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La radioterapia per il cancro della prostata

La radioterapia utilizza radiazioni ionizzanti ad alta energia per distruggere le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di salvaguardare i tessuti e gli organi sani circostanti. Può avere diverse finalità:

  • intento curativo: si esegue allo scopo di eliminare radicalmente tutte le cellule tumorali presenti nella prostata e/o nei linfonodi pelvici;
  • intento adiuvante post-operatorio: si esegue pochi mesi dopo l’intervento chirurgico per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva locale;
  • intento post-operatorio di salvataggio: si esegue dopo l’intervento chirurgico solo in caso di risalita del PSA e/o in caso di recidiva;
  • intento palliativo: si esegue nei pazienti in cui la malattia si è diffusa ad altri organi, per esempio alle ossa. In questo caso serve a lenire il dolore e anche a consolidare l’osso, riducendo il rischio di frattura. Si può effettuare un trattamento palliativo anche sulla prostata quando la malattia è localmente estesa e può condizionare una sintomatologia locale da compressione/infiltrazione degli organi vicini (vescica, retto).

Due sono le modalità di trattamento per i  tumori della prostata:

  • la radioterapia a fasci esterni, che consiste nell’irradiazione con  raggi X  prodotti da una macchina detta acceleratore lineare;
  • la brachiterapia,che prevede l’inserimento di sorgenti radioattive direttamente all’interno della prostata.

 Radioterapia a fasci esterni

Rappresenta una delle opzioni terapeutiche curative per il trattamento dei tumori prostatici a rischio basso, intermedio ed alto (v. Le classi di rischio). Il ciclo di trattamento prevede cinque sedute settimanali (dal lunedì al venerdì e una pausa nel week-end) e può protrarsi per sette-otto settimane.

La pianificazione del trattamento è una fase estremamente importante, che può richiedere anche due-tre appuntamenti. Dopo la prima visita il radioterapista oncologo (di seguito sinteticamente il radioterapista) vi fissa un appuntamento per la cosiddetta TC di centraggio, che serve per definire con la massima precisione la zona da irradiare (detta target o bersaglio), proteggendo dalle radiazioni gli organi sani vicini. La zona da irradiare è, quindi, delimitata sulla cute eseguendo, con un ago sottile e inchiostro di china, dei tatuaggi puntiformi permanenti. I tatuaggi servono per rendere facilmente individuabile l’area da irradiare e assicurare la precisione del trattamento per tutta la sua durata. Conclusa la fase di simulazione, viene elaborato il piano di cura personalizzato per ciascun paziente, la cui finalità è di somministrare la dose curativa sul tumore con il massimo risparmio possibile degli organi a rischio. Ogni seduta di terapia dura pochi minuti, durante i quali dovete rimanere immobili sul lettino. Pur rimanendo soli nella sala, potete comunicare con il tecnico che vi osserva mediante un monitor dalla stanza a fianco.

Dati gli stretti rapporti anatomici tra la prostata, il retto e la vescica, organi molto sensibili alle radiazioni, si ricorre alla cosiddetta radioterapia conformazionale 3D o alla radioterapia ad intensità modulata (IMRT), nella quale un’apposita macchina modella il fascio di radiazioni in modo da conformarlo perfettamente alla prostata, riducendo in tal modo il danno a carico della vescica e del retto, e conseguentemente gli effetti collaterali.

Degna di nota è anche la radioterapia guidata dalle immagini (IGRT), una tecnica sofisticata in cui le radiazioni sono erogate sotto la guida di immagini che permettono di identificare con la massima precisione la prostata prima di ogni seduta. Spesso si usano come riferimento dei semini d’oro precedentemente posizionati nella ghiandola che si evidenziano alla radiografia digitale o alla tomografia computerizzata. 

Possibili effetti collaterali

Le reazioni ai trattamenti e, quindi, la frequenza e l’intensità degli effetti collaterali variano da persona a persona. Gli effetti collaterali della radioterapia della prostata possono essere acuti o tardivi.

Gli effetti collaterali acuti si manifestano durante il ciclo di trattamento e possono comprendere:

  • disturbi della minzione: aumento della frequenza delle minzioni, dolore e/o bruciore, difficoltà a rinviare la minzione, riduzione del getto urinario, presenza di sangue nelle urine
  • sintomi intestinali: dolore, bruciore e sensazione di peso anale; perdita di sangue e/o muco dal retto soprattutto dopo la defecazione; stimolo ad evacuare senza riuscire ad emettere feci; in caso di irradiazione dei linfonodi pelvici lieve o moderata diarrea, meteorismo e lievi e saltuari dolori addominali;
  • fatigue: senso di debolezza generale.

La maggior parte degli effetti collaterali acuti scompare gradualmente nel giro di un mese dalla conclusione della terapia.

Gli effetti collaterali tardivi possono comparire a distanza di mesi o anni dalla conclusione del trattamento e possono includere:

  • disfunzione erettile: incapacità di raggiungere e/o mantenere una valida erezione e, quindi, di avere rapporti sessuali soddisfacenti;
  • diminuzione o scomparsa del liquido seminale;
  • disturbi della minzione: come per effetti collaterali acuti; saltuaria presenza di sangue nelle urine;
  • sintomi intestinali: saltuaria presenza di sangue nelle feci, comparsa di meteorismo e perdita di muco dal retto (raro) oppure svuotamento dell’intestino anche più volte al giorno (raro).

Gli effetti collaterali tardivi tendono a diventare permanenti. Il rischio di incontinenza urinaria è molto basso, sia subito dopo il trattamento sia a distanza di tempo.

Se notate uno qualunque di questi segni, informate il radioterapista, che potrà prescrivere alcuni farmaci in grado di alleviare i disturbi.

Una precisazione importante: la radioterapia a fasci esterni non rende radioattivi e potrete quindi stare a contatto con gli altri, anche con i bambini o con le donne in gravidanza.

Informazioni aggiuntive

Letto 1283 volte Ultima modifica il Venerdì, 31 Ottobre 2014