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- Procedura telematica INPS

La domanda per l’ottenimento di qualunque beneficio assistenziale deve essere presentata all’INPS esclusivamente per via telematica [1]. Per farlo è necessario munirsi di un codice PIN che si richiede

-    attraverso il sito INPS seguendo le istruzioni per la registrazione;
-    attraverso il numero verde INPS 803164.

oppure essere in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

La procedura telematica prevede due fasi iniziali distinte, ma connesse e consequenziali:

1. certificato medico digitale: è rilasciato da un medico certificatore accreditato [2], in possesso di apposito PIN, il quale compila online sul sito INPS la certificazione medica richiesta (inclusa una breve descrizione della diagnosi e dello stato obiettivo di salute), attestando anche, qualora ne ricorrano le condizioni, che il malato:

  • non è in grado di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore;
  • non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua;
  • è affetto da malattia neoplastica in atto [3];
  • è affetto da patologia grave [4]; e che
  • sussistono controindicazioni mediche che ne rendono rischioso o pericoloso lo spostamento dal domicilio.

Il medico invia la certificazione per via telematica e rilascia la stampa originale firmata da esibire all’atto della visita, unitamente alla ricevuta di trasmissione con il numero del certificato, un codice fondamentale che consente al sistema di abbinare il certificato medico alla domanda;

2. domanda per l’accertamento dello stato di invalidità e di handicap. una volta ottenuto il PIN ed entro e non oltre 30 giorni dall’invio della certificazione da parte del medico, è necessario accedere al sito INPS per compilare la domanda vera e propria. Dopo aver inserito tutti i dati richiesti, incluso il numero del certificato telematico riportato sulla ricevuta rilasciata dal medico, s’invia telematicamente la domanda. Il sistema rilascia  automaticamente una ricevuta che può essere stampata.

Nella domanda è possibile indicare i giorni di indisponibilità a presentarsi alla visita.

Se oltre a richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile [5], si desidera usufruire anche dei benefici previsti dalla legge sull’handicap [6], anche se la procedura dovrebbe essere unificata per legge [7] è bene specificare nella domanda che si richiede la visita medico-legale per l’accertamento dell’esistenza dei requisiti previsti dalle due leggi, evitando così di essere sottoposti a due visite medico-legali. Nella domanda è possibile richiedere anche il contestuale accertamento dello stato di disabilità ai fini del collocamento obbligatorio [8].
La domanda può essere presentata anche tramite il patronato o le associazioni dei disabili abilitate.

Tempi e iter: Completata la procedura, il sistema genera la ricevuta attestante l’avvenuta ricezione da parte dell’INPS della domanda e del relativo certificato medico. Sulla ricevuta sono riportati anche luogo, data e orario della convocazione davanti alla Commissione Medica della ASL territorialmente competente per la visita medica. La Commissione medica è tenuta a fissare la data della visita entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda [9]. In caso di impedimento si hanno 30 giorni di tempo (dalla data della domanda) per richiedere un nuovo appuntamento.

Nel caso in cui lo spostamento per recarsi alla visita medica comporti un grave rischio per la salute dell’interessato, è possibile richiedere la visita domiciliare entro e non oltre 5 giorni prima dell‘appuntamento per la visita. La richiesta verrà valutata dal Presidente della Commissione Medica.

Nel caso in cui, a pochi giorni dall’appuntamento, un evento imprevisto impedisca di presentarsi alla visita medica, è necessario comunicarlo (meglio se a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno anticipata per fax) alla ASL presso la quale siete stati convocati, che sposta l'appuntamento. La ASL fissa comunque un nuovo appuntamento anche in caso di mancato preavviso, solo che alla successiva mancata presentazione senza preavviso la domanda sarà archiviata e dovrà essere ripresentata.

La presenza del medico di fiducia (oncologo, medico di famiglia, medico legale) alla visita medico-legale è consigliabile per sostenere le ragioni dell’interessato, ma anche per illustrare adeguatamente alla Commissione Medica la documentazione sanitaria (cartella clinica, referti diagnostici/istologici, ecc.), le caratteristiche della malattia, del piano terapeutico e delle disabilità connesse e conseguenti. Poiché la Commissione Medica potrebbe trattenere la documentazione sanitaria, è bene portare con sé una copia (che la Commissione può autenticare contestualmente su richiesta) per non rimanere sprovvisti degli originali.

Dopo la visita alla ASL si riceve un verbale 'provvisorio' che ha efficacia immediata ai fini del godimento dei benefici connessi allo stato di invalidità e di handicap, ma è 'definitivo' solo se validato dal medico responsabile del centro medico legale INPS territorialmente competente, il quale può anche sospenderne gli effetti e decidere di convocare a visita l’interessato [10]. Il verbale ‘definitivo’ è inviato telematicamente all’interessato alla conclusione dell’iter sanitario.

Completata la fase di accertamento sanitario l’INPS invia all’interessato il verbale in versione integrale (contenente tutti i dati sensibili) e in versione ‘ridotta’ (contenente solo la valutazione finale) per eventuali esigenze amministrative. La copia del verbale è disponibile anche attraverso il sito INPS per i possessori dell’apposito codice PIN. Se è stato riconosciuto il diritto a una prestazione economica, l’INPS apre la fase di verifica amministrativa dei requisiti socio-economici e delle modalità di pagamento, richiedendo all’interessato di fornire, sempre per via telematica, i dati richiesti relativi alla condizione reddituale e personale. I tempi di erogazione dei benefici economici spettanti sono al massimo 120 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Talvolta, il certificato attestante lo stato di invalidità e/o di handicap è rilasciato ancora in unico esemplare; pertanto, è consigliabile esibirlo e consegnarlo solo in copia, eventualmente autenticata, a tutti i soggetti e istituzioni che lo richiedano.

Aggravamento: Se la malattia progredisce, l’interessato può richiedere l’accertamento dell’aggravamento dello stato di salute. Alla domanda è necessario allegare adeguata documentazione attestante il peggioramento della patologia tumorale per la quale sono stati richiesti l’invalidità e l’handicap.

Revisione:
Se lo stato di invalidità o di handicap è riconosciuto per un periodo temporaneo, l’interessato deve sottoporsi alla visita di revisione da parte della Commissione medica prima della data indicata nel verbale di accertamento. È comunque consigliabile richiedere per via telematica di essere sottoposti alla visita di revisione prima della scadenza per evitare l'interruzione delle prestazioni assistenziali che decadono alla data indicata nel verbale (Circolare INPS n. 149/2012).

Con riferimento all'aggravamento e alla revisione, si segnala che chi richiede il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni e indennità (comunque denominati) spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in sede amministrativa (invalidità civile, cecità civile e sordomutismo), non può presentare domanda per la stessa prestazione fino a quando non sia esaurito l’iter amministrativo o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato [11]. In caso contrario, la domanda sarà dichiarata irricevibile.

Ricorso: Se il verbale di accertamento della Commissione Medica della ASL (validato da giudizio definitivo dell’INPS) non riconosce totalmente o parzialmente la condizione di invalidità o la  gravità dell'handicap o la necessità dell'indennità di accompagnamento o di frequenza, è possibile ricorrere al Tribunale competente. Dal 1° gennaio 2012 il giudizio vero e proprio deve essere preceduto da una istanza di accertamento tecnico-preventivo [12] che deve essere presentata alla sezione lavoro e previdenza del Tribunale territorialmente competente tramite un avvocato, entro e non oltre 180 giorni dalla data di ricevimento del verbale di accertamento.  L'accertamento tecnico-preventivo è una fase preliminare alla “causa” vera e propria e ha lo scopo di verificare la condizione sanitaria dell’interessato. Il giudice nomina un medico legale, che può essere affiancato dai medici legali nominati dall’INPS e dall’interessato. Il medico legale, esaminata la documentazione ed eventualmente visitato l’interessato, presenta al Tribunale una relazione. Se il suo parere è favorevole e non vi sono contestazioni, l’INPS deve procedere al pagamento delle prestazioni dovute entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento emanato dal giudice; in caso contrario, il ricorso giudiziale deve essere presentato in Tribunale entro 30 giorni dal deposito delle contestazioni [13].

Qualora l’INPS non riconosca il diritto ai benefici economici derivanti dall'invalidità per motivi diversi da quelli sanitari (mancanza dei requisiti reddituali, incompatibilità delle prestazioni, ecc.), è possibile proporre ricorso amministrativo al Comitato Provinciale dell’INPS entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento di diniego. In caso di mancata risposta o mancato accoglimento del ricorso entro 90 giorni, è possibile ricorrere al Tribunale (sezione lavoro e previdenza) territorialmente competente con l’assistenza del legale di fiducia.



[1] L. 102/2009 di conversione con modifiche del D.L. 78/2009 (cosiddetto decreto anticrisi) art. 20. (entrata in vigore il 1° gennaio 2010 ed approvata anche a seguito delle sollecitazioni da parte della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.) e di AIMaC sulle disparità territoriali di accesso ai servizi assistenziali per i malati oncologici). Circolare INPS n.131 del 28.12.2009.

[2] L’elenco dei medici certificatori accreditati è pubblicato sul sito dell’INPS.

[3] L. 80/2006 di conversione del D. L. 4/2006 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’11.3.2006 e entrata in vigore il 12 marzo 2006.

[4] D.M. 2/8/2007 “Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante”.

[5] L. 118/1971.

[6] L. 104/1992.

[7] L. 80/2006 di conversione del D. L. 4/2006.

[8] L. 68/1999.

[9] L. 80/2006 di conversione del D. L. 4/2006. Per l’approvazione di questa disposizione in particolare è stato determinante il ruolo del volontariato oncologico attraverso l’azione di AIMaC e F.A.V.O.

[10] Art. 20 della L. 102/09.

[11] Ai sensi dell’art. 56, comma 2, della lL. 69/2009, “L’art. 11 della L. 222/1984, si applica anche alle domande volte a ottenere il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni e indennità comunque denominati spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo”. Ai sensi dell’art. 11 della L. 222/1984 “...l’assicurato che abbia in corso o presenti domanda intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto all’assegno di invalidità o alla pensione di inabilità… non può presentare ulteriore domanda per la stessa prestazione fino a quando non sia esaurito l’iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato”.

[12] Artt. 445-bis e 696-bis del Codice di Procedura Civile.

[13] Art. 445-bis codice di procedura civile. “Accertamento tecnico preventivo obbligatorio”.

 

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