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Medrossiprogesterone acetato (Depo-Provera®, Farlutal®, Farlutal Depot®, Provera®, Provera 250®)
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- Introduzione

- Che cos'è il medrossiprogesterone acetato

- Qual è il principio di azione

- Che aspetto ha

- Come si somministra
- Quando si prescrive
- Potenziali effetti collaterali
- Quanto dura il trattamento
- Ulteriori informazioni
- Indicazioni importanti sulle compresse di medrossiprogesterone acetato
- Letture consigliate


INTRODUZIONE

I Profili Farmacologici sono schede che danno informazioni sintetiche sui farmaci antitumorali, sul modo in cui essi si somministrano e sugli effetti collaterali cui possono dare adito. È consigliabile leggere questa scheda insieme ai libretti Il cancro della prostata e Il cancro della mammella (La Collana del Girasole), che forniscono informazioni più dettagliate e anche alcuni consigli, inserendo così il farmaco nel contesto delle patologie per le quali è più frequentemente usato.

Lo scopo di queste informazioni è di prepararvi al colloquio con l’oncologo in modo da rivolgergli tutte le domande cui desiderate avere una risposta relativamente al trattamento e agli effetti collaterali: l’oncologo è, infatti, l’unico che possa aiutarvi e darvi i consigli giusti per il vostro caso. Egli vi terrà sotto rigorosa sorveglianza per l’intera durata del trattamento in modo che possa controllarne gli effetti.

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CHE COS’È IL MEDROSSIPROGESTERONE ACETATO

Il medrossiprogesterone acetato (di seguito MAP) è un tipo di terapia ormonale. Le terapie ormonali agiscono interferendo con la produzione o con l’azione di particolari ormoni. Gli ormoni sono sostanze che l’organismo produce naturalmente, che fungono da ‘messaggeri’ chimici e contribuiscono a controllare l’attività delle cellule e dei vari organi.

Il MAP è un farmaco di sintesi che simula il progesterone, uno degli ormoni femminili. Si usa principalmente per il trattamento del carcinoma mammario, ma anche per quello dell’utero e talvolta anche per quello della prostata. Può essere impiegato, inoltre, per il trattamento del carcinoma del rene (ipernefroma), ma non si sa come esplichi la sua azione per questa patologia. L’impiego è stato esteso al trattamento del tumore della mammella maschile.


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QUAL È IL PRINCIPIO DI AZIONE

Non si sa bene quale sia il principio d’azione del MAP, ma si pensa che in qualche modo interferisca con l’azione dell’estrogeno. Gli uomini producono piccole quantità di quest’ormone.
Molte forme di carcinoma mammario hanno bisogno della presenza di specifici ormoni sessuali, come l’estrogeno, per crescere. Sulla superficie delle cellule tumorali sono presenti delle proteine, che si chiamano recettori, che sono sensibili alla presenza degli ormoni sessuali. In circostanze normali, quando gli ormoni sessuali sono a contatto con i recettori, attivano le cellule neoplastiche, che quindi si dividono, e il tumore cresce. Il MAP interferisce in qualche modo con questo processo, probabilmente impedendo che i recettori permangano sulla superficie delle cellule tumorali; in alternativa, potrebbe avere un effetto più diretto di distruzione delle cellule tumorali stesse, che però non è stato ancora identificato.

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CHE ASPETTO HA

Il MAP si presenta sotto forma di compresse da 100 mg, 200 mg e 400 mg.


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COME SI SOMMINISTRA

Il MAP si somministra per bocca. La dose è normalmente di una compressa al dì, ma in taluni casi può essere ripartita in dosi più piccole distribuite nell’arco della giornata. In caso di dose giornaliera unica, la compressa deve essere assunta più o meno sempre alla stessa ora; in caso di più dosi nell’arco della giornata, le compresse devono essere assunte a intervalli regolari.

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QUANDO SI PRESCRIVE

L’oncologo tiene conto di diversi fattori prima di decidere se il MAP rappresenti il trattamento più indicato per il singolo caso.

Nel carcinoma della mammella, il MAP si usa soprattutto per i casi in cui la malattia si è ripresentata dopo un periodo in cui era stata ben controllata con altre terapie ormonali, come il tamoxifene. Il MAP è indicato anche per le pazienti che, pur non avendo risposto ad altre terapie ormonali, hanno evidenziato la presenza di recettori per l’estrogeno sulla superficie delle cellule tumorali.

Nel carcinoma della prostata il MAP si usa nei casi in cui le cellule tumorali si sono diffuse oltre la prostata, anche se sono più comuni altre terapie ormonali.

Nel carcinoma dell’utero, il MAP si può usare nel caso in cui il tumore si è diffuso al di fuori dell’utero e non può essere rimosso completamente con il trattamento chirurgico, oppure nel caso in cui si sia ripresentato dopo l’intervento.

Nel carcinoma del rene, il MAP si prende in considerazioni nei casi in cui il tumore non può essere rimosso completamente con il trattamento chirurgico oppure si è ripresentato dopo l’intervento. Ciò vale sia per gli uomini che per le donne.

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POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI

Le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo. Non necessariamente gli effetti collaterali menzionati compariranno in tutti i pazienti che ricevono il MAP. Va, inoltre, tenuto presente che gli effetti collaterali possono variare se il trattamento è effettuato, anziché con un solo preparato, con una combinazione di farmaci.

Si descrivono di seguito gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti, mentre sono stati tralasciati gli effetti collaterali molto rari. L’obiettivo è di prepararvi ad affrontarli nel caso in cui si manifestino. È necessario comunicare all’oncologo che vi ha in cura qualunque effetto collaterale che ritenete possa essere connesso con la terapia.

Effetti collaterali comuni

Aumento dell’appetito. È l’effetto collaterale più comune. Un regime dietetico adeguato può servire per limitarne le conseguenze, ma è sempre bene consultare l’oncologo prima di modificare l’alimentazione.

Nausea e indigestione. A volte possono comparire nel corso delle prime settimane di trattamento con il MAP. La nausea scompare spesso spontaneamente, ma se persiste può essere trattata con efficacia con i farmaci detti antiemetici. Può giovare assumere le compresse a stomaco pieno o con il latte.

Ritenzione di liquidi. Potrebbe capitare che il peso aumenti e che gambe e caviglie si gonfino. Questo fenomeno scompare lentamente alla conclusione del trattamento. In alcuni casi si possono prescrivere dei farmaci prima di iniziare la terapia con il MAP proprio allo scopo di contenere la ritenzione idrica.

Sanguinamento vaginale. Un leggero sanguinamento vaginale (spotting) è possibile durante il trattamento con il MAP. Non è preoccupante, ancorché fastidioso, ma è bene informare l’oncologo. Al termine del trattamento si potrebbe presentare un sanguinamento più abbondante, simile a una mestruazione.

Crampi muscolari. Generalmente si presentano in forma lieve; se creano dolore persistente, può essere utile assumere un antinfiammatorio (ad esempio, la tachipirina).
   
Effetti collaterali meno frequenti

Modificazioni della cute. La terapia può causare un’eruzione cutanea, simile all’acne, che può dare prurito. Sono consigliati saponi neutri, ed eventualmente creme antistaminiche.

Modificazioni della mammella. In alcune pazienti la mammella risulta a volte dolente alla palpazione, e raramente può secernere piccole quantità di latte. Non è un effetto preoccupante, ma è bene informare l’oncologo se comparisse.

Sbalzi d’umore, stanchezza e cefalea. Il MAP può causare nervosismo, insonnia, vertigini, stanchezza, sbalzi d’umore e cefalea. È importante riposare molto e prestare molta attenzione nella guida e nell’uso di macchinari pericolosi. 

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QUANTO DURA IL TRATTAMENTO?

Il trattamento con il MAP spesso può protrarsi per diversi mesi o addirittura anni. Sarà l’oncologo che vi ha in cura a discutere con voi quella che a suo parere è la durata del trattamento più indicata per il vostro caso.

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ULTERIORI INFORMAZIONI

Gravidanza. Il MAP è controindicato in gravidanza. Anche se il ciclo mestruale scompare durante il trattamento, il MAP non ha un effetto anticoncezionale, e per questo si consiglia di fare uso di un metodo contraccettivo affidabile.

Diabete. I diabetici sottoposti a trattamento con il MAP devono aggiustare il dosaggio dell’insulina e devono sottoporsi a controlli periodici per tenere sotto sorveglianza i livelli dell’insulina.

Embolia. I pazienti che hanno avuto problemi di embolia devono informare l’oncologo prima di sottoporsi al trattamento con il MAP, giacché in casi rari potrebbe causare la formazione di emboli.

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INDICAZIONI IMPORTANTI SULLE COMPRESSE DI MEDROSSIPROGESTERONE ACETATO

  • Tenere le compresse in un posto sicuro e fuori dalla portata dei bambini.
  • In caso di vomito subito dopo aver assunto la compressa, informare l’oncologo per sapere se è bene assumerne un’altra.
  • Non preoccuparsi se si dimentica di assumere la compressa, perché i livelli di farmaco nel sangue non variano in modo rilevante. In ogni caso cercare di rispettare quanto più possibile la prescrizione, e informare l’oncologo se si saltano più di due compresse consecutive.

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LETTURE CONSIGLIATE

- Collana del Girasole: Il cancro della prostata, Il cancro della mammella, Il cancro del rene, La nutrizione nel malato oncologico, La fatigue


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AIMaC è grata alla Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria - Negrar (VR) e in particolare ai Dott. Matteo Clavarezza, Gianluigi Lunardi, Marco Venturini e a Francesca Coati; all’Istituto Regina Elena di Roma e in particolare alle Dott. Antonia Marina La Malfa e Antonietta Coratti per la revisione critica del testo.   
                       
Ultima revisione: settembre 2010
Titolo originale: Medroxyprogesterone acetate (Depo-Provera®, Farlutal®, Provera®)

 
 
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