01 Settembre 2010
Adnkronos salute del 29/07/2010
La mini-colonscopia riduce il rischio di cancro all'intestino
Gran Bretagna - Un semplice esame interno dell'intestino nelle persone di mezza eta' "riduce il rischio di cancro intestinale di un terzo e la mortalita' di oltre il 40%". Lo afferma un rappresentante dell'United European Gastroenterology Federation (Uegf) Anthony Axon, illustrando uno studio condotto in Gran Bretagna.
La ricerca dimostra che la mini-conlonscopia, un metodo di valutazione meno invasivo del sistema 'classico', permette di prevenire ogni anno 5.000 casi di malattia e 3.000 morti solto nel Paese. Fino a oggi i gastroenterologi ritenevano che per ridurre il rischio di cancro intestinale fosse necessaria una colonscopia completa. Gli esperti dell'Uegf hanno apportato un contributo a questo studio che dimostra come una procedura meno invasiva possa ridurre sensibilmente il rischio di insorgenza del cancro intestinale e il relativo tasso di mortalita'. Lo studio e' stato condotto su oltre 170.000 persone tra i 55 e i 64 anni. Nei soggetti sottoposti a screening con sigmoidoscopia flessibile e' possibile prevedere una notevole riduzione del rischio di sviluppo del cancro intestinale nel corso dei successivi 11 anni. Al termine di un periodo di monitoraggio medio di 11,2 anni, l'incidenza del carcinoma colorettale e' diminuita del 33% e la mortalita' del 43%.
Il cancro intestinale e' la seconda causa di morte per tumore piu' comune in Europa (dopo quello ai polmoni) che colpisce allo stesso modo uomini e donne. Trae origine da semplici polipi, piccole escrescenze a forma di fungo che si formano sulla parete interna dell'intestino, che negli anni possono evolvere in una forma maligna. "Se rilevati prima della loro evoluzione in cancro, i polipi - spiega Axon - possono essere asportati in maniera facile e sicura attraverso la colonscopia o la sigmoidoscopia flessibile".
La sigmoidoscopia e' un esame a basso rischio che causa un disagio minimo, assicura l'esperto. Viene eseguita mediante l'inserimento di un tubo flessibile corto che permette l'ispezione del basso colon e del retto. Cosi' il medico o l'infermiere puo' esaminare il rivestimento del colon discendente e sigmoideo che e' spesso la sede di insorgenza piu' frequente del tumore. Con questa tecnica e' possibile rilevare la presenza di piccoli polipi la cui asportazione viene effettuata con un cappio metallico (ansa). Il cappio viene fatto passare attraverso il sigmoidoscopio e stretto attorno al polipo; successivamente viene convogliato un flusso di corrente elettrica che attraversa il cappio e cauterizza il polipo a livello della base, consentendone la rimozione indolore e senza emorragie. "L'intera procedura dura solo pochi minuti e non richiede la somministrazione di sedativi o anestetici", spiega Axon. Si tratta pertanto di una procedura chiaramente meno invasiva per i pazienti rispetto alla colonscopia completa.
Sebbene lo screening endoscopico del cancro intestinale sia utilizzato da diversi anni, e' la prima volta che uno studio prospettico a lungo termine ben progettato dimostra che un esame endoscopico dell'intestino non solo riduce la mortalita' immediata ma abbassa effettivamente il rischio di sviluppo del cancro per un periodo prolungato. "E' un importante passo avanti nella lotta contro il cancro", continua l'esperto dell'Uegf. "Lo studio condotto in Gran Bretagna fornisce una dimostrazione delle potenzialita' dello screening mediante sigmoidoscopia nel ridurre il rischio di sviluppo di cancro intestinale e quindi la mortalita' correlata", conclude lo studioso. Ai pazienti sottoposti a screening, che prevede il test per la ricerca di sangue occulto nelle feci e trovati positivi, viene comunque ancora consigliata la colonscopia completa.