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Ramucirumab (Cyramza®)

Che cos’è il ramucirumab

Qual è il principio di azione

Che aspetto ha

Come si somministra

Potenziali effetti collaterali

Ulteriori informazioni


 

Che cos’è il ramucirumab

Il ramucirumab, comunemente noto con il nome commerciale di Cyramza, è una sostanza che appartiene alla classe di farmaci antitumorali che prendono il nome di anticorpi monoclonali. Può essere utilizzato sia da solo che in combinazione con altri farmaci antitumorali e in particolare si evidenziano le seguenti indicazioni:

- in associazione a paclitaxel è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma gastrico avanzato o con adenocarcinoma della giunzione gastro-esofagea in progressione di malattia dopo precedente chemioterapia con platino e fluoropirimidine;

- in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma gastrico avanzato o con adenocarcinoma della giunzione gastro-esofagea in progressione di malattia dopo precedente chemioterapia con platino o fluoropirimidine, per i quali il trattamento in associazione a paclitaxel non è appropriato;

- Ramucirumab in associazione a FOLFIRI (irinotecan, acido folinico e 5-fluorouracile) è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma del colon-retto metastatico (mCRC) in progressione di malattia durante o dopo precedente terapia con bevacizumab, oxaliplatino e fluoropirimidina; - in associazione a docetaxel è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico in progressione di malattia dopo precedente chemioterapia con platino.

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Qual è il principio di azione

Gli anticorpi monoclonali sono sostanze sintetiche, prodotte in laboratorio, in grado di distruggere alcuni tipi di cellule tumorali limitando al minimo il danno per le cellule sane. La loro funzione è quella di riconoscere determinate proteine (recettori) presenti sulla superficie di alcune cellule tumorali. Quando l’anticorpo monoclonale riconosce la presenza del recettore sulla superficie della cellula tumorale, vi si aggancia (come una chiave che s’inserisce nella serratura: ogni chiave può infilarsi in una sola serratura).

In questo modo stimola il sistema immunitario dell’organismo ad aggredire le cellule neoplastiche e può anche indurre queste ultime ad autodistruggersi, oppure blocca il recettore impedendogli di legarsi ad una proteina diversa che stimola la crescita delle cellule neoplastiche. Di conseguenza, non solo le cellule tumorali non sono più in grado di crescere e di prolificare, ma non si possono formare nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. Venendo in questo modo a mancare l’apporto di ossigeno e di nutrienti, il tumore ‘si affama’, e di conseguenza si restringe o quanto meno smette di crescere.

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Che aspetto ha

Il ramucirumab è un per una soluzione da infusione; il concentrato ha un aspetto da limpido a leggermente opalescente e la soluzione da incolore a leggermente gialla.

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Come si somministra

Il ramucirumab si somministra per infusione in vena (somministrazione goccia a goccia) attraverso una cannula (un tubicino sottile che viene introdotto nella vena del braccio o della mano). Ogni infusione ha una durata di circa due ore.

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Potenziali effetti collaterali

Le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nela scheda sul farmaco colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con ramucirumab.

È opportuno sapere che gli effetti collaterali possono essere diversi se il ramucirumab è somministrato in associazione con farmaci chemioterapici. In generale, il ramucirumab può provocare astenia, ossia sensazione di stanchezza, e diminuzione dell’appetito; entrambe possono insorgere in forma lieve o anche in forma severa. L’astenia può essere legata all’anemia. È sempre consigliabile discuterne con l’oncologo.

La scheda sul farmaco prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti in modo che siate preparati qualora dovessero verificarsi. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente accuserete. Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nella scheda sul farmaco, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

 

Effetti precoci

Reazioni allergiche. Il ramucirumab, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, ed in questo caso richiedono un trattamento appropriato.

Sintomi simil-influenzali. Comprendono febbre e brividi accompagnati da astenia e debolezza generale. Possono insorgere a distanza di molte ore dalla somministrazione del ramucirumab, ma non durano a lungo. Può essere utile assumere un antiinfiammatorio (ad esempio tachipirina).

Nausea e vomito. Nonostante il ramucirumab non sia un farmaco chemioterapico tradizionale, questi sintomi possono insorgere ugualmente, e durare anche per alcuni giorni. Di solito la nausea è di intensità modesta ed è sufficiente assumere un antiemetico; il vomito è altrettanto comune. Per chi riceve il ramucirumab in associazione alla chemioterapia, le probabilità di accusare questi sintomi è decisamente più alta.

Innalzamento della pressione. Nella maggior parte dei casi l'ipertensione è stata gestita con un trattamento antipertensivo standard. Nei pazienti trattati con ramucirumab la pressione sanguigna deve essere monitorata.

 

Effetti tardivi

Insorgono dopo alcune settimane di trattamento e comprendono:

Riduzione del numero di globuli bianchi. Poiché i globuli bianchi sani aiutano l’organismo a combattere le infezioni, se il loro numero cala, aumenta il rischio. Questo raggiunge il livello massimo durante il trattamento e nei due mesi successivi. Si consiglia una terapia antibiotica e antivirale durante il trattamento con ramucirumab e per almeno due mesi successivi. In alcuni pazienti, la riduzione dei globuli bianchi prodotti dal midollo osseo può persistere fino ad un anno dopo il trattamento.

Problemi di coagulazione sanguigna. Sono dovuti alla ridotta produzione di piastrine. Di conseguenza, aumenta il rischio di sanguinamento e rigenerazione delle ferite. Possono manifestarsi inoltre, episodi di epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso) Sarete sottoposti a regolari esami del sangue per tenere sotto controllo i livelli delle piastrine.

Perforazioni gastrointestinali. Il Ramucirumab svolge un’azione antiangiogenica (ovvero inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da quelli già esistenti) e può aumentare il rischio di perforazioni gastrointestinali. Pertanto deve essere definitivamente sospeso nei pazienti che presentano tale sintomatologia.

 

Effetti meno frequenti

Comprendono diarrea, dolori addominali, irritazioni cutanee, mancanza di respiro o tosse. Informate l’oncologo che vi ha in cura o l’infermiere/a se notate uno di questi sintomi, affinché possano prescrivere un farmaco adeguato.

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Ulteriori informazioni

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, comunicate all’oncologo quali farmaci assumete prima di cominciare il trattamento e consultatelo prima di assumere altri farmaci.

Gravidanza e fertilità. Non vi sono dati sufficienti sugli effetti del farmaco a lungo termine, per cui sono sconsigliate in modo assoluto le gravidanze durante la terapia. Se questo farmaco viene somministrato assieme ai chemioterapici, è necessario ricordare che il periodo durante il quale è sconsigliato intraprendere una gravidanza dura cinque anni dal termine della chemioterapia.

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AIMaC è grata alla dott.ssa Giulia Iardella, collaboratrice IRCCS San Raffaele Pisana, per la revisione critica del testo.

Ultima revisione: febbraio 2017
Titolo originale: Ramucirumab (Cyramza)

Letto 14263 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Marzo 2017
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