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Ulteriori esami per il cancro del polmone
Se gli esami a cui siete stati sottoposti dimostrano che avete un tumore polmonare, il vostro medico curante riterrà necessario approfondire gli accertamenti per verificare se la malattia si è diffusa. In questo modo egli potrà stabilire più agevolmente qual è il trattamento migliore per il vostro caso. 

TAC
La tomografia assiale computerizzata o TAC è una tecnica radiologica che permette di rilevare la presenza di tumore e metastasi nella maggior parte degli organi del corpo. Mediante quest’esame si ottengono tante inquadrature dello stesso organo su piani successivi. e da angolature diverse. Le immagini così prodotte sono inviate ad un computer che le elabora per dare poi il quadro dettagliato delle strutture interne dell’organo esaminato.
Una volta che sarete stati sistemati nella corretta posizione sul lettino, si procederà all’esame. Dovrete rimanere sdraiati e immobili per qualche minuto. Questa tecnica è di per sé indolore.

Di solito è consigliabile non mangiare né bere per almeno 4 ore prima dell’esecuzione della TAC. Nella maggior parte dei casi un’ora prima dell’esame si somministra una sostanza (mezzo di contrasto), che ha lo scopo di consentire una migliore visualizzazione delle strutture interne del corpo. In questo caso potreste avvertire una leggera sensazione di calore diffuso.
Informate il medico se siete allergici allo iodio o soffrite di asma. In questo caso, la TAC sarà sempre eseguita con mezzo di contrasto, ma nelle 24 ore precedenti e il giorno prima vi saranno somministrati degli steroidi.

TAC spirale
Alcuni ospedali utilizzano la TAC spirale a basso dosaggio di radiazioni (low dose). Uno scanner ruota rapidamente intorno al corpo dell’individuo, ottenendo centinaia di immagini in sequenza. Rispetto alla TAC convenzionale, questa procedura permette di vedere tumori polmonari di dimensioni più piccole e in pochi secondi.

RMN
La risonanza magnetica nucleare o RMN è una metodica simile alla TAC, che sfrutta i campi magnetici, invece dei raggi X, per ottenere immagini dettagliate delle strutture interne del corpo.
Una volta che sarete stati sistemati nella corretta posizione sul lettino, sarete spinti all’interno di un lungo cilindro. Questa tecnica è di per sé indolore, ma dovrete rimanere sdraiati e immobili per circa 30-40 minuti e il fatto di essere in uno spazio così angusto potrebbe dare fastidio a coloro che soffrono di claustrofobia, anche perché è rumorosa. Durante l’esame potrete usare cuffie auricolari o chiedere a qualcuno di farvi compagnia.
In alcuni casi si somministra un mezzo di contrasto per endovena, ma ciò di solito non provoca alcun fastidio.
Talvolta la RMN si preferisce alla TAC, perché consente una migliore differenziazione dei tessuti.

Mediastinoscopia
È una tecnica endoscopica che consente al medico di esplorare il mediastino, lo spazio centrale della cavità toracica, e i linfonodi regionali. I linfonodi sono piccole ghiandole a forma di fagiolo localizzate in varie parti dell’organismo, la cui funzione è quella di aiutarci a difenderci dalle malattie. Sono spesso la prima sede di metastatizzazione e per tale motivo si controlla usualmente se sono invasi.
La mediastinoscopia si esegue in anestesia generale e, di conseguenza, richiederà una breve degenza in ospedale.
Attraverso una piccola incisione praticata alla base del collo l’operatore introdurrà nella cavità toracica il mediastinoscopio, uno strumento simile ad un piccolo telescopio, per procedere quindi ad un’esplorazione accurata della regione e, se lo riterrà opportuno, potrà prelevare anche dei campioni di cellule e linfonodi da inviare all’esame istologico.
Una metodica analoga, che prende il nome di toracoscopia, prevede l’introduzione di uno strumento (toracoscopio) attraverso una piccola incisione cutanea nel torace per osservare direttamente il tumore e prelevare dei campioni cellulari.

Biopsia polmonare
Quest’esame si può eseguire anche nel reparto di radiologia, nella maggior parte dei casi durante l’esecuzione di una TAC (v. pag. …14). Dopo aver eseguito un’anestesia locale per rendere insensibile la regione, l’operatore vi chiederà di trattenere il respiro mentre procederà ad introdurre un ago sottile attraverso la cute fino a raggiungere il polmone. La procedura sarà eseguita sotto controllo radiografico per verificare che l’ago sia nella giusta posizione. A questo punto l’operatore potrà prelevare il campione di cellule che sarà esaminato al microscopio.
La biopsia polmonare può risultare a volte leggermente fastidiosa, ma la sua esecuzione non richiede che qualche minuto.

PET
La tomografia ad emissione di positroni o PET usa una bassa dose di zucchero radioattivo per misurare l’attività delle cellule nelle diverse parti dell’organismo. Prima di eseguire l’esame, s‘inietta in vena (di solito nel braccio) una piccola quantità di sedativo leggero. Le lesioni neoplastiche di solito sono più attive del tessuto circostante e quindi assorbono più sostanza radioattiva, rendendosi in questo modo più evidenti.
La PET serve per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse al di fuori dei polmoni, oppure per esaminare eventuali masse residue dopo il trattamento e stabilire se sono semplice tessuto cicatriziale o se si tratta, invece, di cellule neoplastiche. Essendo un’indagine diagnostica di introduzione piuttosto recente, è probabile che sia disponibile solo presso centri altamente specializzati. Non è indicata per tutti i casi, ma parlate con l’oncologo che vi ha in cura per vedere se nel vostro è opportuna.

Ecografia della regione epatica e addominale
Si tratta di una tecnica radiologica che impiega gli ultrasuoni per visualizzare il fegato e gli organi della parte superiore dell’addome. Si esegue di norma presso il reparto di radiologia dell’ospedale.
Vi sarà chiesto di sdraiarvi su un lettino. Sull’addome vi sarà spalmato un sottile strato di; un piccolo strumento, simile ad un microfono, che emette gli ultrasuoni, sarà passato su tutta la zona. Le riflessioni degli ultrasuoni verranno convertite in immagini per mezzo di un computer.
Si tratta di una metodica indolore che dura solo pochi minuti. 

Scintigrafia ossea
È più sensibile della radiografia convenzionale, permettendo una migliore visualizzazione delle zone dello scheletro che possono essere interessate da tumore. Tuttavia, non consente ancora di differenziare una lesione di origine neoplastica da una lesione causata da altre affezioni, iquale, ad esempio, l’artrite.
Questa tecnica richiede l’iniezione di una sostanza moderatamente radioattiva in vena (di norma una vena del braccio) due-quattro ore prima di procedere all’esame, quindi portate con voi qualche rivista o libro per passare il tempo.
Durante la scintigrafia,  dovrete rimanere sdraiati sul lettino perfettamente immobili mentre tramite lo scanner l’operatore potrà valutare dall’esterno la distribuzione della sostanza radioattiva. Il tessuto osseo anomalo assorbe più radioattività del tessuto osseo normale. Lo scanner metterà in evidenza queste aree anomale.
Il livello di radioattività usato per la scansione scintigrafica è molto basso e non è nocivo. Ogni traccia di radioattività viene eliminata dall’organismo nel giro di qualche ora.

Prove di funzionalità polmonare
Se l’oncologo ritiene di asportare il tumore per via chirurgica, vorrà sottoporvi ad opportune prove per verificare la funzionalità dei polmoni.
Ci vorranno probabilmente diversi giorni prima di avere i risultati degli esami eseguiti e, prima che lasciate l’ospedale, vi sarà dato un appuntamento per la visita di controllo.  

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