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Che cos’è il melanoma?

Il melanoma è un tumore maligno della cute, che origina da alcune cellule dette melanociti. Per capire che cos’è il melanoma è utile saperne di più sulla cute e sui melanociti.

La cute

La cute è l’organo più esteso di tutto il corpo. Si compone di due strati principali: l’epidermide e il derma.
L’epidermide è lo strato più superficiale; è costituita principalmente da cellule piatte, di aspetto simile a quello delle squame dei pesci e per questo definite cellule squamose. Al di sotto di queste, si trovano delle cellule rotonde dette cellule basali. La parte più profonda dell’epidermide contiene anche i melanociti.

Nel derma, che è lo strato più profondo della cute, sono presenti vasi sanguigni, vasi linfatici, follicoli piliferi e una serie di ghiandole. Tra queste le ghiandole sudoripare, che producono il sudore necessario a regolare la temperatura corporea, e le ghiandole sebacee che secernono il sebo. Il sudore e il sebo raggiungono la superficie attraverso minuscoli fori detti pori.
La cute svolge molteplici funzioni: ci protegge dai raggi solari, dalle ferite e dalle infezioni; regola la temperatura corporea; assorbe l’acqua e i grassi e produce la vitamina D.

Melanociti e nevi

I melanociti sono cellule presenti nello strato più profondo dell’epidermide. Producono e contengono la melanina. Dai melanociti dipende il normale colorito della pelle: quando ci esponiamo al sole, la pelle si abbronza, perché i raggi solari, in particolare gli ultravioletti ,  inducono la comparsa di sostanze tossiche, che sono catturate e ‘bruciate’ dai melanociti. Il prodotto finale di questa combustione, la melanina, è eliminato attraverso le cellule più superficiali dell’epidermide, che assume, in tal modo, il colore più scuro che chiamiamo abbronzatura.

I melanociti sono di regola cellule singole, ma a volte crescono a grappolo formando noduli compatti di cellule benigne detti nevi o nei, che hanno l’aspetto di macchie scure o color carne. I nei sono ‘abitatori’ normali della pelle: si calcola che ogni italiano abbia in media 25 nei. Questi sono di forma regolare (di norma ovale e rotonda), di colore marrone di varia tonalità, piani o rilevati. Nello stesso individuo sono tutti molto simili per forma e colore. Raramente sono presenti alla nascita (nei congeniti), nella grandissima maggioranza dei casi compaiono nei primi anni di vita. Nell’adulto di regola sono stabili, benché alcuni individui possano produrre nuovi nei anche dopo i quarant’anni. Tuttavia, se sono di forma e colore simili a quelli già esistenti, non sono sospetti.

Fino ad alcuni anni fa i nei congeniti erano considerati molto pericolosi: oggi si sa che il rischio che su un neo congenito possa svilupparsi un tumore cutaneo è un po’ più alto rispetto a quello della cute normale, ma si tende a non drammatizzare. Se un dermatologo esperto, dopo un accurato esame, ritiene che si possa escludere il sospetto di un tumore (evento, per altro, molto raro nell’infanzia), è possibile programmarne senza fretta l’asportazione, che sarà eseguita in anestesia locale. Oggi è accertato che la rimozione chirurgica di un neo non può indurre una trasformazione maligna. Se si pensa che la propria immagine sia in qualche modo ‘deturpata’ da un neo esteticamente sgradevole, è possibile farlo asportare con assoluta tranquillità, verificando solo che il chirurgo richieda l’esame microscopico, assolutamente indispensabile per una diagnosi sicura.

Se il dermatologo non è in grado di escludere il sospetto di tumore, deve consigliare la rimozione chirurgica del neo per avere la conferma diagnostica: l’osservazione protratta nel tempo di lesioni di dubbia natura può comportare il rischio di ritardare la diagnosi. Una volta rimosso con un margine di cute sana di 1 o 2 mm, il neo non si riformerà, ma qualora dovesse ricomparire sulla cicatrice del precedente intervento, sarà necessario un secondo intervento.

Il melanoma

Il melanoma della cute è dovuto alla trasformazione maligna dei melanociti. Può comparire in qualunque superficie cutanea e in entrambi i sessi. Nei maschi si sviluppa più spesso al tronco, nelle femmine agli arti inferiori.

Il melanoma si sviluppa attraverso due fasi evolutive:

1. fase di crescita orizzontale, in cui l’aggressività della malattia è più teorica che pratica;
2. fase di crescita verticale, in cui acquisisce le caratteristiche di aggressività e la capacità di formare metastasi.

Le cellule tumorali possono diffondersi attraverso i vasi linfatici o i vasi sanguigni: nel primo caso raggiungono i linfonodi regionali, nel secondo organi importanti quali polmoni, fegato, cervello, ecc. La probabilità di diffusione delle cellule tumorali è tanto più elevata quanto maggiore è lo spessore massimo del tumore.

È oggi possibile riconoscere il melanoma nella fase di crescita orizzontale. Per questo è molto importante la diagnosi precoce: è necessario imparare a conoscere la propria pelle.

Informazioni aggiuntive

Letto 309 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Luglio 2013

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