d’aiuto attraverso azioni concrete, fate la vostra offerta d’aiuto.

2. Informarsi
Se volete essere utili, dovete necessariamente essere informati sulla situazione medica, ma solo quel tanto che basta per fare progetti razionali.

3. Valutare le esigenze del malato e dei suoi familiari
Fatevi un elenco personalizzato ricostruendo una giornata ‘tipo’ della vita del vostro amico e pensando a ciò di cui può avere bisogno in ogni fase.

4. Stabilire che cosa si può e si vuole fare
Che cosa sapete fare? Quali sono i vostri interessi? Rendetevi disponibili ad azioni concrete e realizzabili in base alle vostre peculiarità e competenze. Il vostro intervento sarà tanto più efficace tanto meno sarà difficile da realizzare.

5. Cominciare con piccole cose pratiche
Scorrete l’elenco delle cose che siete disposti a fare e cominciate offrendovi di farne alcune. Non vi dichiarate disponibili a fare tutto, altrimenti il malato avrà la sensazione di essere ‘soffocato’

6. Evitare gli eccessi
Siate sensibili. Le vostre offerte di aiuto dovrebbero essere modeste e adatte al malato e ai suoi familiari.

7. Ascoltare
Il tempo è uno dei doni più preziosi

8. Coinvolgere altre persone
Siate sinceri con voi stessi e riconoscete i vostri limiti.

 

AIMaC ha pubblicato un libretto dal titolo "Non so cosa dire", che offre ulteriori consigli e suggerimenti per aiutare a superare gli ostacoli nella comunicazione tra parenti, amici e le persone malate.

Letto 28379 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Dicembre 2014
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