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5. Come si cura il tumore della laringe?

Per offrire al paziente le migliori possibilità di cura e la migliore conservazione delle funzioni laringee, la chirurgia, la radioterapia e, nei casi più avanzati, la radiochemioterapia possono essere impiegate sia singolarmente sia in combinazione.
Il trattamento varia in funzione del tipo e della localizzazione del tumore, come di seguito illustrato.

Chirurgia
Le modalità di intervento chirurgico possono essere:

  • decorticazione: è l'intervento più semplice e consiste nella pulizia delle corde vocali;
  • cordectomia endoscopica: consiste nell'asportazione della corda vocale; si esegue oggi prevalentemente per via endoscopica con il laser (laringoscopia diretta), evitando in tal modo incisioni chirurgiche del collo.
  • laringectomia: consiste nell'asportazione della laringe; può essere parziale quando si asporta una parte dell'organo o totale, quando il chirurgo deve rimuovere tutta la laringe.

Carcinoma in situ delle corde vocali
Si definiscono in situ i tumori in una fase molto iniziale e, quindi,  non ancora invasivi. In questi casi le possibilità di trattamento sono:

  • chirurgia: può bastare il semplice intervento di decorticazione;
  • radioterapia: può essere effettuata sia subito dopo la diagnosi che all‘eventuale ricomparsa del tumore. Nel caso in cui il paziente non sia sottoposto a trattamento radioterapico, è opportuno indicare che si sottoponga a controlli più frequenti.

Nel caso del carcinoma microinvasivo, una forma non più in uno stadio di ben delineata localizzazione, è indicato effettuare subito un trattamento radioterapico o un intervento di cordectomia endoscopica.

Carcinoma limitato ad una sola corda vocale
In questi casi le possibilità di trattamento sono:

  • radioterapia: consente di ottenere percentuali di guarigione del 90-95% in genere senza conseguenze sulla voce, che subisce solo un temporaneo abbassamento durante il trattamento e poi in genere ritorna alla normalità.

La radioterapia dura circa sette settimane con sedute giornaliere (tranne il sabato e la domenica) e pertanto può causare disagio al paziente che deve recarsi al centro di radioterapia.

La radioterapia è la terapia di scelta se esiste un rischio legato  all'anestesia, come può verificarsi soprattutto nelle persone anziane.

  • chirurgia: il chirurgo esegue la la cordectomia per asportare la sola corda vocale in cui è presente il tumore. Si ottiene la guarigione nel 90-95% dei pazienti così come con la radioterapia. Proprio perché si asporta soltanto la corda vocale compromessa dal tumore, la voce, rimane rauca, ma con il passare del tempo può migliorare notevolmente.

In considerazione del fatto che sia la radioterapia che la chirurgia ottengono risultati analoghi, il paziente deve essere informato sulle possibilità di cura e deve poter essere messo in grado di scegliere.

Carcinoma esteso ad entrambe le corde vocali e/o alla commissura
La commissura è il punto d'incontro delle corde vocali.
Il trattamento è radioterapico con le stesse modalità dell'irradiazione di una sola corda. Le possibilità di guarigione rimangono molto elevate (90%). In casi selezionati, a seconda dell'estensione, può essere effettuata la chirurgia endoscopica con laser.

Carcinoma esteso alla glottide e alla sovraglottide
La chirurgia ha un ruolo solo se l'intervento può essere conservativo  o demolitivo-ircostruttivo. Quest'ultimo consiste nell'asportazione di gran parte della laringe  che viene ricostruita con la porzione residua . Le guarigioni ottenibili sono intorno all'80-85%. In caso di ripresa della malattia,  esiste la possibilità di effettuare un secondo intervento chirurgico di asportazione completa della laringe. Una cura alternativa che consegue pressoché identiche percentuali di guarigione è rappresentata dalla radioterapia
L'estensione della malattia in questo stadio è, comunque, limitata e ogni sforzo e qualsiasi cura deve mirare a conservare la laringe.

Carcinoma esteso con interessamento della corda vocale e dei muscoli cordali con immobilità della stessa e/o con estensione ad altre parti della laringe e del faringe (ipofaringe o orofaringe)
La chirurgia rappresentava, fino a qualche anno fa, lo standard di cura di questi casi con l'asportazione totale della laringe con la conseguenza di un'apertura permanente (tracheostoma) nella parte centrale e bassa del collo per permettere la respirazione. All'asportazione della laringe si associava l'asportazione dei linfonodi del collo, talvolta da un solo lato, talaltra da entrambi.
Purtroppo, tali risultati si ottengono con una mutilazione importante dovuta all'asportazione totale della laringe e alla conseguente perdita delle funzioni che quest'organo svolge, prima fra tutte la possibilità di parlare con le proprie corde vocali.

Dopo molti studi clinici condotti negli Stati Uniti e in Europa si è visto che, pur in presenza di un tumore avanzato, è possibile ottenere guarigioni in percentuali intorno al 60-70% con l'uso di radioterapia e chemioterapia combinate. Questo è stato provato soprattutto nelle estensioni laringee con coinvolgimento dei muscoli cordali ( corda fissa). Nel caso di insuccesso di questa terapia, l'intervento chirurgico può essere eseguito, anche se con un periodo postoperatorio più complesso.

È compito dei chirurghi, dei radioterapisti, degli oncologi medici informare il paziente affetto da tumore laringeo avanzato in merito a tutte le possibilità di cura di cui oggi si può disporre, in modo che possa esprimere consapevolmente la scelta della cura.
Se la prima visita avviene con la presenza contemporanea del chirurgo, del radioterapista e dell'oncologo medico al paziente sarà data un'indicazione terapeutica collegiale e un'informazione contemporanea  garantirà al massimo le sue possibilità di scelta.

 
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