Le metodiche terapeutiche di seguito descritte sono disponibili soltanto presso alcune grandi strutture.
Sirtex
Consiste nella somministrazione intra-arteriosa di microsfere di resina arricchite con ittrio 90, un radioisotopo che emette radiazioni beta. Dopo l’inoculo nell’arteria che alimenta il tumore, le microsfere, intrappolate all’interno dei vasi tumorali, distruggono le cellule neoplastiche attraverso il rilascio delle radiazioni.
Il Sirtex è un trattamento regionale in quanto le radiazioni sono dirette al fegato, ed in particolare alle cellule tumorali, senza colpire gli altri organi del corpo. È indicato per i tumori primitivi e secondari (metastatici) del fegato.
Attualmente è disponibile presso i seguenti centri:
- Istituto Nazionale Tumori ‘Giovanni Paolo II’ - Bari;
- Istituto Nazionale Tumori - Milano;
- Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale - Napoli;
- Istituto Nazionale Tumori Regina Elena - Roma;
- Ospedale S. Maria Goretti - Latina;
- Ospedale S. Orsola Malpigli - Bologna;
- Università di Udine.
Ipertermia
Questa tecnica prevede l’innalzamento controllato della temperatura dell’organo trattato. Ciò provoca la distruzione delle cellule neoplastiche in quanto più sensibili all’aumento di temperatura rispetto a quelle normali. L’ipertermia può essere utilizzata da sola o in combinazione con la chemioterapia, potenziando l’efficacia del trattamento tradizionale. È indicata per i tumori primitivi e secondari (metastatici) del fegato.
Attualmente è disponibile presso i seguenti centri:
- Istituto Nazionale Tumori - Milano;
- Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale - Napoli;
- Istituto Nazionale Tumori Regina Elena - Roma;
- Ospedale di Empoli;
- Ospedale Le Molinette - Torino.