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Cancro delle ghiandole salivari

- Informazioni generali
- Informazioni sullo stadio della malattia
- Opzioni terapeutiche
- Trattamento in base allo stadio
- Letture consigliate



INFORMAZIONI GENERALI

Che cos’è il cancro delle ghiandole salivari?
Il cancro delle ghiandole salivari è un tumore che origina nelle ghiandole salivari, gli organi che producono la saliva, il liquido che serve per umettare la bocca e favorire la digestione dei cibi.

Le formazioni maggiori di ghiandole salivari si trovano sotto la lingua, ai lati del volto proprio davanti alle orecchie e sotto la mascella; quelle minori si trovano, invece, lungo la parte superiore del canale alimentare.

Molte neoplasie a carico delle ghiandole salivari non si diffondono ad altri tessuti, né sono di natura maligna. Si parla, in questo caso, di tumori benigni che, per tale motivo, sono sottoposti ad un trattamento diverso.

Recatevi dal medico curante se osservate la presenza di una tumefazione sotto il mento o intorno alla mascella, se il viso diventa insensibile, se non riuscite a muovere i muscoli facciali o se avvertite un dolore persistente al volto, al mento o al collo.

In presenza di tali sintomi, il medico esaminerà la gola e il collo utilizzando uno specchietto e un apparato illuminante. Potrà richiedervi una tomografia assale computerizzata (TAC), una particolare tecnica radiografica che si avvale di un computer per visualizzare le strutture interne dell’organismo. In alternativa alla TAC potrà richiedervi una risonanza magnetica nucleare (RMN), che sfrutta le onde magnetiche per visualizzare gli organi interni. Se questi esami repertano la presenza di tessuto anomalo, sarete sottoposti a biopsia, un esame tramite il quale si preleva un frammento di tessuto per analizzarlo al microscopio e accertare la presenza di eventuali cellule tumorali.

Le probabilità di guarigione (prognosi) e la scelta del trattamento dipendono dalla localizzazione e dallo stadio del tumore (se è circoscritto alle ghiandole salivari o se si è diffuso ad altri organi), dall’istologia (ossia dall’aspetto delle cellule tumorali al microscopio), nonché dalle vostre condizioni generali di salute.

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INFORMAZIONI SULLO STADIO DELLA MALATTIA

Gli stadi del cancro delle ghiandole salivari
Una volta dimostrata la presenza del tumore, sarete sottoposti ad ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell’organismo (stadiazione). La stadiazione è importante per la scelta del trattamento più indicato per il vostro caso. Per i tumori delle ghiandole salivari è importante anche il grado, ossia il parametro che indica la velocità di crescita delle cellule tumorali sulla base del loro aspetto al microscopio. I tumori di grado basso crescono più lentamente rispetto a quelli di grado alto.

Il cancro delle ghiandole salivari si classifica secondo i seguenti stadi:

Stadio I:
il tumore ha un diametro non superiore a 2 cm e non si è diffuso ai tessuti adiacenti;

stadio II: il tumore ha un diametro compreso tra 2 e 4 cm e non si è diffuso ai tessuti adiacenti.

stadio III: si possono verificare due situazioni:
  • il tumore ha un diametro superiore a 4 cm e si è diffuso alla cute, ai tessuti molli, alle ossa o ai nervi circostanti e ha invaso un solo linfonodo regionale (i linfonodi sono piccole strutture del sistema linfatico, a forma di fagiolo, presenti in tutto il corpo, che producono e conservano le cellule che combattono le infezioni);
  • il tumore ha un diametro non superiore a 4 cm e si è diffuso a un solo linfonodo regionale.


stadio IV: si divide convenzionalmente in stadio IVA, IVB e IVC:

- stadio IVA: il tumore ha un diametro di 6 cm e si è esteso alla cute, ai tessuti molli, alle ossa o ai nervi adiacenti; ha raggiunto più di un linfonodo, ma non ha invaso altri organi;

il tumore, indipendentemente dalle sue dimensioni, si è esteso al tessuto circostante e a un linfonodo localizzato sullo stesso lato del collo in cui si è formato il tumore, ai linfonodi posti su uno o su entrambi i lati del collo, o a qualunque linfonodo; - stadio IVB:
  • il tumore ha invaso le ossa del cranio e/o circondato la carotide, la principale arteria del collo che irrora la testa e il cervello, e si è diffuso a uno o più linfonodi;
  • il tumore ha un diametro superiore a 6 cm, ha invaso i tessuti circostanti e almeno un linfonodo;

- stadio IVC:

il tumore può avere dimensione variabile e ha raggiunto i tessuti circostanti, i linfonodi regionali e altri organi.

Cancro delle ghiandole salivari recidivante
Si definisce recidivante il cancro delle ghiandole salivari che si ripresenta dopo il trattamento. La recidiva può svilupparsi nella stessa sede del tumore primitivo oppure in un altro organo.

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OPZIONI TERAPEUTICHE

Come si tratta il cancro delle ghiandole salivari
Tutti i pazienti portatori di cancro delle ghiandole salivari possono essere sottoposti a trattamento. Esistono tre opzioni terapeutiche standard: • chirurgia, che consiste nell’asportazione del tumore;
  • radioterapia, che utilizza dosi elevate di raggi X per distruggere le cellule tumorali;
  • chemioterapia, che consiste nella somministrazione di farmaci che distruggono le cellule tumorali. La chirurgia è il trattamento più comune per questa forma tumorale.

Il chirurgo rimuoverà il tumore con margine di resezione in tessuto sano in funzione della localizzazione e della diffusione del tumore. Se i linfonodi del collo risultano compromessi, procederà nella stessa sede anche alla loro asportazione (dissezione linfonodale).

Anche la radioterapia è un trattamento comune per questa neoplasia. Essa consiste nell’applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna all’organismo (radioterapia esterna) oppure la sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere immessa direttamente nella lesione per mezzo di tubicini di plastica (radioterapia interna o intracavitaria). È stato dimostrato che una particolare modalità di radioterapia consistente nell’uso di particelle molto piccole che si chiamano neutroni può dare ottimi risultati nel trattamento di alcuni tumori delle ghiandole salivari. Alcuni studi clinici stanno attualmente sperimentando l’efficacia dei farmaci radiosensibilizzanti, che rendono le cellule tumorali più sensibili alle radiazioni.

La chemioterapia è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali a distanza.

Sono attualmente in corso alcuni studi clinici miranti a verificare l’efficacia della chemioterapia come trattamento per i tumori delle ghiandole salivari. Poiché le ghiandole salivari facilitano la digestione e sono localizzate in prossimità della mascella, potreste avere bisogno di aiuto per abituarvi agli effetti collaterali della malattia e del trattamento. L’oncologo consulterà diversi specialisti per stabilire quale sia il trattamento migliore per il vostro caso. Potrete contare anche sull’affiancamento di personale medico altamente qualificato. Nel caso in cui il chirurgo sia stato costretto ad asportare una porzione notevole di tessuto o di osso intorno alle ghiandole salivari, sarà necessario eseguire un intervento di chirurgia plastica.§

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TRATTAMENTO IN BASE ALLO STADIO

La scelta della terapia dipende dalla posizione e dallo stadio del tumore, nonché dall’età e dalle condizioni generali del paziente.
Il trattamento standard potrà essere preso in considerazione per la sua dimostrata efficacia, confermata da esperienze precedenti, oppure l’oncologo potrà proporvi di partecipare ad uno studio clinico. La terapia standard non funziona necessariamente per tutti i pazienti e a volte comporta più effetti collaterali di quanto si pensi. Per tale motivo si conducono studi clinici allo scopo di individuare modi più efficaci di trattamento dei pazienti oncologici, basandosi sulle informazioni più aggiornate al momento disponibili.

Stadio I
Il trattamento dipende dal grado del tumore: se il tumore è di grado basso (a crescita lenta), le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:
  • chirurgia;
  • chirurgia seguita da radioterapia.
Se il tumore è di grado alto (a crescita rapida), le opzioni terapeutiche saranno:
  • chirurgia;
  • chirurgia seguita da radioterapia.
Stadio II
Il trattamento dipende dal grado del tumore. Se esso è basso, ossia se il tumore è a crescita lenta, le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:
  • chirurgia, a volte seguita da radioterapia.
  • chemioterapia (se il paziente rifiuta di sottoporsi a intervento chirurgico o a radioterapia oppure se questi tentativi non hanno dato i risultati sperati).
Se il tumore è di grado elevato, ossia cresce rapidamente, le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:
  • chirurgia;
  • chirurgia seguita da radioterapia;
  • radioterapia specializzata.
Stadio III
Il trattamento dipende dal grado del tumore. Se esso è basso, ossia se il tumore è a crescita lenta, le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:
  • chirurgia talvolta seguita da radioterapia;
  • chemioterapia (qualora il paziente rifiuti di sottoporsi a intervento chirurgico o a radioterapia oppure se questi tentativi non hanno dato i risultati sperati).
Se il tumore è di grado elevato, ossia cresce rapidamente, le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:
  • chirurgia;
  • chirurgia seguita da radioterapia;
  • radioterapia specializzata;
Stadio IV
Il trattamento potrà consistere in una radioterapia specializzata.

Cancro delle ghiandole salivari recidivante
Il trattamento dipende dal tipo di tumore, dalla localizzazione della recidiva, dalla terapia attuata in prima istanza, nonché dalle vostre condizioni generali di salute. L’oncologo potrà sottoporvi a radioterapia oppure potrete voi stessi richiedere di essere inseriti in un protocollo sperimentale che testi nuovi trattamenti.


N.B.:
È consigliabile seguire le indicazioni dell’oncologo curante nel caso in cui proponga la partecipazione a studi clinici miranti a valutare l’efficacia di nuove combinazioni di prodotti antitumorali e/o di nuovi protocolli terapeutici.

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LETTURE CONSIGLIATE:

-
Collana del Girasole: La chemioterapia, La radioterapia

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Ultima revisione: dicembre 2005 

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