L’obiettivo di questo libretto, che ha carattere puramente informativo, è di aiutare i malati di cancro a far fronte alla possibilità che i capelli si diradino o si indeboliscano in conseguenza del trattamento chemio- o radioterapico. Il libretto fornisce anche indicazioni su come affrontare lo stravolgimento emotivo che può determinare la perdita totale dei capelli, e consigli pratici su come nasconderla ricorrendo a parrucche, cappelli, foulard e turbanti.

Per ulteriori informazioni è disponibile il servizio offerto dall’helpline di AIMaC, un’équipe di professionisti esperti in grado di rispondere ai bisogni dei malati di cancro e dei loro familiari, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 - numero verde 840 503579, e-mail info@aimac.it.I trattamenti antitumorali, quali la chemioterapia e la radioterapia, possono avere come effetto collaterale la caduta dei capelli. Quest’evento è vissuto in modo molto diverso dai pazienti: per alcuni mostrare il cranio calvo non è un problema, altri, invece, preferiscono nasconderlo facendo uso di parrucche, cappelli o foulard.

La chemioterapia
La chemioterapia consiste nell’impiego di particolari farmaci anticancro, detti citotossici o antiblastici, che aggrediscono le cellule tumorali inibendone, in tal modo, la crescita. Purtroppo, però, la loro azione può coinvolgere anche le cellule sane dell’organismo, compresi i follicoli dei peli e dei capelli. È questa la causa della caduta dei capelli, che nel linguaggio scientifico prende il nome di alopecia.

Non tutti i farmaci chemioterapici causano la caduta dei capelli, anzi talvolta il fenomeno è così lieve da essere difficilmente riconoscibile; in alcuni casi, invece, i capelli possono cadere parzialmente o completamente, e in altri ancora possono cadere anche le sopracciglia, le ciglia, i peli che ricoprono il pube e tutto il resto del corpo. Il grado, il tempo di comparsa e l’impatto della caduta dei capelli dipendono dal farmaco o dalla combinazione di farmaci con cui è attuato il trattamento, dal dosaggio e dal modo in cui il paziente risponde al trattamento. In ogni caso, prima di iniziare la chemioterapia, l’oncologo illustra tutti i potenziali effetti collaterali del trattamento, e quindi anche la caduta dei capelli.

Di solito i capelli cominciano a cadere nel giro di poche settimane dall’inizio della terapia, benché in alcuni casi, per altro molto rari, il fenomeno possa evidenziarsi nell’arco di pochi giorni. Il primo segnale sono le ciocche che cadono quando ci si spazzola o ci si pettina o si fa lo shampoo, e che talvolta si trovano anche sul cuscino al risveglio. I capelli possono diradarsi o diventare secchi e fragili e, di conseguenza, tendono a spezzarsi facilmente. In alcuni casi possono continuare a cadere per alcune settimane, fino a lasciare la testa completamente calva. In casi rari la caduta è molto repentina e si compie in un paio di giorni. Ciò è non solo psicologicamente molto stressante, ma anche fastidioso perché il cuoio capelluto risulta dolente o infiammato.

La caduta dei capelli generalmente è reversibile, e i capelli possono cominciare a ricrescere ancor prima che la terapia sia conclusa. Ciò è possibile perché i follicoli dei peli e dei capelli, come le altre cellule sane dell’organismo, ancorché danneggiati dalla chemioterapia, si riprendono rapidamente.

Inizialmente i capelli sono molto sottili, ma nel giro di 3-6 mesi la capigliatura torna folta come prima. I ‘nuovi’ capelli possono essere più ricci o più fini di prima, e talvolta possono anche essere di colore leggermente diverso, a volte un misto tra il nero e il grigio.

In casi molto rari, soprattutto dopo la somministrazione di alte dosi di chemioterapici (come per il trattamento a base di ciclofosfamide, thiotepa e carboplatino per tumori ematologici e dopo trapianto di midollo), i capelli potrebbero non ricrescere più.


Tabella Principali farmaci che possono causare la caduta dei capelli
Farmaco
Tipo di alopecia
Frequenza
Bleomicina    
Parziale o totale
Poco frequente
Carboplatino
Parziale, solo se somministrato ad dosi elevate
Rara se utilizzato da solo;
frequente in combinazione con ciclofosfamide 50%
Ciclofosfamide   
Parziale o totale
Molto frequente
Cisplatino
Parziale o totale
Rara se utilizzato da solo;
frequente in combinazione con ciclofosfamide 50%
Dactinomicina   
Caduta totale di capelli e peli   
Poco frequente
DaunorubicinaCaduta totale di capelli e peli   
Poco frequente
Doxorubicina   
Caduta totale di capelli e peli   
54% dei casi
Epirubicina   
Caduta totale di capelli e peli   
Molto frequente
Etoposide   
Parziale o totaleMolto frequente
IdrossiureaLeggero diradamentoPoco frequente
IrinotecanParziale o totaleMolto frequente
IsofosfamideParziale o totaleMolto frequente
MelfalanParziale o totale, solo se somministrato per endovena ad alte dosiPoco frequente
Methotrexate   
Parziale o totaleSolo ad alte dosi
Taxani   
Caduta totale di capelli e peli   
Molto frequente
VincristinaParziale o totale
Poco frequente

La radioterapia

La radioterapia rappresenta una delle possibili cure per guarire da un tumore o per attenuare l’intensità dei sintomi che esso causa. Essa utilizza radiazioni ionizzanti di elevata energia, che possono essere prodotte da sostanze radioattive o da macchine. Le radiazioni distruggono le cellule tumorali e riducono le dimensioni del tumore fino alla sua scomparsa. Per riuscire a distruggere le cellule tumorali, le radiazioni, a volte, possono danneggiare anche le cellule sane.
La caduta dei capelli durante il trattamento radioterapico si ha solo nel caso in cui una parte o tutto il cuoio capelluto sia compreso nel campo di trattamento. La ricrescita in tali zone dipende dalla dose che i bulbi piliferi hanno ricevuto. Ciò vale anche per i peli in altre zone del corpo.

Dopo la radioterapia i capelli dovrebbero ricrescere completamente, anche se potrebbero non essere più così folti come in passato. Quanto tempo impiegheranno per ricrescere dipenderà dalla dose di irradiazione ricevuta e dalla durata del trattamento. In media cominciano a ricrescere entro sei-dodici mesi dalla conclusione del trattamento.
In alcuni casi la caduta dei capelli conseguente alla radioterapia potrebbe essere permanente oppure i capelli potrebbero ricrescere a chiazze anziché uniformemente. In tal caso, i pazienti preferiscono, a volte, continuare a indossare la parrucca o altra forma di copricapo. L’oncologo o il tecnico di radiologia discutono con i pazienti la possibilità di caduta permanente dei capelli e altri effetti collaterali prima che il trattamento abbia inizio.

Altri trattamenti
Talvolta anche gli altri trattamenti antitumorali, quali, ad esempio, le terapie ormonali o le terapie biologiche, possono rendere i capelli meno folti, secchi o fragili. In ogni caso, l’oncologo, prima di sottoporre il paziente al trattamento, ne illustra tutti i potenziali effetti collaterali.La caduta dei capelli, ancorché parziale e temporanea, è uno degli effetti collaterali più temuti dei trattamenti antitumorali, e senz’altro quello dai risvolti psicologici più pesanti per il paziente.

La caduta dei capelli è, infatti, vissuta come una diminuzione di bellezza e sensualità, che interferisce con la propria individualità e personalità, giacché induce un cambiamento dell’immagine corporea e del concetto che la persona ha di sé.

I capelli giocano un ruolo importante anche nella comunicazione sociale e sessuale. Di conseguenza, i cambiamenti indotti dai trattamenti antitumorali possono incidere significativamente anche nell’atteggiamento degli altri verso il paziente attraverso la comunicazione visiva.

Gli effetti psicologici negativi correlati alla caduta dei capelli interessano tutti i malati di cancro, a prescindere dal sesso e dall’età, ma è evidente che a risentirne di più sono soprattutto le donne e i giovani, mentre gli uomini non presentano grandi problemi a mostrarsi calvi, ed inoltre la calvizie maschile è più accettabile socialmente. Per i bambini, la caduta dei capelli può inibire l’interazione con l’ambiente, falsando in tal modo lo sviluppo della propria immagine e dell’autostima.

Nelle donne l’impatto è forte perché i capelli sono simbolo di femminilità e seduttività, e anche per una persona non più giovane ‘avere la testa in ordine’ è molto importante. Inoltre, per le donne sono più rilevanti i fattori individuali, culturali e sociali che possono indurle sia a nascondere la propria calvizie sia a mostrarla come simbolo di sfida verso la malattia. Spesso le pazienti che hanno subito l’asportazione della mammella riferiscono di avere avuto più difficoltà a rapportarsi con la caduta dei capelli che con la mutilazione fisica, perché l’alopecia è visibile agli altri, ed è un rimando costante alla malattia e ai trattamenti. Una donna sottoposta a chemioterapia ha riferito che, benché si fosse mentalmente preparata all’inevitabile perdita dei capelli, facendosi anche confezionare una parrucca, di fronte alla realtà è stata presa da crisi d’ansia, perché, pur se razionalmente accettava l’evento, emotivamente lo percepiva come la perdita di una parte di sé.

Questo disagio si può manifestare attraverso sentimenti anche forti di rabbia, ansia, cattivo umore fino alla depressione. Paradossalmente, alcuni pazienti non ritengono che la caduta dei capelli sia un evento così drammatico, perché lo vedono come l’effetto di una terapia forte che migliorerà le probabilità di sconfiggere la malattia, e per questo motivo l’accettano di buon grado.Dal momento che la comparsa di alopecia può avere parecchie implicazioni psico-sociali a causa delle modificazioni dell’immagine corporea che provoca, esistono diverse tecniche di prevenzione della perdita di capelli durante il trattamento chemioterapico, anche se non esistono prove evidenti di efficacia.

Attualmente non esistono farmaci sicuramente in grado di prevenire la caduta dei capelli, anche se alcune soluzioni farmacologiche sono in studio preclinico. Importanti risultati sono stati ottenuti grazie alla ricerca genica con studi effettuati su animali da laboratorio.

Tra i metodi fisici uno dei più semplici prevede l’utilizzo di una termo cuffia (comunemente detta casco di ghiaccio), che provoca vasocostrizione, riduce il flusso di sangue ai follicoli durante il picco di concentrazione del farmaco chemioterapico, e di conseguenza ne limita l’assorbimento a livello cellulare. L’efficacia di questo metodo  dipende dal tempo di raffreddamento, ossia dal tempo in cui si indossa la cuffia: se questo è superiore a 90 minuti le percentuali di successo possono raggiungere il 76%. Il fattore limitante alla diffusione di questo metodo sono effetti collaterali, quali cefalea, sensazione di freddo, mancanza di confort o disagio che spesso provocano l’interruzione del trattamento preventivo.

Alcuni ospedali ricorrono ora a metodi più sofisticati: tra questi, ad esempio, una macchina mobile che immette aria fredda sul cuoio capelluto attraverso quello che assomiglia in tutto e per tutto al casco asciugacapelli; oppure un gel di facile applicazione, che rimane freddo per un lungo periodo.
I metodi fisici descritti risultano, tuttavia, dei metodi sperimentali.Quando i capelli cominciano a ricrescere dopo il trattamento:
Un modo pratico per nascondere la caduta dei capelli consiste nel fare uso di una parrucca o di un toupet. Questi prodotti sono disponibili in una vasta gamma di pettinature e colori, hanno un aspetto naturale e sono molto facili da indossare. Possono essere in capelli naturali, sintetici e misti.

Tutte le parrucche durano più a lungo se si seguono attentamente le istruzioni per la manutenzione. Un bravo parrucchiere di fiducia può fornire consigli preziosi per la scelta della pettinatura più adeguata e, se necessario, ritoccare la parrucca.

La parrucca non è l’unico rimedio per nascondere la caduta dei capelli. I cappelli rappresentano un’alternativa molto diffusa e se ne trovano di tutte le fogge, stili e colori. Oltre ad essere un accessorio di moda, sono anche molto pratici.

I foulard sono leggeri e facili da indossare. Cotone, lana leggera e i tessuti misti sono preferibili, in quanto la seta e i tessuti simili tendono a scivolare con facilità.

Consigli pratici

La regione Marche rimborsa le spese per l’acquisto di protesi tricologiche a donne affette da Carcinoma mammario (DGR n. 1710 del 24-11-2008) fino ad un massimo di 200 euro, previa opportuna documentazione medica e regolare giustificativo della spesa.

La Toscana dal 2007 offre alle donne un rimborso di 250 euro, per ottenere il quale basta un'autocertificazione unita alla fattura di pagamento.

Una recente nota della Direzione Regionale delle Entrate dell'Emilia Romagna, in risposta a interpello (nota n. 009-19317/2009 del 29 aprile 2009), chiarisce che la spesa per l’acquisto della parrucca per chi è in chemioterapia può essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In Lombardia, le pazienti in cura presso il reparto di oncologia di Sondrio diretto da Alessandro Bertolini possono contare su parrucche e/o trucco gratuiti.
Anche a Como ne è garantita la rimborsabilità.

Esistono numerose associazioni di volontariato che mettono a disposizione parrucche.


Per esser quel che sono,
ho perso parte del mio essere
e nella  ricerca assidua
del mio essere,
scopro  sempre più
di  non essere quell'essere.
                            (Un anonimo malato di tumore)Maggiori informazioni sulla radioterapia sono disponibili su:
La radioterapia (La Collana del Girasole);
Domande e risposte sulla radioterapia (La Biblioteca del Girasole);
DVD prodotto da AIMaC in collaborazione con AIRO, Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica.

Maggiori informazioni sulla chemioterapia sono disponibili su:
La chemioterapia (La Collana del Girasole);
DVD prodotto da AIMaC in collaborazione con AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica.Alopecia: caduta dei capelli.

Chemioterapia
: trattamento che prevede la somministrazione di particolari farmaci detti citotossici o antiblastici per inibire delle cellule tumorali.  

Radioterapia: terapia che utilizza radiazioni ionizzanti di elevata energia, che distruggono le cellule tumorali e riducono le dimensioni del tumore, e così facendo talvolta possono danneggiare le cellule sane.Revisione critica del testo:  Prof. Luciano Latini - Direttore U.O. Oncologia - Ospedale di Macerata
Editing: Claudia Di Loreto (AIMaC)  

Questa pubblicazione è stata realizzata grazie alla convenzione con Alleanza Contro il Cancro (ACC) nell’ambito del Progetto “Servizio nazionale di informazione in oncologia” in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.

Seconda edizione: ottobre 2009.

Titolo originale dell’opera: Coping with hair loss

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