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Lo Statuto originario

AIMaC ha adottato un nuovo statuto. Lo ha deciso l'assemblea dei soci svoltasi a Ischia il 13 giugno 1998. Le modifiche apportate al vecchio Statuto sono state rese esecutive nel corso della assemblea svoltasi a Roma il 30 giugno 1998 alla presenza del notaio Ettore De Marzio. Si è trattato di un adeguamento reso necessario in seguito all'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 460/97, che ha introdotto nell'ordinamento giuridico la nuova figura delle ONLUS ( Organizzazioni non Lucrative di Utilità Sociale), enti privati con vocazione solidaristica che agiscono esclusivamente per il perseguimento di finalità sociali.

Queste organizzazioni, per le quali è prevista un'apposita anagrafe, istituita e gestita dal Ministero delle Finanze, potranno beneficiare di esenzioni e agevolazioni fiscali, in linea con la riforma della disciplina cui sono soggette le organizzazioni del cosiddetto terzo settore (enti "no profit").

Avendo già l'associazione come scopo quello di fornire informazioni e sostegno psicologico a coloro che o hanno avuto, o si sospetta che abbiano il cancro, alle loro famiglie e ai loro amici si è resa necessaria la trasformazione dell'associazione in associazione ONLUS, con adeguamento dello statuto alla normativa prevista dal Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.

STATUTO DI ASSOCIAZIONE QUALE ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA' SOCIALE (ONLUS)

TITOLO 1  -  DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 (Denominazione - sede - durata)

1. E' costituita l'Associazione denominata AIMaC "Associazione Italiana Malati di Cancro, Parenti e Amici, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale " in sigla "AIMaC ONLUS", ai sensi del D. Lgs. 4 dicembre 1997. n. 460.

2. L'Associazione ha la sede sociale e legale in Roma, V. Barberini n. 11 e potrà istituire sedi e uffici secondari anche altrove.

3. L'Associazione ha durata illimitata e svolge la propria opera in Italia e all'estero.

 Art.2  (Statuto e Regolamenti)

1. L' Associazione è disciplinata dal presente Statuto ed agisce nei limiti del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.

2. Lo Statuto vincola alla sua osservanza gli aderenti alla Associazione.

3. Il presente Statuto potrà essere modificato con delibera dell'Assemblea straordinaria.

4. Appositi Regolamenti, predisposti dal Consiglio Direttivo nel rispetto del presente Statuto ed approvati dall'assemblea ordinaria, potranno disciplinare sia dettagliati aspetti delle attività da svolgere, sia regole interne di carattere organizzativo. Le norme regolamentari cosi emanate dovranno essere rispettate da tutti i soci.

TITOLO II -  FINALITA' DELL'ORGANIZZAZIONE

Art.3 (Scopi sociali)

L'Associazione, che non ha fini di lucro, neppure indiretto, persegue in via esclusiva finalità di solidarietà sociale quali l'integrazione sociale, la valutazione e la difesa dei diritti civili rispetto al lavoro, alla pensione, all'assistenza, ecc. di chi è o è stato malato di cancro e guariti oncologici, nonché l'informazione ed il sostegno psicologico riguardo tale stato di disagio individuale e sociale. E' quindi un'associazione che si propone anche di fornire informazione e sostegno psicologico a coloro che hanno, o hanno avuto, o si sospetta che abbiano il cancro, alle loro famiglie ed ai loro amici, nonché di assumere tutte quelle iniziative che favoriscono l'integrazione sociale e civile dei soggetti svantaggiati malati di cancro e guariti oncologici, avendo riguardo alle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche sociali o familiari.

Art.4 (Finalità specifiche)

Per il raggiungimento dei propri scopi l' Associazione si propone di :

1. realizzare servizi di assistenza sociale e socio-sanitaria, nonché di supporto e sostegno all'associazionismo e alla cooperazione sociale per l'affermazione dei diritti civili dei malati di cancro, avendo particolare riguardo ad un loro eventuale e possibile inserimento lavorativo;

2. gestire attività e programmi di formazione ed addestramento, realizzati anche con l'ausilio degli enti regionali, statali e comunitari e finalizzati in particolare a favorire il superamento di disagi connessi alla malattia neoplastica siano essi di carattere sociale, psicologico o materiale;

3. attuare iniziative di ricerca, formazione e sensibilizzazione dei cittadini e degli enti pubblici sui problemi dell'emarginazione promuovendo un cambiamento culturale nei confronti della malattia che, da male incurabile diventa male curabile;

4. promuovere la cultura della prevenzione;

5. fornire informazione sui servizi, sulla loro collocazione, organizzazione e funzione allo interno delle strutture sanitarie e di accoglienza nonché sugli orari, percorsi e collegamenti dei mezzi pubblici e sulle possibilità di soggiorno e di impiego del tempo libero;

6. contribuire attivamente al miglioramento del patrimonio informativo esistente in Italia circa le necessità ed i supporti indispensabili per i malati di cancro e le loro famiglie in particolare informandoli sulle terapie, sulle possibilità di cura e sulla sempre maggiore possibilità di guarigione;

7. promuovere e favorire attraverso adeguati interventi il sorgere di nuove iniziative di associazionismo e cooperazione sociale, operanti nel medesimo settore dell'associazione, sollecitando anche l'emanazione di specifici provvedimenti legislativi a favore dei malati di cancro e delle loro famiglie.

Per la concreta realizzazione di tali attività l'Associazione ricercherà e promuoverà l'intesa e la collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale e con tutti gli altri servizi territoriali, pubblici e privati, locali e comunitari che abbiano attinenza diretta ed indiretta con il campo di intervento statutario, compresi Istituti ed Enti di ricerca.

L'Associazione inoltre ricercherà e promuoverà l'intesa con le associazioni degli utenti, gli organismi scientifici nazionali ed internazionali istituzionalmente coinvolti e con tutti gli altri soggetti collettivi, pubblici e privati che intendano operare nel campo della integrazione sociale del malato della promozione della salute.

Infine svolgerà un'attività di promozione e formazione attinente le finalità proprie, sollecitando la partecipazione di quanti condividono i fini dell'Associazione in modo da contribuire all'affermazione dei valori sociali anche tramite l'edizione e la stampa in proprio di pubblicazioni che non abbiano il carattere di stampa quotidiana e comunque sempre nei limiti e nel rispetto delle leggi vigenti in materia di stampa e di editoria e da distribuire prevalentemente ai propri soci.

E' fatto quindi divieto di svolgere attività diverse da quelle sopra indicate e più in generale diverse da quelle individuate alla lettera (a). del comma 1). dell'art.lO del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n - 460; ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

TITOLO III - I SOCI

Art.5 (Ammissione)

1. All'Associazione possono aderire, oltre ai soci fondatori, tutti i soggetti che condividono le finalità del presente Statuto e che sono in grado di partecipare al conseguimento degli scopi sociali. E' espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

2. Chi vuole aderire alla Associazione deve :

a) presentare apposita domanda scritta al Consiglio Direttivo indicando le proprie generalità, professione ed eventuale condizione di disagio e/o di malattia. In tale ultimo caso potrà indicare anche la persona del proprio rappresentante, obbligandosi a svolgere le prestazioni volontarie e gratuite che verranno richieste dal Consiglio Direttivo in quanto necessarie al raggiungimento dei fini statutari;

b) versare le quote di ammissione e i contributi annuali eventualmente richiesti.

3. L'ammissione all'Associazione è deliberata dal Consiglio Direttivo.

4. I soci si suddividono in soci fondatori, soci ordinari e soci sostenitori. Sono soci fondatori coloro che hanno partecipato alla costituzione dell'Associazione.

Sono soci ordinari coloro che successivamente alla costituzione vengono ammessi all'Associazione. Come tali partecipano attivamente alla vita dell'Associazione e devono risultare in regola con i versamenti deliberati. In tale categoria di soci rientrano anche i malati che intendono partecipare alle attività dell'Associazione. Essi hanno titolo a partecipare alle assemblee direttamente o tramite delegato. Più generalmente ad essi sono espressamente riconosciuti i diritti di cui alla lett. H) I comma, art.10, D.Leg.460/97.

Sono soci sostenitori coloro che partecipano alla atticità dell'Associazione sostenendola volontariamente contributi finanziari o di altra natura. L'ammissione a socio sostenitore viene deliberata con le stesse modalità previste per i soci ordinari.

Art.6 (Diritti dei soci)

1. Ai soci riuniti in assemblea spetta il diritto di eleggere gli organi sociali.

2. I soci hanno diritto di informazione e di controllo come stabilito dalle leggi e dallo Statuto.

3. I soci hanno diritto di essere rimborsati delle spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, ai sensi di legge e di Statuto, nei limiti e con le modalità stabilite dalla Associazione.

Art.7 (Doveri dei soci)

1. I soci devono svolgere la propria attività senza fini di lucro. 2. 1 soci sono tenuti a versare entro il termine stabilito dal Consiglio Direttivo la quota di ammissione e nel caso in cui venga deliberata anche la quota sociale annuale. L'Assemblea al termine di ciascun anno e comunque, non oltre i termini di approvazione del bilancio, stabilisce con propria deliberazione, previa proposta del Consiglio Direttivo, l'entità della quota sociale annuale che dovrà permettere la copertura dei costi di gestione sostenuti nell'anno trascorso, ma che non potrà mai eccedere gli eventuali limiti fissati dalla legge per il godimento delle agevolazioni fiscali.

Art.8 (Dimissioni - Esclusione)

1. Le dimissioni da Socio debbono essere comunicate per iscritto al Consiglio Direttivo.

2. Il Socio che, senza giustificato motivo, non provvede al versamento della quota sociale annuale quando deliberata. può essere sospeso, con deliberazione del Consiglio Direttivo, dall'esercizio dei diritti sociali.

3. il socio che contravviene ai doveri stabiliti dal presente Statuto o ai Regolamenti approvati dall'Assemblea, può essere escluso dall'Associazione, con delibera dell'Assemblea medesima o dell'Organismo da questa delegato allo scopo.

4. Sia in caso di dimissioni che di esclusione, il socio rimarrà comunque debitore delle quote sociali di sua competenza per la copertura dei costi di gestione dell'Associazione. A sua volta la quota iniziale di ammissione sarà acquisita definitivamente al patrimonio sociale.

Art.9 (La Sezione Regionale)

1. In ciascuna Regione d'Italia può essere istituita una Sezione Regionale dell'Associazione italiana malati di cancro, parenti ed amici, AIMaC ONLUS.

2. La Sezione Regionale può essere costituita con delibera del Consiglio Direttivo, quando ne facciano richiesta almeno 15 soci residenti nel territorio della regione.

3. All'atto della costituzione della Sezione, il Consiglio Direttivo nomina un proprio delegato per il coordinamento delle attività della sezione.

4. La sezione regionale ha la funzione di sviluppare ed organizzare la presenza della Associazione nel territorio permettendo una azione più opportunamente integrata con lo stesso e con le esigenze della popolazione locale. Per il funzionamento delle sezioni regionali potrà essere predisposto dal Consiglio Direttivo un apposito regolamento.

TITOLO IV - GLI ORGANI

Art.10 (Indicazione degli organi)

1 . Sono organi dell'Associazione :

a) L'Assemblea ;
b) il Consiglio Direttivo ;
c) il Presidente.

Capo I - L'ASSEMBLEA

Art.11 (Composizione)

1. L'Assemblea è costituita da tutti i soci a qualunque categoria essi appartengano.

2. Ogni socio ha diritto ad un voto e può farsi rappresentare in Assemblea, mediante delega scritta, esclusivamente da un altro socio.

3. Le deliberazioni della Assemblea, prese in conformità alla legge ed al presente Statuto, devono essere rispettate da tutti i soci.

4. Alle assemblee possono partecipare eventuali soggetti terzi che siano stati formalmente invitati per l'occasione dal Presidente.

5. L'Assemblea può delegare i propri poteri in materia di esclusione dei soci ad altro organo sociale o ad un gruppo qualificato di soci.

Art. 12 (Presidenza della Assemblea)

1. L'Assemblea presieduta dal Presidente della Associazione, ovvero, in caso di sua assenza o impedimento, da un Vicepresidente ed in subordine da persona eletta dalla Assemblea medesima.

2. Spetta al Presidente controllare la regolarità della convocazione e delle deleghe, nonché verificare il diritto di partecipazione dei soci al voto.

Art. 13 (Convocazione)

1. L'Assemblea deve essere convocata mediante avviso, contenente l'ordine del giorno con l'elenco delle materie da trattare spedito, anche via fax, a ciaseun socio almeno 8 (otto) giorni prima della data fissata per la riunione ovvero mediante pubblicazione in bollettini della Associazione o su organi di stampa. Nello stesso avviso può essere fissata una seconda convocazione per una data successiva, qualora la prima adunanza non si sia potuta validamente svolgere. In caso di urgenza l'Assemblea può essere convocata anche un giorno prima a mezzo telefax.

2. Oltre a quanto stabilito per Statuto o per legge, l'Assemblea deve essere convocata quando almeno un terzo dei soci iscritti formuli richiesta scritta e motivata al Presidente. La relativa convocazione dovrà avvenire entro 60 (sessanta) giorni dalla presentazione della richiesta.

3. L'Assemblea può essere ordinaria o straordinaria.

Art. 14 (Assemblea ordinaria)

1. L'Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno e può tenersi in qualunque luogo, purché in territorio italiano.

2. Per la validità dell'Assemblea in prima convocazione deve essere presente personalmente o per delega, almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione, che potrà tenersi solo se decorse almeno 24 (ventiquattro) ore dalla prima, l'Assemblea è valida qualsiasi sia il numero dei presenti.

3. Le deliberazioni saranno validamente assunte ove approvate dalla maggioranza dei presenti ; in caso di parità di voti prevale quello di chi presiede l'Assemblea.

4. L'Assemblea ordinaria, provvede a :

a) escludere i soci ;
b) eleggere gli organi sociali;
c) approvare il bilancio consuntivo e la relazione annuale sull'attività dell'Associazione;
d) approvare il bilancio preventivo ed il programma annuale delle attività dell'Associazione;
e) approvare, modificare o abrogare i regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il miglior funzionamento dell'Associazione.

5. Il verbale della Assemblea ordinaria sarà riportato nell'apposito libro verbali e dovrà essere firmato dal Presidente dell'Assemblea e dalla persona da questi designata a fungere da segretario della riunione.

6. L'Assemblea dei soci può delegare il potere di ammettere o escludere nuovi soci.

7. Ogni socio ha diritto di consultare il verbale e di trarne copia.

Art. 15 (Assemblea straordinaria)

1. L'Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche all'atto costitutivo e allo Statuto, sullo scioglimento dell'Associazione, sull'eventuale devoluzione del patrimonio secondo l'art.20 del presente Statuto nonché su tutti gli argomenti che la egge riserva alla sua competenza.

2. Per la validità delle deliberazioni è richiesta in prima convocazione la maggioranza assoluta dei soci iscritti. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero dei presenti.

3. Il verbale dell'Assemblea straordinaria dovrà essere redatto da un Notaio.

Capo II - IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art.16 (Composizione - Poteri)

1. Il Consiglio Direttivo è composto da sette a tredici membri, eletti dalla Assemblea ordinaria tra i soci o i rappresentanti dei soci. I suoi componenti durano in carica cinque anni.

2. A cinque componenti del Consiglio Direttivo vengono attribuite le cariche di Presidente; due Vicepresidenti; Segretario e Tesoriere. Le ulteriori e diverse cariche operative che l'associazione vorrà istituire verranno affidate ai componenti del Consiglio Direttivo che non avessero ancora ricoperto una particolare funzione.

3. Spetta al Consiglio Direttivo la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, senza limitazioni di sorta. Esso ha anche la facoltà di procedere alla compilazione di eventuali Regolamenti per il buon funzionamento dell'Associazione. Oltre a quanto già stabilito dal presente Statuto e dalla legge, è compito del Consiglio Direttivo:

a) concordare al suo interno il programma delle attività da perseguire nei limiti delle finalità istituzionali, da sottoporre poi all'approvazione dell'Assemblea;
b) eseguire le deliberazioni dell'Assemblea;
c) deliberare ed adottare i provvedimenti necessari all'attività dell'Associazione ;
d) predisporre il bilancio consuntivo unitamente alla relazione annuale sull'attività e il bilancio preventivo.

4. Il Consiglio si riunisce sia nella sede della Associazione che altrove, tutte le volte che il Presidente lo giudichi necessario ed opportuno, ovvero quando ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi componenti. Esso è validamente costituito quando sono presenti almeno la maggioranza dei componenti.

5. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti.

6. Di ogni riunione deve essere redatto verbale su apposito libro, custodito presso la sede dell'Associazione.

7. Il Consiglio è convocato e presieduto dal Presidente ovvero, nel caso di sua assenza o impedimento, dal Vice presidente più anziano d'età.

8. L'avviso di convocazione deve essere inviato, anche tramite fax almeno 3 (tre) giorni prima della riunione. In caso di necessità ed urgenza, il Consiglio Direttivo può essere convocato a mezzo telegramma o via fax, almeno un giorno prima della riunione.

Capo III - IL PRESIDENTE

Art.17 (Elezione - Durata - Funzioni)

1. II Presidente è nominato dall'Assemblea tra i rappresentanti dei soci, entra a far parte di diritto del Consiglio Direttivo ed assume la rappresentanza legale e la firma dell'Associazione. Rappresenta quindi l'Associazione in tutte le sedi istituzionali e compie tutti gli atti giuridici che impegnano l'Associazione. Previa delibera del Consiglio Direttivo può delegare le proprie funzioni ad altri membri del consiglio stesso, stipulale convenzioni e i contratti, assume i dipendenti, procede ad acquisti, assume obbligazioni e mutui ipotecari, effettua qualsiasi operazione presso il Debito Pubblico e la Cassa Deposito e Prestiti, le Banche ed ogni altro ufficio pubblico e privato; stipula ed utilizza aperture di credito e di finanziamento do ogni tipo.
Il Presidente può altresì promuovere azioni giudiziarie, anche in sede di Cassazione, compromessi e transazioni, potrà nominare arbitri, amichevoli compositori, procuratori generali e speciali, legali, consulenti e periti, definendo i compensi.

2. Egli presiede l'Assemblea e cura l'ordinato svolgimento dei lavori dopo aver controllato la regolare composizione e la validità delle deleghe.

TITOLO V - PATRIMONIO - ESERCIZIO FINANZIARIO

Art. 18 (Risorse economiche)

1. Il patrimonio dell'Associazione è costituito dai beni mobili ed immobili, dai titoli e valori di sua proprietà e dal Fondo patrimoniale.
Il Fondo patrimoniale è costituito dalle quote associative, dalle somme destinate all'acquisto di beni immobili che non sono soggetti ad ammortamento annuale e da eventuali somme ad esso destinate per volontà dei soggetti eroganti. E' altresì costituito dai contributi dei soci e da tutte le altre somme pervenute all'associazione. Il Fondo patrimoniale garantisce la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per la vita dell'Associazione.

L'Associazione trae le sue risorse economiche, sia per il suo funzionamento che per lo svolgimento della sua attività, da:

a) quote associative dei soci che risulteranno sempre inferiori ai limiti fissati dalla legge per il godimento delle connesse agevolazioni fiscali;
b) contributi annuali e straordinari dei soci quando deliberati;
c) contributi di privati;
d) contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche;
e) contributi di organismi internazionali;
f) donazioni e lasciti testamentari;
g) rimborsi derivanti da convenzioni; 
h) entrate derivanti da eventuali attività commerciali e produttive marginali e/o occasionali, comunque sempre inferiori alla somma delle entrate istituzionali e mai eccedenti il 66% delle spese complessive dell'organizzazione;
i) ogni altro tipo di entrate che non derivino da attività commerciale.

2. L'Associazione è tenuta alla conservazione della documentazione relativa alle entrate, con l'indicazione nominativa dei soggetti eroganti.

3. L'Associazione potrà acquistare anche beni mobili registrati e beni immobili che rimarranno intestati ad essa. Ai fini della trascrizione dei relativi acquisti si applicano gli art.2659 e 2660 del Codice Civile. In ogni caso gli acquisti devono essere finalizzati allo svolgimento dell'attività della Organizzazione ed i beni ricevuti per donazione o lascito testamentario, unitamente alle relative rendite, devono essere destinati esclusivamente al conseguimento delle finalità statutarie.

Art.19 (Proventi derivanti da attività marginali)

1. I proventi e le spese connesse ad eventuali attività commerciali o produttive marginali e/o occasionali di cui al prec. art.17, n. 1, lett. h), saranno gestiti con contabilità separata e saranno evidenziati in apposita voce del bilancio dell'Associazione. Gli stessi saranno utilizzati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 20 (Devoluzione dei beni)

1. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell'Associazione, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti ai sensi dell'art.lO, primo comma, lett. F) del D.Lgs. 4 dicembre 1997. n.460 e s.m.

TITOLO VI - IL BILANCIO

Art.21 (Bilancio preventivo e consuntivo)

1. L'esercizio sociale coincide con l'anno solare.

2. Il bilancio preventivo contiene, suddivise per singoli capitoli, le previsioni delle spese e delle entrate di competenza dell'esercizio successivo.

3. L'Associazione deve predisporre annualmente il bilancio consuntivo per fornire il rendiconto della gestione dell'esercizio trascorso. Esso è formato dal rendiconto economico e dalla situazione patrimoniale e trae le proprie risultanze dalla contabilità sistematica della Associazione.

4. Poiché l'Associazione non persegue fini di lucro, eventuali avanzi di gestione saranno rimandati a nuovo per l'utilizzo nell'attività sociale e non potranno in ogni caso essere distribuiti ai soci, nemmeno in forma indiretta. E' fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, fatta salva la possibilità di destinazione ad altre ONLUS che, per statuto, facciano parte della medesima ed unitaria struttura dell'Associazione.

5. Gli eventuali utili o avanzi di gestione saranno impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle connesse.

Art.22 (Approvazione dei bilanci)

1. Il bilancio consuntivo deve essere sottoposto all'Assemblea ordinaria per l'approvazione entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.

2. Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede della Organizzazione almeno quindici giorni prima della assemblea, e può essere consultato da ogni socio.

3. Il bilancio preventivo deve essere sottoposto alla approvazione della Assemblea entro la fine dell'anno precedente.

4. Il bilancio preventivo è depositato presso la sede della Organizzazione almeno quindici giorni prima della assemblea, e può essere consultato da ogni socio.

TITOLO VII - LE CONVENZIONI

Art.23 (Deliberazione e stipula delle convenzioni)

1. Le convenzioni tra l'Associazione ed altri enti o soggetti sono deliberate dal Consiglio Direttivo e firmate dal Presidente che partecipa per l'Associazione alla relativa stipula.

2. Il Consiglio Direttivo delibera sulle modalità di attuazione della convenzione.

TITOLO VIII - DIPENDENTI E COLLABORATORI

Art.24 (Dipendenti e Collaboratori)

1. L'Associazione costituita quale Organizzazione non lucrativa di utilità sociale può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta.

2. I rapporti tra Associazione e gli eventuali collaboratori e dipendenti sono disciplinati dalla legge e dai vigenti contratti collettivi di lavoro, nonché dall'art.10, comma 6, lett. e, D.Lgs.460/97.

3. Per quanto attiene alle modalità per il rimborso delle spese autorizzate, queste saranno definite dal Consiglio Direttivo che potrà allo scopo redigere particolari Regolamenti.

TITOLO IX - COMPENSI PER LE CARICHE SOCIALI

Art.25 (Gratuità delle cariche)

1. Le cariche sociali sono di norma assunte gratuitamente dai soci e dai loro rappresentanti.
Eventuali compensi per attività ed incarichi particolari svolti dai soci in relazione alle cariche sociali ricoperte, sono deliberate dall'Assemblea dei soci e non potranno mai eccedere i limiti fissati dalla legge, con particolare riferimento al disposto della lett. c) del sesto comma dell'art.10 del D.Lgs. 460/97.

TITOLO X - LA RESPONSABILITA'

Art. 26 (Responsabilità ed assicurazioni conseguenti)

 I soci che in relazione all'attività svolta dovessero assumere particolari responsabilità o saranno soggetti a particolari rischi, saranno assicurati come previsto dalla legge come espresso nelle delibere del Consiglio Direttivo.

 Art.27 (Responsabilità dell'organizzazione)

L'Associazione risponde, con i propri beni e con il proprio Fondo di dotazione di eventuali danni a carico di terzi. L'Associazione può comunque contrarre assicurazioni per rischi da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

TITOLO XI - DISPOSIZIONI FINALI

Art.28 (Disposizioni finali)

Per quanto non espressamente contemplato nel presente Statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e delle altre leggi vigenti in materia di Organizzazioni non lucrative di utilità sociale ed enti non commerciali.

Letto 1616 volte Ultima modifica il Sabato, 08 Novembre 2014

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