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8. Quali effetti può causare la radioterapia?

Sulla pelle della zona irradiata
Durante il trattamento radioterapico esterno la pelle della zona irradiata può subire delle alterazioni. In un primo tempo si arrossa e diviene più secca. Può talvolta ‘rompersi' in qualche punto e trasudare: questo può avvenire soprattutto nelle pieghe cutanee (ascella, solco sottomammario, inguine) e in particolare se il trattamento è effettuato nel periodo estivo.

In questa fase è importante indossare indumenti morbidi, evitando  indumenti troppo aderenti o che procurino attrito cutaneo nei punti delicati inclusi nel campo di trattamento.
Nel caso si dovesse fare uso di cerotti, si consiglia il tipo anallergico o di carta, applicandoli possibilmente al di fuori dell'area irradiata.

È opportuno lavarsi con acqua tiepida e sapone neutro e asciugarsi delicatamente, senza strofinare l'asciugamano con troppa energia.
Sono anche da evitare impacchi caldi o freddi, se non suggeriti dal medico, come anche lozioni, creme, polveri cosmetiche e altro sulla zona irradiata.

L'esposizione prolungata al sole durante il trattamento è da evitare, specialmente se la cute è arrossata.
La pelle può assumere un colore bruno che si può protrarre nel tempo.

Su capelli e peli
La perdita dei capelli durante il trattamento radioterapico si ha solo nel caso in cui una parte o tutto il cuoio capelluto sia compreso nel campo di trattamento. La ricrescita in tali zone dipende dalla dose che i bulbi piliferi hanno ricevuto. Ciò vale anche per i peli in altre zone del corpo.

Per gli uomini, nel caso di un trattamento radioterapico che comprenda la pelle del volto, si raccomanda di radersi con la massima delicatezza. È preferibile l'uso del rasoio elettrico.
Per le donne si sconsiglia la depilazione dell'area irradiata.

Per ulteriori informazioni sulla caduta dei capelli si consiglia la lettura del libretto La caduta dei capelli, che fa parte della Collana del Girasole di AIMaC.

Sull'encefalo
La radioterapia sul cervello può provocare mal di testa, nausea, vomito e talvolta un peggioramento transitorio dei sintomi già presenti. Una terapia cortisonica può mitigare o annullare questi sintomi.

Sulle mucose della bocca e della gola
Così come la pelle della zona irradiata subisce dei cambiamenti, anche le mucose della bocca e della gola possono subire alterazioni e irritarsi, con conseguenti difficoltà di masticazione.

L'irradiazione delle aree della bocca in cui sono presenti le papille gustative può avere come conseguenza alterazioni del gusto. Il paziente sentirà sapori amari o metallici e avrà repulsione per i cibi salati o per quelli dolci. Questo disturbo di solito compare durante il trattamento radioterapico e permane per un periodo da 6 a 10 settimane dopo la fine del trattamento prima che il gusto si normalizzi.

L'infiammazione della bocca conseguente al trattamento radioterapico in questa sede consiglia anche di ricorrere a cibi teneri, adeguatamente idratati e conditi, in modo da facilitarne la deglutizione. Da evitare i cibi irritanti quali agrumi (arancia, pompelmo, limone), cibi speziati o molto salati.

Nella gola vi sono la faringe e la laringe, che possono reagire alla radioterapia sia manifestando difficoltà ad ingoiare, sia con un abbassamento della voce.

Per ulteriori consigli pratici sull'alimentazione per i malati di cancro si consiglia la lettura del libretto La nutrizione nel malato oncologico, che fa parte della Collana del Girasole di AIMaC.

Sulla saliva
Alla fine del trattamento radioterapico, se le ghiandole salivari maggiori (le parotidi) sono state incluse nel campo di trattamento fino ad una certa dose (superiore a 25-30 Gy), la quantità della saliva diviene scarsa, con conseguente difficoltà di masticazione e deglutizione del cibo.

La scarsità della saliva e la sua alterazione di consistenza possono permanere a lungo dopo la fine del trattamento radioterapico, anche per sempre. Si consiglia, pertanto, di sciacquare frequentemente la bocca, soprattutto dopo ogni pasto, per detergere le mucose e i denti.

Masticare una gomma, preferibilmente priva di zucchero, può stimolare la produzione di saliva.
Devono essere evitati cibi che richiedono una masticazione intensa, cioè tutti quelli privi di contenuto acquoso. Il cambio di dieta può comportare una perdita di peso che può essere compensata con cibi ipercalorici.

Una particolare cura deve essere dedicata alla pulizia dei denti, che non sono più protetti da una salivazione normale: aumenta il pericolo di carie e la presenza di tartaro. Si consiglia una pulizia periodica dal proprio dentista, l'uso frequente di dentifrici al fluoro e del filo interdentale, la pulizia con idropulsore con soluzione di bicarbonato di sodio, sciacqui frequenti, specie dopo i pasti, con infusi alla camomilla o alla malva, che hanno un potere sfiammante e rinfrescante.

Sulla mammella
I disturbi dovuti al trattamento in questa sede sono di solito modesti e sono legati all'eventuale arrossamento della pelle. I punti più delicati sono costituiti dall'areola mammaria, dal capezzolo e dal solco sottomammario, specialmente per seni di grosse dimensioni.

Si consiglia di ridurre al minimo l'uso del reggiseno, indossando solo magliette di cotone larghe e soffici.
Il reggiseno, se usato, non deve avere sostegni metallici e deve comunque essere confortevole. Se la pelle in qualche punto dovesse rompersi il medico consiglierà i rimedi opportuni.

Sul polmone
II trattamento può interessare anche zone piuttosto estese e ciò può causare una stanchezza marcata.
Verso la fine del trattamento possono verificarsi disturbi legati all'infiammazione dell'esofago con conseguente difficoltà di deglutizione e dolore al passaggio del cibo. Anche la nausea e, più raramente, il vomito possono essere presenti, ed in tali casi può essere importante l'assunzione di farmaci in grado di mitigare questi sintomi.

Dopo 10-15 settimane dalla fine della radioterapia possono comparire tosse e difficoltà respiratoria, che richiedono l'intervento del medico e che possono essere legate ad un'infiammazione del polmone compreso nell'area irradiata. Tali sintomi si attenuano con cure mediche e scompaiono, in genere, entro 2-4 settimane.

Sull'addome
Nell'addome sono localizzati vari organi molto sensibili alle radiazioni, che, se compresi nell'area di trattamento, reagiscono secondo le loro peculiari funzionalità.
Se il campo di irradiazione comprende una porzione piccola o grande dello stomaco, la nausea e il vomito possono divenire un sintomo comune. Per limitare la nausea si consiglia di evitare i cibi per i quali è avvertito disgusto, mentre il medico valuterà un'adeguata terapia di supporto.

Se compare vomito, è opportuno consumare pasti piccoli e frequenti e bere molto per evitare la disidratazione, se il vomito è stato particolarmente abbondante. Anche in questi casi deve essere valutata un'adeguata terapia di supporto con farmaci specifici detti antiemetici.
La diarrea può insorgere quando l'intestino è compreso nel campo di trattamento. In tali casi, oltre alle medicine appropriate, può essere utile una dieta di almeno 1,5 litri di liquidi al giorno, piccoli pasti ricchi di proteine, sali minerali, sodio e potassio, ma poveri di fibre. Sono, pertanto, da evitare legumi, frutta cotta e cruda, verdure.

Se il campo di irradiazione comprende l'addome inferiore, i disturbi sono legati ad organi quali la vescica, il retto e l'ano. La vescica può reagire con uno stato di infiammazione di diversa entità, che può manifestarsi con bruciore ad urinare o addirittura sangue nelle urine. Il retto e l'ano, le porzioni più basse dell'intestino, s'infiammano causando bruciore, sanguinamento e comparsa di emorroidi.

Per ulteriori consigli pratici sull'alimentazione per i malati di cancro si consiglia la lettura del libretto La nutrizione nel malato oncologico, che fa parte della Collana del Girasole di AIMaC.

 
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