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Adept

Il presente Profilo Farmacologico prende in considerazione ADEPT, acronimo dall’inglese Antibody Directed Enzyme Pro-drug Therapy (terapia a base di enzimi attivatori di un profarmaco accoppiati ad anticorpi monoclonali diretti contro antigeni specifici della superficie della cellula bersaglio), una sostanza che appartiene ad una nuova classe di farmaci antitumorali che prendono il nome di anticorpi monoclonali. È utilizzato negli studi clinici miranti a valutare l’efficacia del farmaco come nuovo trattamento per il tumore dell’intestino.

Che cosa sono gli anticorpi monoclonali

Qual è il principio attivo

Che aspetto ha

Come si somministra

Potenziali effetti collaterali


 

Che cosa sono gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono in grado di distruggere alcuni tipi di cellule tumorali, senza danneggiare eccessivamente le cellule sane. La loro funzione è quella di riconoscere determinate proteine presenti sulla superficie di alcune cellule tumorali. Quando l’anticorpo monoclonale riconosce la proteina sulla superficie della cellula tumorale, vi si aggancia (come una chiave che si inserisce nella serratura: ogni chiave può infilarsi in una sola serratura). In questo modo stimola il sistema immunitario dell’organismo ad aggredire le cellule neoplastiche e può anche indurre queste ultime ad autodistruggersi.

A volte gli anticorpi monoclonali sono associati ad un farmaco antitumorale o a una sostanza radioattiva. Ciò ha lo scopo di erogare il trattamento direttamente sulla cellula tumorale (terapia mirata).

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Qual è il principio attivo

ADEPT è un tipo di terapia mirata. Utilizza l’anticorpo monoclonale per trasportare un enzima direttamente alle cellule tumorali. Dopo poche ore dalla somministrazione si utilizza un pro-farmaco, un agente antitumorale inattivo. Quando questo entra in contatto con l’enzima, che si è agganciato alla cellula tumorale, si sviluppa una reazione che attiva il farmaco antitumorale, che in questo modo è in grado di distruggere le cellule malate. Il trattamento risparmia le cellule sane giacché queste non contengono l’anticorpo con l’enzima.

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Che aspetto ha

ADEPT si presente come un liquido chiaro.

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Come si somministra

ADEPT si somministra per infusione in vena (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula (un tubicino sottile che viene introdotto nella vena). Si assumono due dosi distinte nel corso della stessa giornata.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni alla chemioterapia variano da individuo a individuo: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nel Profilo Farmacologico colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con l’ABVD.

Sono in corso studi clinici per valutare i potenziali effetti collaterali del trattamento. Dal momento che ADEPT è ancora un trattamento relativamente nuovo, non si conoscono tutti i suoi effetti collaterali. Il Profilo Farmacologico prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni. Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nel Profilo Farmacologico, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

Sintomi simil-influenzali. Comprendono febbre, brividi, mal di testa, prurito e dolori muscolari e articolari, che si manifestano poco dopo la somministrazione del farmaco e scompaiono dopo 1-2 giorni.

Reazione allergica. I segni di reazione allergica comprendono eruzioni cutanee e prurito, rialzo della temperatura, brividi, modificazione del colorito del volto (dal rosso al bruno), vertigini, mal di testa, mancanza di respiro, stato ansioso e minzione più frequente. Durante il trattamento sarete tenuti sotto controllo per rilevare eventuali segni di reazione allergica. Informate l’oncologo se notate eventuali segni. Prima di iniziare il trattamento vi saranno somministrati dei farmaci per ridurre il rischio di reazione allergica.

Aumento del rischio di contrarre un’infezione.
Dopo l’inizio del trattamento potrebbe verificarsi una temporanea riduzione dei globuli bianchi, con conseguente maggiore esposizione al rischio di infezione. L’oncologo che vi ha in cura o il personale infermieristico sapranno consigliarvi in merito alle precauzioni da adottare. Nel giro di 3-4 settimane il livello dei globuli bianchi si ripristina.

Nausea e vomito.
Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito. Se la nausea dovesse manifestarsi comunque nonostante l’assunzione di tali preparati, ciò può verificarsi nel giro di poche ore dopo il trattamento e durare anche per qualche giorno. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace. Alcuni farmaci antiemetici possono indurre stipsi. Consultate l’oncologo o il medico di famiglia al riguardo.

Spossatezza.
Molti malati avvertono un profondo senso di stanchezza durante il trattamento, in particolare verso la conclusione del ciclo. Si tratta di un effetto collaterale molto comune. È molto importante cercare di riposare il più possibile. Questo senso di spossatezza è descritto spesso con il nome anglosassone di fatigue.

Qualora abbiate domande da porre relativamente a questi o ad altri effetti collaterali, non esitate a parlare con l’oncologo o con l’infermiere/a che vi segue. È importante che li informiate di eventuali sintomi o effetti collaterali che potrebbero essere in correlazione con il trattamento al quale siete sottoposti.

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Ultima revisione: agosto 2005
Titolo originale: ADEPT (Antibody Directed Enzyme Pro-drug Therapy)

AIMaC è grata all’Istituto Nazionale Tumori di Milano e in particolare al Dott. Lucio Ascani per la revisione critica del testo.

Letto 6053 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Febbraio 2015
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