L'obiettivo di questo libretto, che ha carattere puramente informativo, è di aiutare i malati di cancro ed anche i loro familiari ed amici a saperne di più sulla
fatigue nel tentativo di rispondere, almeno in parte, alle domande più comuni relative alla diagnosi e al trattamento di questa sindrome.
La
fatigue è l'insieme di sintomi fisici e psichici tra i più debilitanti e meno trattati nei malati di cancro. Se si pensa che ne soffre fino al 90% dei pazienti, si può parlare di una vera e propria ‘malattia' nella malattia, che spesso può persistere anche dopo la fine del trattamento. Il numero di pazienti che lamentano
fatigue cresce nel corso della chemioterapia e con gli altri trattamenti concomitanti messi in atto.
Secondo quanto affermano gli stessi pazienti, la
fatigue influisce pesantemente sulla vita di ogni giorno: l'89% la ritiene il sintomo che condiziona maggiormente le attività quotidiane; il 75% è stato costretto a modificare le abitudini lavorative; il 69% trova difficoltà a camminare a lungo e si stanca in fretta; il 55% ha perfino difficoltà ad accudire la famiglia. La
fatigue interferisce, quindi, sulle attività fisiche, mentali, emotive e anche lavorative.
Eppure, nonostante la
fatigue sia una delle manifestazioni più invalidanti e con il maggiore impatto sulla qualità della vita, secondo i risultati di una ricerca del CERGAS, il Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria dell'Università Bocconi di Milano, sono pochi i malati che riferiscono ai medici i sintomi di
astenia, debolezza, dolori muscolari, inappetenza, ansia, stress,
anemia e depressione, che sono le manifestazioni più caratterizzanti di questa sindrome.
Ciò ha una duplice motivazione: da una parte i medici sottovalutano tali sintomi, perché tendono a sovrapporli a una sindrome depressiva e a una condizione di malessere generale; dall'altra, i malati, non essendo tali sintomi ben definiti e costanti come, invece, ad esempio, il dolore, la nausea e il vomito, tendono a non esporli, ritenendo che siano parte ineluttabile e incurabile della malattia.
La
fatigue può, invece, essere curata e risolta, ma è indispensabile che il malato collabori con il medico, raccontando come l'insorgenza dell'affaticamento abbia modificato le proprie abitudini di vita e quali attività non riesca più a svolgere come prima. Da parte sua, il medico non la deve considerare una malattia immaginaria.
In considerazione dell'importanza che ha lo stato emotivo nella molteplicità di manifestazioni della
fatigue (tristezza, insonnia, depressione, sbalzi d'umore, ecc.), anche un sostegno psicologico può risultare di particolare aiuto.
Il migliore approccio per la cura della
fatigue è sicuramente quello "olistico", basato sulla persona nella sua globalità. La soluzione del problema non è mai semplice e richiede competenze specialistiche e doti di partecipazione umana.
Naturalmente, questo libretto non contiene indicazioni utili a stabilire quale sia il trattamento migliore per il singolo caso, in quanto l'unico a poterlo fare è il medico curante che è a conoscenza di tutta la storia clinica del paziente
Per ulteriori informazioni è disponibile il servizio offerto dall’
helpline di
AIMaC, un’équipe di professionisti esperti in grado di rispondere ai bisogni dei malati di cancro e dei loro familiari, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 - numero verde 840 503579, e-mail
mailto:%20info@aimac.it.