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Lapatinib (Tyverb®)

Che cos'è il lapatinib

Qual è il principio di azione

Che aspetto ha

Come si somministra

Potenziali effetti collaterali

Ulteriori informazioni


 

Che cos'è il lapatinib

Il lapatinib è una sostanza che appartiene a una nuova classe di farmaci antitumorali mirati, i cosiddetti inibitori della crescita tumorale. Questa classe di molecole agisce contro i tumori in modo più selettivo rispetto alla chemioterapia tradizionale, in quanto riconosce alcune proteine che si trovano sulla parete delle cellule tumorali o all’interno della cellula, ovvero blocca i meccanismi con i quali le cellule si riproducono; siccome queste proteine si trovano solo in piccola parte anche sulle cellule sane, ne risulta che l’azione sia mirata verso le cellule tumorali. Gli inibitori della crescita tumorale possono uccidere le cellule tumorali o solamente impedire che si sviluppino.

Il lapatinib si utilizza attualmente per il trattamento del carcinoma della mammella  avanzato o metastatico (vale a dire che si è diffuso ad altri organi). Per essere candidate a ricevere il lapatinib è indispensabile che il tumore sia HER2-positivo e che siano già stati tentati, senza successo, altri trattamenti inclusi taluni chemioterapici e il trastuzumab (Herceptin®). Sono attualmente in corso alcuni studi clinici per valutarne l’efficacia anche nel trattamento di altri tipi di tumore.

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Qual è il principio di azione

Il lapatinib inibisce i segnali all’interno delle cellule neoplastiche, bloccando una serie di reazioni chimiche che sono alla base della crescita e riproduzione delle cellule. Si definisce anche inibitore della trasduzione del segnale.

Il fattore di crescita dell’epidermide (EGF), una proteina presente nel nostro organismo, e il suo recettore (EGFR) sono stati identificati come fattori fondamentali nel processo di crescita cellulare anche nelle cellule neoplastiche. Allo stesso tempo un'altra proteina chiamata HER2 collabora con l’EGFR per promuovere la crescita della cellula tumorale. Il lapatinib si aggancia all’EGFR e all’HER2 all’interno della cellula, impedendo in tal modo che si attivino e si aggancino al recettore. Di conseguenza, la cellula non può riprodursi. Il lapatinib, dunque, è potenzialmente in grado di arrestare la crescita delle cellule.

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Che aspetto ha

Il lapatinib si presenta sotto forma di compressa rivestita con film.

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Come si somministra

Il lapatinib si somministra per bocca. La dose raccomandata deve essere presa al mattino, un’ora prima o dopo la colazione, con un bicchiere d’acqua. Da evitare il succo di pompelmo. Il lapatinib si somministra insieme a un altro chemioterapico in compresse, la capecitabina (Xeloda®), nelle pazienti affette da carcinoma mammario avanzato o metastatico.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nel Profilo Farmacologico colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con lapatinib.

Il Profilo Farmacologico prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti in modo che siate preparati qualora dovessero verificarsi. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente accuserete. Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nel Profilo Farmacologico, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

Effetti collaterali comuni

Diarrea. Compare intorno a una settimana dopo il trattamento; di solito è in forma lieve (una-due scariche al giorno); raramente è severa. Può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici. Se si presentasse in forma severa, potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia. In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

Modificazioni della cute. La terapia può causare un’eruzione cutanea, simile all’acne, che può dare prurito. Sono consigliati saponi neutri, ed eventualmente creme antistaminiche.

Dolore e arrossamento del palmo della mano e della pianta del piede (nota anche come sindrome mano-piede). Si tratta di un effetto tardivo, perché si manifesta con l’accumulo delle dosi di farmaco nel tempo. Inizia con una sensazione di formicolio e bruciore ai palmi delle mani e, meno frequentemente, alle piante dei piedi. Dopo alcuni giorni può insorgere dolore. Alla sospensione della chemioterapia, il processo si risolve gradualmente nell'arco di 1-2 settimane senza complicazioni. Può essere utile la somministrazione di analgesici e neuro-protettori.

Spossatezza. Si tratta di un effetto collaterale molto comune. È importante cercare di riposare il più possibile. Potrebbe essere dovuto, almeno in parte, all’anemia. Gli oncologi definiscono questi sintomi convenzionalmente fatigue. Potreste sentirvi molto stanchi durante il ciclo di terapia. È importante riposare molto e prestare molta attenzione nella guida e nell’uso di macchinari pericolosi.

Nausea e vomito. Sono di solito lievi e facilmente controllabili. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.

Per approfondire

Maggiori informazioni sui problemi nutrizionali sono disponibili su La nutrizione nel malato oncologico e su Neoplasia e perdita di peso - Che cosa fare?  

Indigestione e sensazione di bruciore (pirosi). Se accusate indigestione o sensazione di bruciore, l’oncologo può prescrivervi un antiacido da assumere almeno un’ora prima o dopo la compressa di lapatinib. Informate l’oncologo se l’indigestione persiste.    

Effetti collaterali meno frequenti

Crampi addominali e sensazione di pienezza. Informate l’oncologo. Se necessario, potrà prescrivervi dei farmaci utili per alleviare i disturbi.

Perdita dell’appetito (inappetenza). Se non avete voglia di mangiare, è sempre bene consultare l’oncologo/il dietista dell’ospedale.

Dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto. Durante il trattamento, potreste avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e potreste notare la presenza di piccole ulcere. Per prevenire quest'effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno al termine della chemioterapia. Se avete uno di questi problemi, informate l’oncologo, che potrà prescrivere collutori speciali e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale.

Stipsi. È opportuno bere molto, seguire una dieta ad alto contenuto di fibre e talvolta ricorrere ai lassativi.

Dolori articolari e muscolari. Il lapatinib può provocare questi disturbi, solitamente di lieve entità; è sufficiente assumere analgesici.

Cefalea. Può giovare bere molto, e in ogni caso è bene informare l’oncologo, perché può essere un segno d’ipertensione arteriosa.

Difficoltà a dormire. Alcuni pazienti riferiscono di non riuscire a riposare durante il trattamento con il lapatinib. Un bagno caldo o un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi, come anche le tecniche di rilassamento possono essere un utile rimedio. Se le difficoltà a dormire persistono, valutate con l’oncologo l’opportunità di prendere dei sonniferi.

Temporanea riduzione della funzione epatica. Il lapatinib può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. Difficilmente ciò vi darà dei problemi, ma sarete tenuti sotto rigorosa sorveglianza dall’oncologo, anche sottoponendovi periodicamente a prelievi di sangue per controllare la funzione epatica.

Alterazione dell’attività cardiaca. Il lapatinib potrebbe indurre modificazioni a livello del muscolo cardiaco, che possono ripercuotersi sulla funzionalità del cuore. Per questo motivo potreste essere sottoposti ad accertamenti mirati prima di iniziare il trattamento e durante il suo svolgimento.    

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Ulteriori informazioni

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.
Se si dimentica di prendere la compressa giornaliera, questa deve essere assunta non appena ve ne ricordate. Se ciò avviene a meno di 12 ore dalla compressa successiva, non assumete la dose dimenticata. Non dovete assumere due compresse allo stesso tempo per recuperare la dose dimenticata.

Reazioni allergiche. Il lapatinib, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, e in questo caso richiedono un trattamento appropriato.

Gravidanza e fertilità. Non vi sono dati sufficienti sugli effetti del farmaco a lungo termine, per cui sono sconsigliate in modo assoluto le gravidanze durante la terapia. Se questo farmaco viene somministrato assieme ai chemioterapici, è necessario ricordare che il periodo durante il quale è sconsigliato intraprendere una gravidanza dura cinque anni dal termine della chemioterapia.

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AIMaC è grata alla Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - Negrar (VR) e in particolare ai Dott. Paola Agnese Cassandrini, Gianluigi Lunardi, Marco Venturini e a Francesca Coati; all’Istituto Regina Elena di Roma e in particolare alle Dott. Antonia Marina La Malfa e Antonietta Coratti per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: ottobre 2016
Titolo originale: Lapatinib (Tyverb®)

Letto 22142 volte Ultima modifica il Martedì, 24 Gennaio 2017
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