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Padre dopo il cancro - Come preservare la fertilità dopo un tumore

Questa pagina si rivolge agli uomini malati di cancro che devono sottoporsi a trattamenti chemio- o radioterapici potenzialmente in grado di indurre sterilità temporanea o permanente, oppure a interventi chirurgici che possono alterare i meccanismi dell’eiaculazione (ad esempio, prostatectomia, adenomectomia transvescicale).

La Banca del Seme offre all’uomo la possibilità di utilizzare i propri spermatozoi in tutte le situazioni che mettono a rischio la sua fertilità, anche solo per un periodo temporaneo. La crioconservazione del seme offre alla coppia la possibilità di accedere alle tecniche di fecondazione assistita e rappresenta per il paziente ancora giovane non solo la speranza di una futura paternità, ma anche un “sostegno psicologico” per affrontare le varie fasi del trattamento della malattia.

È, pertanto, imperativo informare il paziente di queste possibilità nel caso in cui la sua capacità fecondante possa essere compromessa dalle terapie antitumorali.

Che cos’e’ la crioconservazione del seme?

Quando deve essere depositato il seme?

Che cos’è necessario per effettuare la crioconservazione del seme?

Ritiro del campione crioconservato


 

Che cos’e’ la crioconservazione del seme?

La crioconservazione del seme è una metodologia che permette di preservare la fertilità maschile.

Essa ha lo scopo di mantenere in vita i gameti maschili per un tempo indefinito conservandoli in azoto liquido a -196° C. Il maggiore problema biologico del congelamento è rappresentato dalle alterazioni dei meccanismi di controllo del metabolismo cellulare; infatti, le cellule esposte a basse temperature subiscono danni irreversibili che ne provocano la morte. Per prevenire tali danni si utilizzano idonee metodologie che espongono gradualmente gli spermatozoi a temperature sempre più basse, impiegando i crioprotettori, specifiche sostanze che hanno lo scopo di preservarli dallo shock termico.

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Quando deve essere depositato il seme?

In caso di tumori testicolari il ‘periodo finestra’ entro il quale il seme deve essere depositato è quello fra l’intervento chirurgico di asportazione del testicolo e l’inizio della chemio- o radioterapia.
In caso di altri tipi di tumori, il seme deve essere depositato sempre prima di cominciare qualunque terapia che possa interferire con la produzione degli spermatozoi e con l’integrità del patrimonio genetico. La chemioterapia e la radioterapia, infatti, con meccanismi diversi, determinano una frammentazione del DNA con conseguenti alterazioni cromosomiche e geniche, a loro volta responsabili di aborti e malformazioni fetali.

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Che cos’è necessario per effettuare la crioconservazione del seme?

  • Analisi virologiche. Poiché i virus dell’epatite B e C, l’HIV e il Citomegalovirus si possono trasmettere attraverso l’azoto liquido in cui vengono conservati i campioni seminali, il paziente deve sottoporsi a indagini di laboratorio per escludere la presenza di tali virus al fine di evitare la trasmissione da un campione all’altro. Tali esami devono essere eseguiti non oltre tre mesi prima della conservazione del seme.
  • Periodo di astinenza. Per effettuare la crioconservazione del seme è opportuno astenersi dai rapporti sessuali per un periodo di 3-5 giorni. Tale indicazione può essere ignorata qualora la terapia potenzialmente in grado di interferire con la produzione degli spermatozoi e con l’integrità del patrimonio genetico debba essere iniziata urgentemente.
  • Raccolta del liquido seminale. Per motivi medico-legali la raccolta del campione deve avvenire presso la Banca del Seme. Al paziente viene consegnato un contenitore sterile, contrassegnato con il suo nome e cognome o con un codice identificativo, in cui deve raccogliere il campione seminale per masturbazione.
  • Accertamento d’identità. Per motivi medico-legali il paziente deve presentarsi munito di documento d’identità. Se è minorenne, deve esibire anche il documento d’identità di almeno un genitore o di chi esercita la potestà genitoriale.
  • Consenso informato. Il paziente deve compilare e sottoscrivere il modulo di consenso informato che regolerà il suo rapporto con la Banca del Seme.

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Ritiro del campione crioconservato

Il campione di liquido seminale crioconservato può essere ritirato solo dalla persona che lo ha raccolto e depositato, previa presentazione d’idoneo documento d’identità.

 

Conclusioni

La crioconservazione del seme è un’importante metodologia che

  • permette di mantenere vitali i gameti maschili per un tempo indefinito;
  • garantisce una possibile fertilità a pazienti che in passato sarebbero stati condannati alla sterilità;
  • si esegue sempre prima di qualunque trattamento antitumorale;
  • si esegue sempre prima di interventi chirurgici che possano ledere l’eiaculazione.


Le indicazioni fornite sono tratte dalle “Linee guida per la corretta gestione della Banca del Seme dedicata alla crioconservazione omologa (5.2.2005)” sottoscritte da 15 società scientifiche e disponibili sul sito della Società Italiana di Endocrinologia.


Informazioni aggiuntive

Letto 3782 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Febbraio 2015

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