aimac logo

La storia di Chiara

Chi sei? Parlaci un po’ di te

Ciao, mi chiamo Chiara, ho 31 anni, fino all'anno scorso ero una bellissima e felice ragazza. Lavoravo come segretaria in una grossa azienda del Nord Italia, avevo un compagno con il quale convivevo, avevamo appena adottato un cane e progettavamo di sposarci e mettere su famiglia. I nostri lavori finalmente erano stabili, la casa era sistemata, tutto procedeva al meglio.
Io sono sempre stata una ragazza solare e molto allegra, mi allenavo 5 giorni a settimana, il weekend eravamo sempre da qualche parte a divertirci e facevamo tanti piccoli viaggi in giro per la penisola. Insomma, tutto bellissimo. Certo, mi lamentavo del lavoro, delle cosce troppo grosse....cose come tutte, ma sapevo che grazie ai miei lunghissimi capelli ed un sapiente abito sarei stata una sposa meravigliosa.

Arriviamo alla comunicazione della tua diagnosi, come ti sei sentito/a in quel momento?

Poi piano a piano ho cominciato a sentirmi sempre più stanca, negativa, gonfia e dolorante. I medici continuavano a farmi esami dai quali non risultava assolutamente nulla, ma io continuavo ad avere mal di pancia. Un giorno ero davvero sfinita ed il mio compagno mi porta in pronto soccorso. E li scoprono subito delle masse in addome. Dopo vari esami, decidono di operarmi per capire cosa avessi, e si comincia a parlare di tumore. Si aspetta la biopsia per la conferma ma siamo a marzo 2020 e la pandemia rallenta parecchio le cose. Alla fine si scopre essere un linfoma ma serviranno ulteriori analisi per capire di che tipo. Il giorno che scoprirono cos'era, mi dissero"è un linfoma estremamente aggressivo, dovrai fare chemioterapie ad alte dosi, in regime di ricovero, sei cicli da un mese". Era il mercoledì mattina del 24 marzo, alle 11.00 e quello stesso pomeriggio sono stata ricoverata per cominciare la terapia per il linfoma di Burkitt Al quarto stadio.

Chi ti è stato accanto?

Il mio compagno,in maniera incredibile. Mi ha sempre amata e ancora mi ama, così malconcia com'ero e come sono. E la mia mamma, anche se le cose sono state molto complicate per via della pandemia e della malattia così rara ed aggressiva.

Credi che il percorso che hai/stai affrontando ti abbia reso/a una persona diversa?

Certo, non sono assolutamente la stessa persona, fisicamente soprattutto. Sono fragile e dolorante, piena di problemi, molto ingrassata, con i capelli corti. Insomma, quella bellissima ragazza felice, non esiste più, chi ci sia al suo posto lo devo ancora capire. Non posso dire di amare di più la vita come dicono molti, perché io già l'amavo moltissimo prima. Ero appagata e felice e non c'è nessun lato positivo nella mia esperienza.

Com'è avvenuto il tuo incontro con Aimac?

Vi ho cercati online, per avere informazioni sul percorso che avrei dovuto affatto, dato che purtroppo per via della pandemia e dell'urgenza, non ho potuto informarmi. Grazie a voi hi scoperto molte cose su quello che sarebbe capitato al mio corpo, ma anche sui miei diritti.

Chi sei oggi?

Oggi sono una ragazza di 31 anni, molto solitaria mio malgrado. Il mio midollo non funziona bene e devo proteggermi da incontrare persone, inoltre ho molti dolori dovuti ad aderenze addominali. Ma nonostante questo ho deciso di dare sfogo alla mia passione per il ricamo ed ho messo su un piccolo marchio handmade, che mi aiuta a passare il tempo in queste lunghissime giornate solitarie.

Perché hai deciso di condividere la tua storia?

Credo che la mia esperienza così estrema, possa essere d'aiuto per chi deve affrontare un percorso simile, per dare speranza anche a chi riceve una diagnosi in giovane età, anche di malattie rare ed aggressive. A questo scopo ho tenuto un diario, non per me, ma per chi ne avesse bisogno.

ATTENZIONE!

Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica.

Pur garantendo l'esattezza e il rigore scientifico delle informazioni, AIMaC declina ogni responsabilità con riferimento alle indicazioni fornite sui trattamenti, ricordando a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante.


© AIMAC 2019. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione e la trasmissione in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, comprese fotocopie, registrazioni o altro tipo di sistema di memorizzazione o consultazione dei dati sono assolutamente vietate senza previo consenso scritto di AIMaC.