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Aflibercept (Zaltrap®)

Che cos’è l'aflibercept

Qual è il principio di azione

Che aspetto ha

Come si somministra

Potenziali effetti collaterali

Effetti collaterali meno frequenti

Ulteriori informazioni


 

Che cos’è l'aflibercept

L’aflibercept, noto più comunemente con il nome commerciale di Zaltrap®, è un farmaco prodotto attraverso la tecnologia del DNA ricombinante utilizzato, in combinazione con chemioterapia a base di irinotecan/5-fluorouracile/acido folinico (FOLFIRI), nei pazienti adulti con carcinoma colorettale metastatico (MCRC) resistente o in progressione dopo un regime contenente oxaliplatino.

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Qual è il principio di azione

Aflibercept ha la capacità di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni (processo che prende il nome di angiogenesi), di cui le cellule neoplastiche hanno bisogno per crescere e proliferare,. Aflibercept impedisce l'attivazione dei recettori del VEGF (dall’inglese Vascular Endothelial Growth Factor) e la proliferazione delle cellule endoteliali, inibendo in tal modo la crescita di nuovi vasi in grado di fornire ossigeno e sostanze nutritizie ai tumori.

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Che aspetto ha

Aflibercept è disponibile in flaconcini per infusione da 4 ml e 8ml.

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Come si somministra

L’Aflibercept si somministra mediante infusione endovenosa (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula (un tubicino sottile che viene introdotto nella vena del braccio o della mano) della durata di 1 ora.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nel Profilo Farmacologico colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con aflibercept.

È opportuno sapere che gli effetti collaterali possono essere diversi se l’aflibercept è somministrato in associazione con farmaci chemioterapici. In generale, l’aflibercept può provocare astenia, ossia sensazione di stanchezza, e diminuzione dell’appetito; entrambe possono insorgere in forma lieve o anche in forma severa. L’astenia può essere legata all’anemia. È sempre consigliabile discuterne con l’oncologo.

Il Profilo Farmacologico prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti in modo che siate preparati qualora dovessero verificarsi. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente accuserete. Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nel Profilo Farmacologico, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

 

Effetti collaterali comuni

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. È un evento decisamente più modesto rispetto alla chemioterapia. La diminuzione dei globuli rossi provoca diminuzione dell’emoglobina e quindi anemia, che si manifesta principalmente con sensazione di spossatezza fisica; la diminuzione dei globuli bianchi facilita l’insorgere di infezioni, il cui segno è la febbre, di solito con brivido; la diminuzione delle piastrine provoca ecchimosi, ossia lividi, o emorragie. La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi alcune settimane dopo l’inizio della terapia, e tende a restare stabile e modesta. Se la terapia prevede l’associazione con i farmaci chemioterapici, le probabilità di andare incontro a diminuzione dei globuli è più alta. Per questo sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo. Qualora si verifichi una netta diminuzione del conteggio delle cellule ematiche, la somministrazione del farmaco può venire rinviata di alcuni giorni per permettere il recupero della funzionalità del midollo osseo. Se la temperatura sale oltre 38° C o se insorgono ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, è necessario consultare l’oncologo o l’ospedale.

Tendenza ai lividi e al sanguinamento. Dipende dalla ridotta produzione di piastrine, che favoriscono la coagulazione. Informate l’oncologo se compaiono lividi o piccole emorragie di cui ignorate la causa, comprese complicanze nel processo di cicatrizzazione delle ferite.

Trombosi. Se compaiono dolore, sensazione di calore, gonfiore o sensibilità localizzati a un arto, oppure dolore toracico, informate immediatamente l’oncologo che vi ha in cura perché potrebbero essere i segni di una trombosi. A volte, durante il trattamento, l’oncologo può prescrivere basse dosi di aspirina per prevenire questi disturbi. Non assumere farmaci contenenti aspirina a meno che non siano stati prescritti dall’oncologo.

Diarrea e disidratazione. È opportuno che il paziente sia monitorato e sottoposto ad idratazione continua poiché è molto comune l’insorgenza della diarrea. Può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici. Se si presentasse in forma severa, potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia. In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

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Effetti collaterali meno frequenti

Ipertensione. Qualora si riscontrasse un aumento dei valori della pressione sanguigna è opportuno informare l’oncologo. L’innalzamento della pressione può essere facilmente controllato assumendo farmaci antipertensivi.

Tendenza alla formazione di fistole. è un effetto riscontrato a seguito delle infusioni con aflibercept, sia in siti gastrointestinali che non gastrointestinali (anali, enterovescicali, enterocutanee, colo vaginali, di siti intestinali). Informare l’ocologo qualora ritenga che la tossicità del farmaco sia troppo elevata per un’eventuale interruzione del trattamento.

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Ulteriori informazioni

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.

Gravidanza e fertilità. Non vi sono dati sufficienti sugli effetti del farmaco a lungo termine, per cui sono sconsigliate in modo assoluto le gravidanze durante la terapia. Se questo farmaco viene somministrato assieme ai chemioterapici, è necessario ricordare che il periodo durante il quale è sconsigliato intraprendere una gravidanza dura cinque anni dal termine della chemioterapia.

Reazioni allergiche. L’aflibercept, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, e in questo caso richiedono un trattamento appropriato.

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AIMaC è grata alla dott.ssa Giulia Iardella, collaboratrice IRCCS San Raffaele Pisana, per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: marzo 2017
Titolo originale: Aflibercept (Zaltrap®)

Letto 8356 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Maggio 2017
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