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6. Come si eseguono la radioterapia e la chemioterapia?
La radioterapia ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali utilizzando radiazioni ionizzanti generate da un acceleratore lineare o da apparecchi di telecobaltoterapia.

Le tecniche più moderne permettono di concentrare le radiazioni solo nella zona tumorale (volume di trattamento) , risparmiando al massimo i tessuti sani.
Le dimensioni del campo di trattamento radioterapico variano a seconda dell'estensione del tumore primitivo. Se il tumore è  limitato alla regione che comprende le corde vocali, il campo di trattamento sarà circoscritto solo a questa sede, senza necessità di irradiare i linfonodi del collo. Se, invece, il tumore è più esteso, sarà necessario irradiare sia la laringe che alcuni linfonodi del collo.

La dose totale necessaria per guarire il tumore è compresa fra 66 e 70 Gy (Gy = Gray, unità di misura della dose assorbita). Essa è frazionata in sedute giornaliere che si effettuano cinque giorni alla settimana, con esclusione del sabato e della domenica, per il numero di settimane necessarie per completare il trattamento (in genere circa sette settimane). Possono anche essere usati i cosiddetti frazionamenti non convenzionali della dose, secondo i quali il paziente può essere sottoposto a più sedute giornaliere.

Quando la radioterapia segue alla chirurgia, la dose necessaria  sarà più bassa rispetto a quella che si somministra quando la radioterapia rappresenta l'unica cura: circa 60 Gy, frazionata in circa sei settimane. La presenza di fattori di rischio ( margini positivi, rottura della capsula anche di un solo linfonodo) raccomanderà il trattamento postoperatorio con chemioterapia e radioterapia associate.

La chemioterapia è un trattamento con farmaci che hanno lo scopo di distruggere o controllare la crescita delle cellule tumorali. Come accennato, l'associazione della chemioterapia con la radioterapia rende possibile ottenere la guarigione in un alto numero di casi, consentendo anche di preservare  la laringe e le sue funzioni.

Questo tipo di terapia riguarda solo i casi di tumore esteso, in cui sola chirurgia o la sola radioterapia non consentirebbero di conservare la laringe.
La chemioterapia utilizza vari farmaci fra i quali quelli a maggiore efficacia sono ancora oggi i derivati del platino (cisplatino e carboplatino) e il 5-fluorouracile.

Il cisplatino e il carboplatino possono essere usati da soli in concomitanza della radioterapia o uniti al 5-fluorouracile.
Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono dai farmaci utilizzati. I sintomi più comuni sono rappresentati dalla nausea e più raramente dal vomito, dall'infiammazione delle mucose, soprattutto nei tratti compresi nel volume di trattamento radioterapico.Instaurare una terapia di supporto con farmaci, mirata a ridurre i sintomi sarà cura dei medici radioterapisti o degli oncologi medici.

La terapia fotodinamica
Un trattamento di recente introduzione per i tumori della laringe e, più in generale, del distretto testa-collo è rappresentato dalla terapia fotodinamica (PDT), che offre la possibilità di indirizzare sul tessuto tumorale un farmaco fotosensibilizzante - la temoporfina - che si attiva solo nel momento in cui è esposto ad un'intensa fonte luminosa. Il farmaco è somministrato per endovena e già dopo poche ore dall'iniezione si ritroverà nel tessuto tumorale, dove rimarrà inoffensivo fino a che l'endoscopista introduce nella cavità in cui è localizzato una sonda dotata di fibra ottica, attraverso la quale ‘spara' una luce rossa. Il raggio luminoso attiva la temoporfina, facendo scattare la fase di soppressione del tumore. Il farmaco, interagendo con l'ossigeno presente nelle cellule tumorali, scatena una reazione chimica di tipo ossidativi, che blocca i meccanismi vitali della cellula neoplastica. In questo modo la PDT ha un effetto distruttivo sul tessuto tumorale, mentre preserva quasi integro il tessuto sano circostante. Oltre ad essere efficace, il farmaco ha pochi effetti collaterali, perché è smaltito rapidamente, ma si consiglia di evitare l'esposizione al sole per qualche giorno dopo il trattamento.

La PDT è particolarmente valida nei carcinomi di piccole dimensioni localizzati in zone difficilmente raggiungibili, come il cavo orale, che possono essere completamente investiti dal fascio di luce ed eliminati, ma è utile anche nel trattamento di tumori voluminosi, perché consente di ridurne le dimensioni. È necessario selezionare rigorosamente i candidati al trattamento. Una volta necrotizzate le cellule tumorali, il tessuto si riprende rapidamente, perché la sua struttura portante rimane intatta.

 
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