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Successo di AIMaC: part-time per i malati di cancro

AIMaC è riuscita a conseguire un importante risultato nella nuova legislazione che riguarda i lavoratori che si ammalano: è stato infatti riconosciuto ai lavoratori affetti da patologie oncologiche il diritto di trasformare il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e di poter successivamente richiedere il ripristino del contratto nella forma originaria. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera indirizzata alla vicepresidente Elisabetta Iannelli, dall'on. Maurizio Sacconi, sottosegretario del Mnistero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la quale si riconosce il ruolo determinante della nostra associazione nell’arricchire il decreto di attuazione della legge Biagi (art. 46, lett. t del D. lgs. n. 276 del 10 settembre 2003).

Roma, 31 ottobre 2003

Gentile dottoressa Iannelli,

gli interventi volti ad assicurare un’adeguata qualità di vita ai malati oncologici non possono limitarsi alla cura ed al sostegno psicologico, ma devono estendersi anche alla vita professionale, soprattutto favorendo la modulazione dei tempi di lavoro e la conciliazione con le esigenze di cura e di reinserimento nella pienezza della vita attiva.
Mantenere il proprio posto di lavoro oltre il cosiddetto periodo di comporto ed avere diritto alle trasformazioni del contratto durante la malattia sono esigenze che i pazienti oncologici e le loro manifestazioni hanno più volte manifestato.
Grazie alle loro sollecitazioni – e in particolare modo al contributo dell’Aimac – nel decreto di attuazione della legge Biagi è stata introdotta la norma che consentirà ai lavoratori affetti da patologie oncologiche di trasformare il loro rapporto di lavoro a tempo pieno e successivamente di poter richiedere il ripristino del contratto nella forma originaria.
La norma potrà tutelare quei sempre più numerosi malati oncologici che, senza raggiungere il diritto alla pensione di invalidità, rischiavano di perdere il posto di lavoro per il superamento del periodo di comporto: una condizione che i progressi della medicina e il miglioramento della qualità di vita durante la malattia hanno reso sempre più diffusa.

Con viva cordialità, Maurizio Sacconi

Letto 2550 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Settembre 2014

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